La Giornata Internazionale del Mar Mediterraneo si celebra ogni anno l’8 luglio. Si tratta di un mare che è passato da essere culla della civiltà a rappresentare un cimitero azzurro per le molte vittime dei viaggi della speranza. Questa Giornata serve ad onorare la memoria di queste persone e a progettare un futuro diverso.

Giornata Internazionale del Mar Mediterraneo: cosa è diventato questo mare

Sembra ormai essere il cimitero più grande d’Europa. In passato costituiva un crocevia di culture, un teatro di scambi, una cornice dove germogliavano le idee. Oggi è diventato piuttosto una barriera che divide e separa. A volte, addirittura, è l’ultima destinazione per quanti cercano condizioni di vita più dignitose lontani dalla loro terra. Il Mediterraneo inghiotte illusioni e storie di persone che avrebbero potuto avere un destino diverso.

Giornata Internazionale del Mar Mediterraneo: un’occasione per riflettere

La Giornata internazionale del Mar Mediterraneo è l’occasione per accendere i riflettori sui problemi geopolitici dell’area mediterranea. Ogni anno sempre di più, purtroppo ormai, la Giornata Internazionale del Mar Mediterraneo si pone al centro dei problemi sociali e politici dei Governi europei e del mondo. Parliamo di diminuzione di risorse, guerre regionali e commerciali, spostamenti di intere popolazioni, rischiosi viaggi della speranza. Soprattutto, però, ci riferiamo a perdite di vite umane nelle acque di quel mar Mediterraneo che dovrebbe unire invece di dividere.

Giornata Internazionale del Mar Mediterraneo

Questa commemorazione nasce nel 2014 grazie alla collaborazione di Earth Day Italia, ANCIS-LINK, ASC-CONI e con l’apporto fondamentale della Marina Militare Italiana. Il significato profondo di questa Giornata è legato all’ambiente e allo sfruttamento scellerato delle risorse naturali. Bisogna pur sempre ricordare che all’origine delle povertà, delle guerre e delle migrazioni che ne conseguono, c’è lo sfruttamento malsano delle risorse del pianeta da parte di una minoranza di persone a scapito dei più deboli. Insomma, il problema non sono i migranti e l’emigrazione ma, purtroppo, la causa che ha portato a questi eventi.

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