Festa della Repubblica 2019: il 2 giugno sarà dedicato al tema dell’inclusione

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Festa della Repubblica: la parata militare dedicata al tema dell'inclusione.

La ministra della Difesa Elisabetta Trenta ha deciso: la Festa della Repubblica che si celebrerà il 2 giugno 2019 avrà come tema portante quello dell’inclusione. Nello specifico, tramite un comunicato ufficiale, dal dicastero hanno fatto sapere che in occasione del 73° anniversario dalla proclamazione della Repubblica italiana, alle ore 10 a Roma in Via dei Fori Imperiali la tradizionale parata militare avrà come tematica principale proprio la suddetta inclusione.

L’AdnKronos ha contattato alcune fonti vicine al Ministero della Difesa, le quali hanno confermato che si tratta di una scelta dettata dalla volontà di lanciare un segnale forte nell’impegnarsi nella lotta «contro le emarginazioni sociali». Inoltre è stato sottolineato che la Festa della Repubblica si presta al meglio a questa finalità sociale, poiché di per sé rappresenta la ricorrenza per eccellenza «che unisce tutti gli italiani». Dunque il 2 giugno si avrà modo di ribadire che dev’esserci sempre attenzione verso gli ultimi e che nessuno va abbandonato al suo destino.

Festa della Repubblica 2019: la scelta della ministra Trenta fa discutere.

La scelta di Elisabetta Trenta è stata interpretata da molti addetti ai lavori come una sorta di «guanto di sfida» lanciato al ministro dell’Interno Matteo Salvini, soprattutto in seguito ai duri scontri che entrambi hanno avuto proprio sulla questione della gestione dell’immigrazione e sull’opportunità o meno di chiudere a priori i porti italiani alle navi delle ONG che soccorrono migranti in piena emergenza in mare. E così, inevitabilmente, già a poche ore di distanza dall’annuncio diramato dal Ministero della Difesa, ha cominciato a montare la polemica politica.

Festa della Repubblica 2019 dedicata all’inclusione: le reazioni di PD e Giorgia Meloni

Il primo a commentare la decisione della ministra Trenta di dare alle celebrazioni del 2 giugno un profondo connotato sociale legato al tema dei diritti uguali per tutti, anche nei confronti delle persone meno fortunate, è stato Filippo Sensi. Il deputato del Partito Democratico, infatti, vede nella presa di posizione dell’esponente pentastellata una chiara stoccata a Matteo Salvini in seguito ai recenti contrasti sulla chiusura dei porti lungo le coste italiane. Di conseguenza, il giornalista romano su Twitter ha scritto che considera questa vicenda: «Un polemico e un po’ ridicolo crescendo rossiniano contro Salvini».

Sempre dal Partito Democratico, Emanuele Fiano ha innanzitutto chiarito che la posizione dei dem è molto vicina a quella della ministra della Difesa contraria all’utilizzo dell’esercito per impedire agli immigrati di sbarcare in Italia. Allo stesso tempo, però, ha affermato che questo chiaro «sfruttamento» del 2 giugno per rinfocolare i contrasti all’interno della maggioranza Lega-M5S: «Non è un bene per il Paese”. Lia Quartapelle, capogruppo dei deputati del PD alla Commissione Esteri, ha tuonato: «Giù le mani dalla Festa della Repubblica!», invitando Elisabetta Trenta a ricorrere ad altri mezzi per scontrarsi con Salvini, piuttosto che coinvolgere la festività di tutti gli italiani.

Mentre si attendono reazioni ufficiali da parte della Lega, dal centrodestra per il momento si è espressa Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia. Le sue parole sono state decisamente critiche nei confronti della Trenta, alla quale ha voluto ricordare di essere la ministra della Difesa e non delle Politiche Sociali, per poi partire all’attacco quando ha affermato: «Le nostre Forze Armate non sono una Ong, ma il loro compito principale è la difesa dello Stato».

Giorgia Meloni ha criticato aspramente la ministra Trenta.

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