Crisi di governo: Conte chiede chiarezza sulle proposte del M5S

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Crisi si governo: Conte chiede chiarezza sulle proposte del M5S

Continua la crisi di governo scatenata dall’ex premier Giuseppe Conte. Durante un discorso, Conte ha chiesto chiarezza sulle proposte del M5S. Ha poi affermato che il NO del Movimento non era un NO alla fiducia di Draghi, ma una reazione alle umiliazioni subite. Intanto, sindaci, governatori, USA e UE chiedono a Draghi di restare premier.

Crisi di governo: cosa chiede Conte?

Continua la crisi che sta investendo il governo italiano. L’ex premier Giuseppe Conte, che ha dato il via alla crisi, ha affermato che il NO del M5S non era un NO alla fiducia di Draghi, ma una reazione alle umiliazioni subite. Conte ha poi sottolineato che il M5S sarà fuori dal governo “senza chiarezza sui nostri punti”. “Non potremo condividere alcuna responsabilità di governo se non ci sarà chiarezza sui punti nel documento consegnato e se non ci sarà indicazione concreta sulla prospettiva di risoluzione di quelle questioni”, ha detto l’ex premier. Conte poi sottolinea che è ingiusto affermare che il Movimento sia accusato di ricatto quando in realità è lo stesso Movimento che sta subendo un ricatto. Per l’ex premier la causa di tutto questo caos è solo dovuta al fatto che il M5S è “scomodo”.

Conte ha anche parlato di Draghi. “C’è stata qualche generica apertura su alcune urgenze segnalate ma nessuna indicazione concreta”, ha affermato. Ha poi affermato che Draghi deve assumersi la responsabilità delle sue scelte. “Come noi ci assumiamo la responsabilità dei nostri comportamenti, anche Draghi si assume la responsabilità della sua decisione. Le dimissioni del presidente intervengono in un momento in cui l’ultimo voto di fiducia espresso certifica che esiste una maggioranza che gode di ampi margini numerici”, ha detto Conte.

I 5S sono divisi

Dopo il discorso di Conte, cresce il dissenso all’interno del M5S. Secondo quanto riferito, sarebbero circa 30 i deputati che vorrebbero votare contro le decisioni di Conte e che starebbero pensando di lasciare il Movimento. Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che ha già lasciato i 5S dopo l’opposizione di Conte di fornire armi all’Ucraina, ha puntato il dito contro Conte. “L’ex premier sta cercando la sua vendetta personale. Sono sicuro. Conte non si dà pace per non essere riuscito a restare a Palazzo Chigi”, detto Di Maio. “Non ci sono certezze che vi si una regia russa dietro la crisi in corso in Italia, ma di certo il presidente Vladimir Putin sta lavorando per destabilizzare il nostro Paese e l’Europa”, ha aggiunto.

Di Maio, intervistato dal Il Messaggero, ha concluso: “Se non ci sarà una svolta il Parlamento verrà sciolto giovedì o venerdì e si andrà a elezioni il 25 settembre. Di conseguenza salteranno in Ue il tetto al prezzo del gas e in Italia le riforme del fisco e della concorrenza e non si potrà porre la fiducia per approvare leggi indispensabili per fronteggiare il disagio sociale provocato dall’inflazione e incassare fondi del Pnrr, oltre a una potenziale esplosione della crisi dello spread”.

I sindaci chiedono a Draghi di restare

Governatori e sindaci chiedono a Draghi di proseguire. “Noi Sindaci, chiamati ogni giorno alla difficile gestione e risoluzione dei problemi che affliggono i nostri cittadini, chiediamo a Mario Draghi di andare avanti e spiegare al Parlamento le buone ragioni che impongono di proseguire l’azione di governo. Allo stesso modo chiediamo con forza a tutte le forze politiche presenti in Parlamento che hanno dato vita alla maggioranza di questo ultimo anno e mezzo di pensare al bene comune e di anteporre l’interesse del Paese ai propri problemi interni. Ora più che mai abbiamo bisogno di stabilità”, scrivono i sindaci in una lettera indirizzata a Draghi.

USA e UE al fianco di Draghi

Anche USA e UE cercano di fare pressing su Draghi affinché resti al suo posto. Da Washington e Bruxelles arrivano messaggi per spingere verso una soluzione alla crisi. Per loro, la leadership di Draghi è importante e decisiva in questo momento di numerose crisi nel mondo. “Abbiamo bisogno dell’autorevolezza di Draghi per garantire stabilità in Europa”, ha affermato la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.

Cosa ne pensano gli italiani della crisi di governo?

Secondo l’ultimo sondaggio di Demopolis, il 65% degli italiani vuole che l’esperienza del governo Draghi continui fino alla naturale fine della legislatura al 2023. Il 27%, al contrario, chiede il voto anticipato. Invece, nel caso di elezioni anticipate, quale partito prederebbero gli italiani alla guida del governo? I sondaggi mostrano che il 22,9% afferma di volere Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, il 22,3% il Partito Democratico, il 14,2% la Lega, il 10,2% il M5S e il 7,2% Forza Italia.


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