sabato, Aprile 20, 2024

Galileo Chini e la ceramica applicata all’Architettura

Raffinate decorazioni, lustri, eleganti figure femminili: fino al 14 maggio 2023 al MIC di Faenza è allestita Galileo Chini. Ceramiche tra Liberty e Déco. La più ampia mostra mai dedicata alle sue ceramiche, rivela l’opera di un artista poliedrico, inventore, dalla fine dell’Ottocento, della ceramica moderna italiana.


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Chi è Galileo Chini?

Chini è un artista poliedrico, aggiornatissimo sui gusti e le tendenze europee dell’epoca. Dipinge nature morte, bellissimi paesaggi della sua Versilia, ritratti e ambienti che richiamano la sua esperienza a Bangkok, dove fu ospite del re del Siam. Infatti decora la residenza reale e nel 1909 dipinge la cupola del vestibolo del Padiglione Centrale della Biennale di Venezia. Si dedica con passione all’arte della ceramica con una produzione personalissima e intraprende colossali imprese di ceramica applicata all’Architettura come nelle terme di Salsomaggiore. Nel 2023 ricorre il centenario della fondazione dell’azienda del benessere.

I pezzi in esposizione

La mostra, curata da Claudia Casali e Valerio Terraroli, espone circa trecento pezzi tra ceramiche e disegni preparatori con numerosi inediti. I materiali sono suddivisi in otto sezioni, a documentare le varie fasi di attività delle due manifatture, L’Arte della Ceramica (Firenze, 1897) e le Fornaci S. Lorenzo (Borgo San Lorenzo, 1906). Sono realtà fondate da Galileo Chini. Terraroli parla dell’artista. “Galileo Chini impersona emblematicamente quel passaggio epocale dalla tradizione storica alla modernità. Quindi tra l’eredità di un alto artigianato artistico e l’inevitabile necessità di confrontarsi con un mercato nazionale e internazionale alla ricerca spasmodica di novità. Chini appartiene alla generazione che deve fare i conti con una serie di radicali cambiamenti che pongono all’attenzione del dibattito critico contemporaneo. Affronta anche la questione del rapporto tra arte e industria”.

Galileo Chini e L’arte della ceramica

Prendendo ispirazione dal modernismo internazionale, sull’onda del movimento delle Arts & Crafts inglesi di William Morris, nel 1987 Galileo Chini fonda a Firenze la manifattura L’arte della ceramica. Collaborano Giovanni Montelatici, Vittorio Giunti e Giovanni Vannuzzi consapevoli che era: “L’epoca del Liberty e bisognava assimilare a questo stile anche il soprammobile”. Le ceramiche della Manifattura che sapevano coniugare la tradizione alla modernità, conquistarono da subito premi e fama. Piacevano le loro raffinate decorazioni da principio ispirate a motivi floreali di gusto Liberty e a figure femminili di influenza rinascimentale. Erano infatti caratterizzate dalla tecnica a lustri metallici, da sintesi decorative e da una varia gamma di grès.

Chini e il Museo internazionale delle Ceramiche

Claudia Casali parla dell’esposizione. “La mostra è legata a doppio filo con il MIC e le sue origini. Galileo Chini fu chiamato a decorare i locali deputati alle arti dell’Esposizione Torricelliana di Faenza nel 1908, da cui prese avvio la fondazione del Museo Internazionale delle Ceramiche. Donò un primo nucleo di opere alla città per il costituendo centro culturale. Purtroppo andarono perse nella seconda Guerra mondiale, ma molte altre furono donate dalla Manifattura Chini negli anni successivi”. La visita della mostra suggerisce un percorso geografico alla scoperta delle decorazioni architettoniche della manifattura Chini a Salsomaggiore, Castrocaro, Borgo San Lorenzo, Montecatini Terme. Un progetto di rete volto a valorizzare il lavoro complesso e articolato di questo straordinario artefice”.

Il catalogo della mostra di Galileo Chini

Il ricco catalogo con quasi 300 immagini, si si avvale dei contributi Critici dei Curatori e di Stefania Cretella, Ezio Godoli, Edoardo Lo Cicero, Maurizia Bonatti, Ulisse Tramonti. Documenta non solo le opere esposte, ma approfondisce il contesto legato alle esposizioni internazionali, ai progetti architettonici, alla produzione di vetri e ferri battuti, alle Biennali di Venezia. La mostra è resa possibile grazie al sostegno di MiC, Direzione generale, educazione, ricerca e istituti culturali, Regione Emilia-Romagna, Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, Comune di Faenza, Unione della Romagna Faentina. Sarà visitabile per tutte le festività natalizie, tranne a Natale e il primo dell’anno. Aperture straordinarie 26 dicembre, 2 gennaio e 7 gennaio 2023 dalle 10-18.

Immagine da cartella stampa.

Odette Tapella
Odette Tapella
Vivo in piccolo paese di provincia. Mi piace leggere, fare giardinaggio, stare a contatto con la natura. Coltivo l'interesse per l'arte, la cultura e le tradizioni.

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