Divieto motori termici: dall’UE il primo importante stop

La Commissione Trasporti ha bocciato la proposta di abolire i propulsori a pistoni dal 2035

0
239

Il divieto ai motori termici subisce la prima, vera e importante battuta d’arresto. In data odierna la Commissione Europea per i trasporti ha bocciato la proposta attualmente in vigore, che prevede di proibire la vendita dei propulsori a combustione interna dal 2035. Si tratta di un segnale importante a livello industriale ma anche politico. La follia tutta elettrica di Bruxelles si stanno spegnendo, riprendendo il contatto con la realtà. Ma la battaglia è ancora lunga: la mozione ora dovrà essere valutata dalla Commissione ambiente, che potrebbe confermare o ribaltare il risultato.

Divieto motori termici: la UE ha cambiato idea?

Per quanto la storia legislativa non sia ancora finita, la vicenda ha un importante peso politico. Fino a ieri, il fronte “all electric” in seno al Vecchio Continente sembrava granitico, nonostante l’industria dell’auto avesse mostrato fin da subito le sue perplessità. Il bando era stato proposto in maniera arbitraria, senza parlarne con gli stakeholders. Si tratta di un comportamento irrituale. Per il turismo ad esempio, l’UE ha ascoltato i pareri degli operatori del settore prima di prendere qualunque decisione. Anche dopo che è stato aperto il tavolo, l’Unione non ha mai messo in discussione il bando. Poi, è scoppiata la guerra in Ucraina, con il suo strascico fatto di caro energia. In questa fase storica è emersa con forza la dipendenza del Continente dal gas russo, con relative conseguenze. Inoltre, la Cina ha un enorme vantaggio sulla fornitura di minerali e terre rare necessaria per le batterie. A questo si è aggiunta la sonora bocciatura del Green EuroNCAP, che analizzando le emissioni globali, ha concluso che un mondo tutto elettrico non da vantaggi significativi sul cambiamento climatico. È il classico “colpo della sveglia”, che ha spinto i burocrati ad affrontare le questioni vitali con maggiore razionalità. Di qui l’abbandono del divieto, unito ad altri provvedimenti significativi.


Transizione elettrica: UE apre al dialogo con gli stakeholders


La neutralità tecnologica

Oltre a rinunciare ad uccidere il pistone, la Commissione Trasporti ha rivisto gli obiettivi della decarbonizzazione. Ora il traguardo è di abbassare le emissioni di anidride carbonica del 90%, e non del 100%. Questo consente ai costruttori di potersi muovere più agevolmente, pensando anche a soluzioni alternative all’elettrico. Con il motore a scoppio sano e salvo, si può ad esempio pensare agli e-fuel, il cui investimento era a rischio. Inoltre, come anticipavamo sopra, le nuove normative continentali faranno maggiore attenzione all’impatto ambientale anche della produzione delle vetture, aspetto in cui la tanto adorata auto elettrica si è dimostrata assai vulnerabile. Insomma, si volta pagina. Ora la palla passa alla Commissione ambiente, che potrebbe però ripristinare l’utopistico status quo. Ma la sensazione è che il fronte degli “amici della batteria” non sia più compatto come un tempo, e che anche gli ecologisti più intransigenti abbiano accettato di fare i conti con la realtà.