Decreto dignità e mandato zero: un anno bellissimo

0
634
Decreto dignità

Mentre i media ed i giornali di diversi orientamenti politici continuano ad attaccare il governo nel suo insieme o in una delle due parti, grazie al decreto dignità la maggioranza, a poco più di un anno dall’insediamento di Conte a Palazzo Chigi, raccoglie i primi frutti del suo operato.

Nessun calcolo politico elettorale

È di poche ore fa il comunicato del Vice Presidente del Consiglio Luigi di Maio con il quale il leader del 5S ha presentato uno dei punti fondamentali del decreto stesso, con il quale il lavoratore dipendente riceve garanzie superiori a quelle fornite dall’articolo 18 prima che questo venisse abolito. La nuova normativa del lavoro, pur semplice nella sua formulazione, presenta, infatti, un comma di cui si è poco parlato nei mesi scorsi. Sarebbe stato troppo comodo per il nostro Ministro del Lavoro, infatti, quello di accennare anche soltanto di sfuggita a questa piccola postilla presente nella legge e poi far cadere il governo e chiedere elezioni anticipate. Gli avrebbe garantito una crescita di almeno 6 punti percentuali nei sondaggi, ma il Nostro ha preferito non approfittare della sua ben nota scaltrezza politica e, noncurante di strategie elettorali di alcun tipo, ha deciso di dare l’annuncio a tre giorni dalla chiusura del Parlamento.

Il mandato zero

Il punto in questione riguarda l’emendamento “mandato zero”. Con questa piccola norma sarà concesso a tutti i lavoratori dipendenti, dai parlamentari ai rider, di essere assunti con un contratto a tempo determinato come fossero in prova. Gli stessi potranno percepire regolarmente il salario concordato con il loro datore di lavoro, ma non saranno in alcun modo tenuti a lavorare in maniera professionale. Per l’intera durata del contratto, infatti, verrà tenuta, nella dovuta considerazione la loro inadeguatezza al ruolo, la loro totale incapacità a prendere la più semplice delle decisioni ed attuarla in tempi brevi, la loro assoluta mancanza di ogni tipo di formazione universitaria (o anche solo scolastica) e professionale, che saranno, al contrario, considerati un plus nella definizione dei requisiti per accedere ad una qualsiasi posizione lavorativa. Sarà possibile, grazie al decreto dignità, fare o non fare qualunque tipo di ca***ta e continuare a dormire tra quattro guanciali.

Il comma relativo al lavoro nero

Il governo sta prendendo in esame in questi giorni un’estensione della normativa anche a coloro che non hanno un contratto regolare, pur offrendo la loro prestazione lavorativa dietro compenso minimo al loro datore di lavoro. Per tale categoria, quella che oggi viene definita dei “lavoratori in nero”, è all’esame del Consiglio dei Ministri una proposta dell’onorevole Castelli che stabilisce che un dipendente che non è stato regolarmente assunto e che non gode degli stessi diritti di cui gode la casta dei lavoratori regolari, può denunciare il suo capo e comunque mantenere la sua posizione di lavoratore in nero, anche se in tal caso dovrà rinunciare a parte del suo stipendio e sarà costretto a fornire otto ore di lavoro sociale straordinario non pagato al titolare dell’azienda.

Il primo richiedente: Armando Siri

Tra i primi che hanno provato ad usufruire dei vantaggi della nuova legge ci sono stati Armando Siri e Gianluca Savoini. Il primo, dopo aver bruciato nelle comunali di Genova il suo bonus “mandato zero” ottenendo lo 0,6% dei voti e dopo aver patteggiato una condanna per bancarotta fraudolenta in seguito al crack di “Mediaitalia”, è riuscito a diventare Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, svolgendo un ottimo lavoro di assistenza e consulenza all’interno della squadra organizzata da Danilo Toninelli (al mandato uno come parlamentare ma, secondo la normativa vigente, ancora al mandato zero come ministro). Come sottosegretario Siri ha messo la sua dedizione al lavoro e la sua infaticabilità anche al servizio del Ministro Tria, per la stesura della finanziaria. La manovra economica del governo, che già di suo non sembrava scritta benissimo, è stata arricchita con l’incommensurabile contributo di Siri che ha suggerito la geniale idea della flat tax (progetto a cui lavora da anni tra un torneo di briscola ed una telefonata a Paolo Arata). Alcuni sostengono che lo stesso Arata abbia apprezzato tantissimo il lavoro di Siri, tanto da premiarlo, per pura generosità e per dimostrare la propria stima, con una tangente di 30.000 euro. Al momento il senatore della Lega è stato allontanato dai tavoli del Governo in quanto intorno a lui aleggia il sospetto che si sia laureato in Scienze Politiche, elemento questo che lo costringerebbe a rinunciare ai benefici del “mandato zero”. Siri ha, tuttavia, più volte sostenuto di non aver conseguito alcun titolo di studio accademico e che è l’ostilità di una certa parte politica ad aver diffuso queste notizie calunniose sul suo conto.

Un caso difficile: Gianluca Savoini

Più controverso il caso di Gianluca Savoini, uomo di fiducia ed amico personale di Salvini da 25 anni, il quale è in questi giorni sotto inchiesta per i suoi ripetuti incontri a Mosca con l’entourage di Putin e vari oligarchi russi. A far pensare che “l’uomo di Salvini a Mosca” abbia qualcosa da nascondere è soprattutto il fatto che non esista una pagina di Wikipedia dedicata allo stesso. Di Maio ha chiesto prontamente chiarimenti al suo alleato di governo sulla carriera e la formazione del suo amico, sospettando che costui possa essere una persona capace ed al tempo stesso un incompetente superficialotto, una figura questa non prevista nel suo ordinamento e che dovrebbe essere nel caso immediatamente inquadrata in una specifica categoria legislativa.

Savoini insieme a Putin

L’ira di Di Maio contro i Russi

Il leader 5 Stelle sospetta, inoltre, che Salvini, con l’aiuto di Mosca, voglia far saltare il governo e sabotare il Movimento. “Pur confermando la nostra apertura al dialogo nei confronti della Russia, non possiamo non esprimere la nostra perplessità in merito alle recenti vicende che hanno coinvolto il signor Savoini. Conosciamo molto bene i problemi della società russa ed in particolar modo la determinazione del loro Presidente che da vent’anni prova a far crescere quel paese, ottenendo tra l’altro degli ottimi risultati sia nel campo della politica interna che in campo internazionale. Un leader che punti alla crescita del proprio paese non può essere amico del Movimento 5 Stelle. Inoltre, conosciamo tutti come Putin tratti gli incapaci. Li accusa di essere oppositori politici o di screditare la loro immagine accusandoli di una certa prossimità con alcuni governi occidentali, ma è noto che questa rappresenta soltanto una messa in scena per quei leader stranieri ancora legati alle logiche della vecchia politica. È chiaro a tutti che dietro la cattura, la tortura ed a volte l’eliminazione fisica degli oppositori politici ci sia da un lato il desiderio di fornire un sollievo alle rimostranze degli occidentali, ma è anche altrettanto evidente che il vero obiettivo di Putin è quello di fare piazza pulita degli incapaci e circondarsi solo di oligarchie competenti.”

Savoini: un idiotà o un uomo competente?

Tornando a parlare del suo decreto, Di Maio ha poi aggiunto: “Io sono il leader di un Movimento per il quale “uno vale uno” e non posso tollerare né in Italia né all’estero che ci siano esseri umani di serie A che hanno studiato, lavorato e magari realizzato anche qualcosa nella loro vita e cittadini inetti, parassiti della società, considerati di serie B e che, a causa di logiche che vanno dalla presunta selezione naturale di Darwin alle amicizie del PD con i banchieri, siano sempre questi ultimi a pagare. Tornando al caso Savoini e ai suoi rapporti coi russi e all’applicabilità o meno nel suo caso del principio normato del “mandato zero”, dubito Putin o i suoi emissari si sarebbero mossi per incontrare un idiota, quindi è indispensabile che il Ministro Salvini venga in aula a riferire su meriti e competenze del suo amico e, qualora queste fossero confermate, procedere con l’applicazione del decreto dignità e far passare il signor Savoini, quale consulente della Lega, dalla fase mandato uno alla fase mandato due”.

Il Segretario del PD Nicola Zingaretti

Le parola di Zingaretti

“Di Maio può anche evitare di scaldarsi tanto e moderare i toni.” ha commentato Zingaretti “Queste polemicucce su Siri e Savoini lasciano il tempo che trovano e rientrano nella categoria delle liti tra coniugi in luna di miele. Il mandato zero è solo un espediente per quei parlamentari che secondo il vecchio statuto non statuto dei 5S dopo questa legislatura dovrebbero lasciare la politica. Questo modo di far politica sta generando una crescente ansia nel paese ed un profondo senso di insicurezza. A Roma, temendo una giunta Raggi bis, appena han sentito parlare del “mandato zero” intere famiglie si son buttate dal primo piano del loro appartamento nelle voragini che han trovato sotto casa. Altri si son messi a saltare sui gradini delle scale mobili della Tiburtina sperando cedessero per venir risucchiati e tritati dalle stesse. Altri si sono cosparsi d’ogni sozzura dopo aver tirato delle ghiande ai maiali che si muovevano in periferia sperando di essere aggrediti e sbranati da questi. Ho visto io stesso avvocati, medici ed ingegneri nascondersi nei cassonetti della spazzatura sicuri che lì nessuno li avrebbe mai cercati o perseguitati in quell’assurda e tremenda caccia al professionista che sta invadendo le strade della capitale. Agli sportelli delle questure di Roma ci sono file e file di ricercatori e docenti universitari che chiedono il rinnovo del passaporto per poter partire per il Sud Sudan quali richiedenti asilo. È ora di opporsi a questa pericolosa deriva governativa”

Le altre correnti all’interno del PD

Contrastanti le reazioni dei renziani. L’ex sindaco di Firenze ha commentato apprezzando l’idea del “mandato zero” ed ha aggiunto che si pente di non averlo fatto emanare al suo governo, soprattutto in seguito al fallimento del referendum per la riforma costituzionale. Delrio ha, fatto notare, invece, come “per anni siamo stati noi gli amici dei Benetton, mentre oggi il Ministro di Maio emana un decreto per cui quella famiglia che appena un anno fa ha lasciato che un ponte crollasse, oggi ha diritto ad un primo mandato per la gestione di Alitalia”. “Ho anni di attivismo sindacale alle spalle e conosco i problemi della scuola da molto tempo” ha, invece, commentato la Fedeli “ma vorrei ricordare che non ho neanche un titolo di studio che sia uno che mi apra una carriera come cassiera in un bar di Sibari. Come in altri casi anche questa legge del governo e scritta male e non definisce procedure chiare per la presentazione di un ricorso per chiedere, ad esempio, il mio reinserimento al ministero.”

Le lamentele dei navigator

Al di là della polemica politica il decreto dignità ha sicuramente rimesso in funzione il meccanismo delle assunzioni ed ha rilanciato il mercato del lavoro, tanto da creare per il governo una nuova emergenza, ossia quella dei navigator. Non ci sono al momento plurilaureati a sufficienza per far fronte alle orde di postulanti e richiedenti lavoro che ogni giorno si presentano nei vari centri per l’impiego. “Non riusciamo ad evadere tutte le domande che ci vengono presentate.” è la frase che abbiamo sentito più spesso in quegli uffici. Uno di loro a Terni, che per arrotondare fa il ricercatore presso il CNR, impegnato quotidianamente come i suoi colleghi nel difficile compito di far incontrare domanda ed offerta di lavoro, ha evidenziato come il “mandato zero” abbia enormemente fatto calare le domande per il reddito di cittadinanza e fatto aumentare quelle per un impiego fisso.

Maurizio Landini

Landini ed il mondo sindacale

Molto preoccupati si sono detti i sindacati che hanno visto in poche ore calare il numero dei loro iscritti. Incalzato da Paolo del Debbio durante una registrazione di “Quinta Colonna”, anche Landini ha dovuto confermare l’improvviso allontanamento di metalmeccanici che da anni ormai erano all’interno della CGIL. “Da Termini Imerese a Mirafiori sono sempre più gli operai che non solo decidono di lasciare il sindacato, ma anche la fabbrica stessa. Le persone con cui ho avuto modo di parlare mi han detto tutti la stessa cosa. Un addetto alla verniciatura delle macchine ha detto di voler aprire uno studio odontoiatrico. Un tornitore è in lista al Cardarelli di Napoli per due tracheotomie e quattro angioplastiche coronariche. Quando vedi che viene assegnata una cattedra di epidemiologia alla Taverna, prima che il tweet contro la Boschi in cui si “vantava” di essere laureata ne avesse determinato la revoca, capisci che la lotta per la difesa degli operai è ormai inutile e la guerra è persa. Ma anche noi sindacalisti c’abbiamo famiglia e dobbiamo mangiare. Noi sedici (tanti sono gli iscritti alla CGIL ad oggi, 14 dirigenti e due pensionati con l’Alzheimer a cui facciamo pagare la quota d’iscrizione fintanto che non chiederanno di uscire dal sindacato) continueremo comunque con la nostra lotta. Eravamo pronti a questa evenienza. Il Movimento 5 Stelle aveva detto che avrebbe annullato il ruolo dei sindacati e lo ha fatto. Ora vedrò d’informarmi e capire se posso richiedere anch’io l’opzione “mandato zero” ma, in tutta onestà, non vedo grandi prospettive nel mondo del sindacalismo organizzato. Nel dubbio ho chiesto a Zuckenberg se gli servisse per caso un manager responsabile per la programmazione.”

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here