Un anno fa moriva Carlo Vanzina, un grande protagonista della commedia italiana

In occasione del primo anniversario dalla morte di Carlo Vanzina, ricordiamo l'importanza che il regista ha avuto per il cinema italiano

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È passato ormai un anno da una data a dir poco nefasta per il cinema italiano. L’8 giugno 2018 il regista Carlo Vanzina moriva a causa di un melanoma (tumore della pelle), terribile malattia di cui aveva sofferto già 20 anni prima ma che si è successivamente manifestata una seconda volta, risultando fatale. La morte è sopraggiunta all’età di 67 anni dopo una vita intensa, vissuta in gran parte dietro ad una macchina da presa, strumento che ha permesso all’artista di concretizzare la sua creatività in circa 60 film per il grande schermo e 6 opere per la televisione.

Una carriera di ben 41 anni, fatta di una produzione fitta che ha coperto il periodo incluso tra il 1976 ed il 2017. A partire dagli anni 80, Vanzina si è distinto con la pubblicazione di almeno un film all’anno, con varie annate che hanno goduto anche di due o tre pubblicazioni da parte dell’artista. È infatti proprio negli anni 80 che molti suoi film diventano dei cult, ottenendo incassi vertiginosi al botteghino e soprattutto imponendosi nell’immaginario collettivo come delle pietre miliari della commedia all’italiana, genere della cui evoluzione Vanzina è oggi considerato uno dei principali artefici. Parte del merito del suo successo va anche alle sceneggiature di suo fratello Enrico, fedele collaboratore in molte opere, tant’è che i due costituiscono ad oggi un duo a dir poco iconico per il cinema italiano.

Carlo ed Enrico Vanzina

Grazie anche ad un sodalizio artistico con attori diventati anch’essi un simbolo della commedia all’italiana (Jerry Calà, Christian De Sica, Massimo Boldi, Diego Abatantuono ed altri) oltre che con suo fratello, Vanzina è stato uno dei principali protagonisti di vari filoni di successo del cinema italiano: fra di essi ricordiamo in primis i film che ritraggono in chiave ironica il comportamento degli italiani in vacanza ed i film ad episodi incentrati contemporaneamente su più vicende (genere in cui costituisce insieme a Carlo Verdone uno dei principali rappresentanti). Un enorme cavallo di battaglia sono poi diventati i cosiddetti “cinepanettoni”, pellicole comiche pubblicate sempre a ridosso del Natale che hanno quasi sempre riscosso un successo di pubblico immenso, nonostante dopo una fase iniziale abbiano iniziato ad attirare critiche sempre più feroci da parte dei critici professionisti.

Lo stile di regia di Vanzina non ha mai provato a far ridere senza lasciare messaggi, ma al contrario ha sempre fornito spunti di riflessione mascherati con ironia ed intelligenza: una caratteristica che è rimasta negli anni, nonostante come tutti i registi abbia prodotto lavori più belli ed interessanti ed altri meno efficaci. Proprio l’avere un qualcosa da dire ed i mezzi per trasformarlo in un materiale fruibile da molte persone hanno permesso a Vanzina di restare così attivo per così tanto tempo, permettendogli talvolta anche di sfociare in altri generi cinematografici: ne è un esempio il poliziesco “Tre Colonne In Cronaca” ed il noir “Sotto Il Vestito Niente”.

Carlo Vanzina con la sua seconda moglie, Lisa Melidoni

Nonostante l’enorme impegno messo nel suo lavoro, Vanzina negli anni ha saputo costruire anche l’aspetto privato della sua vita: dopo alcune relazioni più o meno importanti tra cui un altro matrimonio, il cineasta è convolato a nozze con la definitiva protagonista della sua vita, Lisa Melidoni, da cui ha avuto due figlie. Proprio l’amata moglie, insieme ad un fratello con cui Carlo ha condiviso tanto la vita privata quanto quella lavorativa, ha avuto l’arduo compito di dover comunicare la sua morte al pubblico lo scorso anno, spezzando il cuore di un’enorme fetta di italiani.

Checché se ne dica, chiunque nella nostra nazione ha fruito almeno una volta dell’arte di Vanzina, e perdere un pezzo così importante del cinema italiano è stato sicuramente una sofferenza per tutti, anche per chi non l’ha mai apprezzato particolarmente o comunque aveva gradito soltanto i lavori dei primi anni di carriera. Il nostro omaggio va dunque ad un uomo che ha fatto dello spettacolo una delle sue principali ragioni di vita, le cui creazioni sicuramente continueranno ad intrattenerci ancora per molti anni.

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