Fedele alla sua tattica, che la mantiene alla conduzione del paese dal 2005, la cancelliera tedesca evita ogni tipo di confronto diretto con i suoi avversari. Per molto tempo non ha detto una parola su quello che sarebbe stato il suo programma preferendo riposarsi sugli allori del bilancio di questi ultimi 4 anni. Un lungo silenzio mediatico che era stato persino definito dal suo principale avversario Martin Schulz un “attentato alla democrazia”. Agli inizi di luglio, la cancelliera ha finito per svelare i punti cardinali della sua campagna e nel contempo la sua strategia per vincere.

Conquistare la classe media: “Prosperità e sicurezza per tutti”

Angela Merkel (CDU) e Horst Seehofer (CSU) alla presentazione del loro programma comune.

La promessa del partito democratico cristiano è di abbassare entro il 2015  il tasso di disoccupazione (attualmente di 5,5%) sotto al 3% – livello mai raggiunto dal choc petrolifero nel 1973. Il partito s’ingaggia inoltre anche ad abbassare le imposte che pesano sulla classe media e a ridurre la pressione fiscale per l’acquisto di una prima casa. Infine, s’impegna a non avviare più alcuna riforma delle pensioni sino al 2030. Una fitta lista d’impegni che contiene anche la costruzione, entro il 2019, di 1,5 milioni di nuove case, la creazione di 15.000 posti di lavoro in polizia e un investimento di 12 miliardi di euro nella rete numerica. Promesse che non dovrebbero gravare sulle finanze pubbliche quindi impattare il debito pubblico.

Tagliare l’erba sotto i piedi dell’avversario

Manifesto del SPD per il matrimonio per tutti. Foto presa da internet

Aprendo al voto in parlamento della legge sul matrimonio gay (il suo partito ne è sempre stato un fervente oppositore) si è sbarazzata di un argomento ingombrante e ha impedito al suo principale avversario (l’SPD) di farne un tema di campagna. La cancelliera si è anche assicurato una solida coalizione dopo la sua oramai probabile rielezione. Durante questi ultimi mesi i partiti dei verdi e dei liberali avevano fatto sapere che il matrimonio gay era una condizione sine qua non alla loro partecipazione per una eventuale grande coalizione. Una mossa politica che la stampa tedesca non si è fatta sfuggire. Il Berliner Zeitug ne ha persino  intitolato una sua copertina: “il matrimonio per tutti, la cancelleria per me”.

Mantenersi sul vago per la questione migranti

Sulla questione migranti, in un comizio elettorale al nord del paese, la cancelliera in carico ha, due giorni fa, ribadito il suo no a mettere un numero chiuso all’arrivo dei profughi. Una politica di apertura nei confronti dei rifugiati (il cosiddetto “wir schaffen das” –ce la faremo) per la quale è stata molto contestata in passato. Nel 2015 aveva infatti mantenuto aperte le frontiere concedendo l’ingresso a più di un milione di migranti. Una politica che ancora oggi le viene rinfacciata e che costituisce l’unico punto di disaccordo con il CSU che vorrebbe limitare gli ingressi annuali a 200.000.

Con una campagna elettorale creata ad hoc per stroncare sul nascere ogni eventuale discussione che potrebbe giocare contro la leader, il CDU non rende la vita facile ai suoi avversari.

Il leader del partito socialdemocratico tedesco, Martin Schulz. Foto presa da internet

Indietro di 15 punti, Martin Schulz, il candidato sfidante socialdemocratico ed ex presidente dell’europarlamento fatica a trovare una tematica vincente. Vorrebbe aprire un dibattito di fondo che lo distanzi ideologicamente dal partito conservatore sempre più centrista. Di questi giorni la sua proposta di tagliare i fondi ai paesi europei che non accolgono i migranti in quanto “ne l’Italia ne la Germania ce la possono fare da sole”. Per poi accusare la cancelliera ed il suo ministro delle finanze Wolfganf Shäuble di avere affamato la Grecia e di avere sbagliato tutto in Europa.

Dal canto suo la cancelliera mantiene la sua flemma. Nella tradizionale intervista prima della pausa estiva, Angela Merkel si è espressa a proposito dei disordini durante il G20 di Amburgo. Ritiene ingiusto che molti (membri del CDU in primis) richiedano le dimissioni del sindaco Olaf Scholz, esponente di punta degli social democratici. “Abbiamo condiviso la scelta della città e delle misure di sicurezza” ha dichiarato.

Ad ogni modo, Angela Merkel lo ripete instancabilmente, gli elettori devono fare la scelta che ritengono opportuna. L’operato di questi 4 anni è la sua forza, il suo motto: “sapete chi sono, con me sapete chi e che cosa votate”. A buon intenditore…

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