Draghi atteso al Quirinale per le dimissioni

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Draghi atteso al Quirinale per le dimissioni

L’Italia non ha più un governo. Ieri, dopo una giornata di alta tensione, il governo Draghi ha perso la maggioranza. Il premier Draghi è ora atteso al Quirinale, dove dovrebbe rassegnare le sue dimissioni. I partiti stanno già discutendo sulla data del voto, che potrebbe essere il 2 ottobre.

Draghi atteso al Quirinale: cos’è successo?

Ieri è stata una giornata nera per la politica italiana. È passata la fiducia del premier Draghi in Sento, ma con solo 95 voti favorevoli. Lega e Forza Italia si sono uniti al M5S e non hanno espresso il loro voto sulla fiducia a Draghi. Ora il premier è appena arrivato a Palazzo Chigi. Alle 9 è atteso alla Camera per le comunicazioni. Dopo un probabile Cdm lampo, Draghi dovrebbe recarsi al Quirinale per rassegnare le dimissioni. Nel suo discorso di ieri, Draghi ha spiegato le ragioni delle sue dimissioni. “Mi sono dimesso perché è venuta a mancare la maggioranza di unità nazionale. Una scelta sofferta, ma dovuta”.

Il premier ha poi ricordato le emergenze che il Paese deve ancora affrontare e ha tracciato quelle ancora da risolvere. Il premier ha spiegato infine che l’unica strada da percorrere se vogliamo ancora rimanere insieme è quella di ricostruire daccapo questo patto con “coraggio, altruismo e credibilità”. Tuttavia questo appello non viene ascoltato dai partiti di centrodestra. Massimiliano Romeo, capogruppo al senato della Lega, interviene affermando: “Lega c’è, ma serve una nuova maggioranza e un nuovo governo”. Un Draghi visibilmente irritato replica poi alle critiche di M5S e Lega e respinge le accuse della Meloni di avere di fatto chiesto pieni poteri. “La democrazia è parlamentare ed è la democrazia che rispetto e riconosco”, ha tuonato il premier.  

Meloni esulta

Una giornata di follia”, afferma il segretario del PD Enrico Letta. Esulta invece Giorgia Meloni. “Giornata complessa. Enrico Letta aveva detto che gli italiani sono migliori di questo Parlamento. Vi do una notizia, dopo quello che è successo oggi sono d’accordo con Letta: gli italiani sono migliori di questo Parlamento“. “Se tutto va bene si potrà votare anche tra due mesi, noi siamo pronti”, ha detto Meloni. “Mi ha stupito Mario Draghi, che viene in Aula e dice: ‘Io mi volevo dimettere, poi la gente mi ha chiesto di restare e allora io decido di restare perché me lo hanno chiesto gli italiani’. Quando nacque il Conte II noi mettemmo in piazza 20.000 persone e fummo chiamati sovversivi. Loro hanno messo in piazza 100 persone a Torino e c’é stata una mobilitazione popolare. Nelle democrazie occidentali la volontà dei cittadini si manifesta con un voto libero e segreto, le parate le fanno nei regimi“, ha aggiunto Meloni. Dopo non aver votato la fiducia a Draghi, Forza Italia entra nel caos. Tra i forzisti si sfiora la rissa e la tensione sale fino all’addio di Mariastella Gelmini.


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