Escalation di violenza nella Striscia di Gaza

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Le violenze lungo la Striscia di Gaza sono iniziate venerdì, quando nel corso di una manifestazione palestinese, due soldati Israeliani sono stati attaccati da un militante di Hamas.

Situazione drammatica lungo la Striscia di Gaza, al confine tra Israele e territori palestinesi. Ormai da tre giorni continuano i lanci di razzi da parte dei militanti di Hamas, supportati da cecchini jihadisti, verso i territori israeliani.

Mentre il presidente israeliano Benjamin Netanyahu, rieletto capo del governo di Israele alle elezioni del 9 aprile sta cercando di formare il nuovo governo, la situazione nei territori al confine con la Palestina sembra precipitare.

Israele ha risposto al pesante attacco di razzi (più di 450 finora), con numerose raffiche aeree con lo scopo di mettere fuori uso i siti terroristici palestinesi.

Militanti di hamas

Vittime e feriti

Finora il bilancio degli scontri è di tre morti e più di ottanta feriti tra gli israeliani, sia civili che militari, nove vittime palestinesi, di cui almeno tre miliziani e decine di feriti. Tra le vittime palestinesi di questa nuova intifada anche una madre incinta e la figlia di soli 14 mesi, che secondo Hamas sarebbero morte sotto i bombardamenti israeliani, ma secondo un portavoce delle forze israeliane sarebbero state vittima delle armi difettose dei militanti palestinesi. Sulla costa israeliana invece è morto un cittadino israeliano, vittima di un razzo. Si tratta del primo civile israeliano ucciso da un razzo dopo l’intifada del 2014.

Nella giornata di oggi, 5 maggio, razzi palestinesi, oltre ad aver distrutto obiettivi civili, hanno colpito un ospedale israeliano presso Ashkelon, provocando seri danni alla struttura che ospita anche alcuni feriti dell’intifada.

Un razzo lanciato da una postazione militare di Hamas

Hamas e la Jihad islamica

Ciò che sta avvenendo in questi giorni lungo la Striscia di Gaza è il più massiccio attacco da parte dei miliziani di Hamas contro Israele degli ultimi cinque anni. Già a fine marzo, poco prima delle elezioni che hanno portato alla vittoria di Benjamin Netanyahu, vi erano stati alcuni attacchi con dei razzi. In particolare uno aveva raggiunto un’abitazione nella zona nord di Tel Aviv. Poi la tregua.

A parte qualche piccolo episodio di violenza lungo la Striscia, nell’ultimo mese non vi sono stati avvenimenti di particolare violenza.

Secondo fonti militari israeliane dietro agli attacchi di questi ultimi giorni da parte di  Hamas, ci sarebbero militanti di importanti organizzazioni jihadiste che mirerebbero ad intensificare le violenze verso lo stato di Israele; un’organizzazione terroristica islamica avrebbe minacciato di colpire alcuni obiettivi strategici israeliani, tra cui una centrale nucleare, alcuni porti marittimi e l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv.

Le reazioni della comunità internazionale

L’escalation di violenza lungo la striscia di Gaza ha provocato la reazione di alcuni paesi occidentali e mediorentali.

Il Dipartimento di Stato americano ha ribadito il diritto di Israele di difendersi dagli attacchi terroristici. Il Vicepresidente del Consiglio italiano Matteo Salvini sui social ha espresso solidarietà al Benjamin Netanyahu e vicinanza al popolo d’Israele. Il Ministro degli Esteri Italiano, Enzo Moavero Milanesi, ha espresso condanna per il lancio di razzi verso il territorio israeliano, ribadendo che, come qualsiasi altro stato, Israele ha il diritto di difendersi dagli attacchi.

La Turchia ha invece condannato Israele in quanto durante una rappresaglia israeliana è stato colpito l’edificio che ospitava un’agenzia di stampa turca.

Continuano intanto a suonare in molte zone di Israele le sirene che avvertono la popolazione dell’imminenza di nuovi attacchi. In particolare nelle zone a ridosso della Striscia di gaza la situazione rimane molto tesa, con il pericolo che i lanci di razzi da parte dei militanti jihadisti possano aumentare, soprattutto nelle ore notturne.