Fase 2: riaprono le chiese. Ecco tutte le regole

Il 18 maggio termina il lockdown anche per le chiese italiane. Queste settimane di chiusura, tuttavia, hanno portato anche riflessi positivi: una storica abbazia dell'entroterra di Pesaro e Urbino, per esempio, riapre le sue porte ai fedeli, ma senza abbandonare le dirette streaming.

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Paolo Brosio, il giornalista famoso per le sue estenuanti dirette sotto il Palazzo di Giustizia di Milano ai tempi di Tangentopoli, sarà soddisfatto. E con lui, l’ex ministro dell’Interno Salvini e quei (per la verità, pochi) vescovi e fedeli che auspicavano la riapertura delle chiese alla preghiera collettiva già in occasione della celebrazione di Pasqua.

Ancora qualche giorno e potranno tornare a partecipare alla Messa.

L’ultimo Dpcm del 26 aprile

L’’ultimo Dpcm del 26 aprile non contempla la possibilità di celebrare cerimonie religiose in queste prime settimane di ripartenza, fatta eccezione per i funerali (con un massimo di 15 partecipanti, ndr), confermando di fatto il divieto in vigore per tutto il periodo dell’emergenza.

La polemica

La Conferenza Episcopale dei Vescovi (CEI) verga un comunicato dai toni sorprendentemente diretti e duri nei confronti del Governo e della decisione definita arbitrariadi non far “celebrare la Messa con il popolo”.

“I Vescovi italiani non possono accettare di vedere compromesso l’esercizio della libertà di culto. Dovrebbe essere chiaro a tutti che l’impegno al servizio verso i poveri, così significativo in questa emergenza, nasce da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti, in particolare la vita sacramentale”.

Alla Presidenza del Consiglio e al Comitato tecnico-scientifico, i Vescovi ricordano poi “il dovere di distinguere tra la loro responsabilità – dare indicazioni precise di carattere sanitario – e quella della Chiesa, chiamata a organizzare la vita della comunità cristiana, nel rispetto delle misure disposte, ma nella pienezza della propria autonomia”.

Il Governo corre ai ripari

Il premier Conte “prende atto” prontamente della protesta della Cei e si impegna a studiare “un protocollo che consenta quanto prima la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni liturgiche in condizioni di massima sicurezza.

Il protocollo

Il cardinale Gualtiero Bassetti, il premier Giuseppe Conte il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, firmano giovedì 7 maggio, a Palazzo Chigi, il protocollo che entra in vigore a partire da lunedì 18 maggio.

L’accordo matura in tempi rapidi in virtù della «profonda collaborazione e sinergia fra il Governo, il Comitato Tecnico-Scientifico e la CEI, dove ciascuno ha fatto la sua parte con responsabilità», osserva il cardinale Bassetti.

«Fin dall’inizio abbiamo lavorato per giungere a questo Protocollo – gli fa eco il ministro Lamorgese -: il lavoro fatto insieme ha dato un ottimo risultato».

Le altre confessioni

Lamorgese precisa anche che «analogo impegno abbiamo assunto anche con le altre Confessioni religiose».

Le dirette streaming sono ancora consentite

In queste settimane quasi tutte le parrocchie, anche le più piccole, si sono attrezzate per mettere a disposizione dei fedeli, attraverso i canali social, le dirette delle celebrazioni in streaming.

Una modalità che lo stesso ministero dell’Interno raccomanda di “favorire” anche dopo il 18 maggio “per la fruizione di chi non può partecipare alla celebrazione eucaristica.

Il bell’esempio dell’Abbazia di Lamoli (PU)

C’è un piccolo borgo di mille anime dell’Appennino pesarese, Lamoli, nel comune di Borgo Pace, al confine con l’Umbria, la cui comunità è estremamente affezionata alla “sua” abbazia millenaria dedicata a San Michele Arcangelo: un autentico presidio, anche fisico – domina nel centro del paese le cui case, al suo cospetto, appaiono ancor più piccole -, cui aggrapparsi anche in questi momenti di difficoltà.

E così, le dirette streaming sono ormai diventate un appuntamento imperdibile per gli abitanti, e anche per i molti emigranti, già a partire dalle prime settimane di lockdown.

Non solo diretta streaming, ma anche “diretta fisica”: infatti, oltre ai tradizionali canali social, le celebrazioni arrivano direttamente – e non è un eufemismo – nelle case dei cittadini attraverso due altoparlanti posti all’ingresso: un modo semplice, ma efficace di coinvolgere anche gli anziani meno social.

Una piacevole consuetudine che, visto il successo riscosso, la parrocchia è orientata a proporre anche dopo il 18 maggio, quando riaprirà le sue porte ai fedeli.

Le nuove regole

Vediamo, ora, nel dettaglio, rispondendo alle domande di un ipotetico fedele, quali sono le regole (leggi anche https://www.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/protocollo_per_la_ripresa_delle_celebrazioni_con_il_popolo_7_maggio_2020_.pdf) previste per la celebrazione della messa, valide ancheper i battesimi, i matrimoni, l’unzione degli infermi e i funerali (in questo caso, quindi, cessa l’obbligo del numero minimo di 15 partecipanti, ndr).

Posso entrare e uscire dalla chiesa senza “filtri” come in passato?

No. Tutto è cambiato. Ricordati che il divieto di assembramento vale all’interno della chiesa, ma anche nei cosiddetti “luoghi annessi”, come per esempio il sagrato e la sacrestia.

Se fino a qualche mese fa eri abituato/a fermarti a parlare con le altre famiglie e gli amici prima e dopo la funzione, ora non puoi più farlo. Almeno in questo periodo.

Quindi, trovo un “filtro” all’ingresso e all’uscita della chiesa?

.  Il Protocollo prevede la presenza obbligatoria all’ingresso di volontari e/o collaboratori della parrocchia che hanno il compito di favorire l’accesso ordinato in chiesa.

In che modo?

Devono garantire che tra te e gli altri fedeli, sia in entrata che in uscita, ci sia almeno 1 metro e mezzo di distanza.

Le porte devono rimanere aperte?

Bravissimo/a. Sia entrata che in uscita, le porte devono rimanere aperte proprio per favorire “un flusso più sicuro” e, ovviamente, per questioni igieniche: non devi, infatti, toccare le maniglie.

Se non posso toccare le maniglie, non posso quindi neanche immergere la mano nell’acquasantiera?

Assolutamente no. Anche perché le acquasantiere devono rimanere senza acqua.

Quanti fedeli possono partecipare alla Messa? Il Governo ha già stabilito la capienza massima?

No. Il numero massimo dei partecipanti deve stabilirlo il parroco (la circolare parla di “legale rappresentante dell’ente“), tenendo conto della dimensione della chiesa e delle distanze di sicurezza. ndr).

Se viene raggiunto il numero massimo, potrei rischiare di non entrare?

Esatto. Sarà compito degli stessi volontari all’ingresso fartelo presente.

Tieni, comunque, presente che il parroco può incrementare il numero delle celebrazioni, se il numero atteso dei partecipanti fosse superiore a quello consentito.

Ci sono delle distanze da rispettare all’interno?

Sì. La distanza minima di sicurezza tra te e i fedeli accanto e tra te e i fedeli seduti davanti e dietro, deve essere in entrambi i casi di almeno un metro.

Devo indossare la mascherina all’interno?

Assolutamente sì. Valgono le stesse regole previste per i supermercati, i negozi.

Quindi, all’ingresso, trovo anche il liquido igienizzante?

Esatto, è obbligatorio.

Posso andare a Messa se ho la febbre?

Assolutamente no. Non puoi andare a Messa se ha fai più di 37 e mezzo e, se nei giorni precedenti, sei stato in contatto con persone positive al virus.

Parliamo un attimo dello svolgimento della funzione. Posso fare la Comunione?

Sì. Il parroco o chi per lui possono offrirti l’ostia, mantenendo una distanza di sicurezza da te e senza venire a contatto con le tue mani.

Lo scambio del segno della pace è mantenuto?

No.

A me piace seguire la Messa seguendo i canti sui libretti. Almeno quelli, posso trovarli?

Improbabile, ricordati che siamo ancora in emergenza. E, comunque, non può esserci il coro, ma solo un organista.

A tal proposito, l’Interno ritiene “non opportuna” per ragioni igienico-sanitarie la presenza di “sussidi per i canti e di altro tipo“.

Le offerte vengono raccolte?

No, durante la Messa. Però, potrai trovare appositi contenitori che dovranno essere collocati agli ingressi o in un altro luogo ritenuto idoneo.

Una curiosità: in chiesa posso trovare tutte queste informazioni?

Sì, tranquillo/a. All’ingresso di ogni chiesa deve essere affisso un manifesto che contenga queste indicazioni, tra le quali, obbligatoriamente, il numero massimo di partecipanti consentito in relazione alla capienza dell’edificio.

Un’ultima domanda: ho un parente disabile. Posso accompagnarlo o è meglio di no?

Puoi accompagnarlo: i disabili possono partecipare alle funzioni come tutti gli altri fedeli.

A tal proposito, ti conforto informandoti che il protocollo prevede espressamente che “si favorisca, per quanto possibile, l’accesso delle persone diversamente abili” prevedendo “luoghi appositi per la loro partecipazione alle celebrazioni nel rispetto della normativa vigente.

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