Esselunga nuovo socio fondatore del Teatro alla Scala

Il colosso della grande distribuzione darà al teatro di Milano 6 milioni di euro per i prossimi cinque anni

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Esselunga e la Scala di Milano, articolo di Loredana Carena

Esselunga diventerà socio fondatore permanente del Teatro alla Scala di Milano. L’operazione verrà ufficializzata il 23 marzo e nei prossimi giorni sarà anche annunciato il nome dello sponsor che sosterrà il teatro nei prossimi due anni.

Quale sarà il contributo di Esselunga e quali sono i bilanci 2020 e 2021?

Con 6 milioni di euro il brand, leader nel mondo dei supermarket, diventerà socio permanente del teatro e, per scelta, non farà parte del Cda.

Domenique Meyer, sovrintendente e direttore artistico della Scala dal 2020, nei giorni scorsi ha presentato il bilancio generale dell’ente nel corso della riunione del consiglio di amministrazione.

Nel 2019 il bilancio della Scala è stato di 133 milioni di euro, cifra ribassata a 86,3 milioni a causa della pandemia. Il budget 2021 è di 98,3 milioni di euro, quindi un pareggio previsionale, possibile grazie al supporto degli sponsor, degli ammortizzatori sociali e dei ristori.

Esselunga, di cui è presidente Marina Caprotti, fa parte degli sponsor che stanno contribuendo a sopperire all’assenza degli introiti da botteghino. I teatri, infatti, sono chiusi al pubblico ormai da mesi e questo ha causato gravi deficit economici di settore.

Nel periodo antecedente alla pandemia il pubblico pagante contribuiva al 27% del bilancio della Scala. Una percentuale piuttosto cospicua rispetto ad altri teatri italiani dove il valore scende di alcune unità. Ad esempio per il San Carlo di Napoli la vendita dei biglietti influiva per il 15,4% sul fatturato annuo totale; mentre per il Teatro Comunale di Palermo il valore arrivava al 10%.

Numeri sui quali, purtroppo, non si hanno più certezze a fronte della nuova emergenza sanitaria.

La svolta tecno-green della Scala

Sicuramente l’entrata in gioco di Esselunga tra i soci fondatori permanenti consente al Cda scaligero di valutare il futuro da un’altra prospettiva.

Fondamentale è, comunque, lavorare in un’ottica di risparmio e di ottimizzazione della pianificazione. Domenique Meyer ha infatti annunciato la svolta green e high – tech del teatro. “Stiamo lavorando a una piattaforma di gestione che renda i processi più fluidi– ha dichiarato il sovrintendente della Scala – che permetta il tracciamento di tutto, dagli ordini alle fatture. La digitalizzazione semplificherà la comunicazione fra i vari settori. Abbiamo già digitalizzato gli ordini delle prove che adesso vengono trasmessi elettronicamente”.

Inoltre ogni spettatore del teatro potrà leggere i libretti delle rappresentazioni, tradotti in otto lingue, direttamente dal tablet di cui verrà dotata ogni poltrona. Così, anche in questo modo, si risparmarmieranno ogni anno circa 10 tonnellate di carta.

Il teatro scaligero punta anche al risparmio energetico grazie a un accordo con Eni fino e all’uso di materiali sostenibili nei laboratori Ansaldo laddove nascono le produzioni col marchio Scala.

Riccardo Chailly, direttore musicale del Teatro alla Scala

L’entrata di Esselunga come socio fondatore permanente del teatro non ha implicato cambiamenti ai vertici direzionali. Riccardo Chailly, infatti, direttore musicale dal gennaio 2017, rimarrà in carica sino al 2025 come il sovrintendente Dominique Meyer. La scadenza del suo mandato è stata posticipata così da proseguire la programmazione del teatro scaligero, che speriamo possa presto riaccogliere il pubblico in sala. Un desiderio che abbraccia tutto il mondo dell’arte, del cinema, della musica, della letteratura, dello spettacolo e del teatro, perchè #laculturacura.