Finlandia: l’aereonautica dice addio alla svastica

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La piccola e gloriosa Soumen, l’aereonautica militare finlandese, non presenterà più il simbolo della svastica blu sulla coccarda bianca, colore nazionale. Nessun richiamo all’ideologia nazista, ma solo per questioni di origini simboliche e decorative. Dal 1945 fu sostituita da una coccarda bianca, blu e bianca, ma qua e là svastiche finlandesi restano ancora, su vecchi edifici o cimiteri militari, in memoria dei piloti caduti o delle loro unità.

La decisione è stata presa per evitare qualsiasi malinteso soprattuto alla luce dei rafforzamento dei movimenti nazisti e suprematisti bianchi, con i quali la Soumen llmavoimat non ha mai avuto a che fare. Ora l’emblema sulla bandiera dell’aviazione finlandese è un’aquila contornata da ali, su sgondo blu.

La svastica blu finlandese era solo un antici simbolo mitologico. Lo raffiguro’ anche uno dei grandi dell’arte finlandese, il pittore Arseni Gallen-Kalleka, che mai ebbe simpatie per idee razziste o di ultradestra. Poi con l’indipendenza da Lenin, la Finlandia si detto uno Stato, una Repubblica guifata da un conservatore non fascista, il maresciallo Carl Gustav Mannerheim, vincitore della guerra civile contro i “rossi” locali”. Allora, sui primi biplani, cominciò ad apparire, nel 1918, la coccarda con la svastica.

Gli aerei della Soumen llmoivamat divennero famosi con quella coccarda, non per simpatie hitleriane, bensì per i loro successi nella Guerra d’Inverno, quando con l’accordo di Hitler, Stalin aggredi’ brutalmente la Finlandia. Perché Mannerheim non si era piegato all’ultimatum sovietico di cedere all’Urss la Carelia.

La guerra costo’ ai sovietici oltre 50mila morti in inverno. Gli assi finlandesi, tra cui il volontario svedese Conte Von Rosen, inflissero gravissime perdite all’aviazione rossa. Alla fine i russi vinsero per l’enorme superiorità numerica contro la Finlandia lasciata sola dal mondo, Stalin si presa la Carelia e la Vilipuri, importantissimo centro industriale. Centinaia di migliaia di civili fuggirono nella neve fino ai nuovi confini per scampare ai parcheggi e agli stupri in massa dei soldati sovietici.

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