Coronavirus: le restrizioni nel mondo

In tutto il mondo si corre ai ripari con misure restrittive più o meno severe per contenere l'epidemia

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Coronavirus: le restrizioni nel mondo

Spagna

La Spagna è l’unico paese europeo, insieme all’Italia, ad avere adottato misure così drastiche. Da due settimane il governo, dichiarando lo “Stato di Allarme“, ha sottratto competenze alle comunità autonome in materia di Interno, Difesa e Sanità. Intere cittadine sono state messe in quarantena, bar, ristoranti e cinema sono chiusi e la popolazione è invitata a rimanere a casa.

Restrizioni per coronavirus in spagna

Per quanto riguarda le restrizioni sugli spostamenti, le uniche eccezioni previste sono le medesime italiane: si può uscire per far la spesa, per andare al lavoro e per esigenze sanitarie. Sono stati chiusi musei, monumenti, bar, ristoranti, cinema e tutti gli eventi pubblici sono stati sospesi.

Le misure sanitarie adottate dal ministro della salute spagnolo per limitare il rischio di collasso delle strutture, sono uniche nella storia del paese. Le strutture sanitarie private saranno al servizio del sistema sanitario nazionale: i ministri della salute delle singole comunità autonome sono liberi di usufruire del sistema sanitario privato. Inoltre, qualsiasi spazio pubblico e privato potrà essere convertito temporaneamente a struttura in grado di assistere i malati di Coronavirus.

Tutte queste misure si sommano a quelle precedentemente prese a inizio epidemia, che prevedevano la chiusura di scuole e università, del Parlamento, la quarantena di alcune città e la sospensione dei campionati sportivi.

I tre stati eccezionali spagnoli

La Costituizione spagnola prevede tre stati eccezionali. Lo stato d’allarme viene applicato in caso di disastri naturali, resta in vigore per 15 giorni e può essere esteso con un voto del Parlamento. Il secondo stato è lo stato d’emergenza, a cui segue lo stato d’assedio, applicabili in caso di minaccia alle libertà democratiche dei cittadini. Lo stato d’allarme, tutt’ora in vigore, sarà probabilmente esteso per altri 15 giorni per far fronte all’emergenza.

In Spagna, attualmente, si contano 65.719 casi di Coronavirus e 5.138 decessi. È il secondo paese europeo, dopo l’Italia, per numero di contagi.

Germania

Le misure restrittive adottate dalla Germania sono meno drastiche di quelle prese in altri paesi europei. Tutti i 16 Länder hanno chiuso le scuole fino al 20 Aprile (le singole regioni possono decidere autonomamente sugli istituti scolastici), il campionato di calcio è stato fermato, pub, ristoranti e trattorie sono chiusi. Sono vietati gli assembramenti di più di 2 persone in luoghi pubblici e privati. È possibile far sport all’aperto mantenendo una distanza minima di 1,5m. Resta possibile recarsi al lavoro, a fare la spesa e andare dal medico.

Le restrizioni per coronavirus in germania

Alcuni Länder, tra cui la Baviera, hanno adottato misure più stringenti, come il divieto di uscire di casa tranne in situazioni di estrema necessità. Il governatore del Nord-Reno Vestfalia, Armin Laschet, ha dichiarato che “il pericolo non è lasciare il proprio appartamento, ma avere stretti contatti con il prossimo”.

In Germania, attualmente, si contano 53.340 casi di Coronavirus e 399 decessi. Alcuni Länder hanno offerto ad altri paesi europei, tra cui la Francia e l’Italia, di curare nei propri ospedali alcuni dei loro malati gravi.

Francia

Le restrizioni adottate dal governo francese sono molto simili a quelle italiane. Le scuole sono chiuse, sono vietati assembramenti e si può uscire di casa solo per fare la spesa, esigenze lavorative o sanitarie. Venerdì pomeriggio il primo ministro Edouard Philippe ha annunciato il prolungamento delle misure restrittive fino al 15 Aprile. Le misure sarebbero dovute terminare a fine Marzo, come annunciato dal presidente francese Emmanuel Macron.

Torre eiffel

Il presidente francese ha avviato l’operazione militare “Resilienza“, per aiutare la popolazione in difficoltà e sostenere le attività del sistema sanitario e della logistica. Infine, ha annunciato il ritiro delle truppe francesi, circa 200 militari, impegnate in Iraq in missioni di addestramento.

In Francia, attualmente, si contano 33.414 casi di Coronavirus e 1.997 decessi.

Regno Unito

Due settimane fa, Boris Johnson, era apparso alla nazione dichiarando che non avrebbe mai preso misure restrittive simili a quelle italiane. Il 23 Marzo, invece, lo stesso Primo Ministro britannico ha annunciato l’adozione di misure del tutto simili a quelle italiane.

Tabloid Britannici

Nel Regno Unito sono stati chiusi tutti i negozi “non essenziali”. Sono consentiti spostamenti solo per determinati motivi: fare la spesa, andare al lavoro (solo se necessario), fare sport all’aperto (solo una volta al giorno), assistere un caro non autosufficiente, andare dal medico. Sono vietati assembramenti all’aperto e le cerimonie religiose, esclusi i funerali. Chiudono le biblioteche, i luoghi di culto e i parchi giochi.

Le restrizioni resteranno in vigore almeno per tre settimane, allo scadere delle quali sarà rivalutato l’andamento del contagio. Nel suo ultimo discorso, Boris Johnson ha dato indicazioni ai cittadini: “Da questa sera devo dare a ogni cittadino britannico istruzioni molto semplici: dovete stare a casa. (…) Non dovete incontrare i vostri amici: se ve lo chiedono dovete dire di no. Non dovete incontrare i vostri familiari con cui non vivete”.

Nel Regno Unito, attualmente, si contano 14.754 casi di Coronavirus e 761 decessi. Lo stesso ministro della salute britannico Matt Hancock ha annunciato pochi giorni fa di aver contratto il virus e poco dopo anche Boris Johnson ha comunicato la sua positività.

Svizzera

In Svizzera, il governo federale, non ha imposto misure restrittive rigide come quelle degli altri stati europei. Tuttavia, alcuni cantoni, dove la situazione è più grave, si sono trovati in disaccordo con il governo centrale. Solo il Canton Ticino ha imposto misure più severe per i cittadini.

In tutta la Svizzera sono chiuse le scuole, i ristoranti, i bar e i luoghi ricreativi. Per quanto riguarda le restrizioni per la cittadinanza, molte aziende rimangono aperte a patto di rispettare gli standard di igiene e distanziamento sociale. Rimangono aperti anche i negozi di alimentari, take-away, i servizi di fornitura di pasti, le mense aziendali, le farmacie, le stazioni di servizio, le banche, le poste, le stazioni, gli alberghi e gli uffici pubblici. È possibile passeggiare e fare attività fisica all’aperto, evitando assembramenti di più di 5 persone e mantenendo una distanza di due metri.

Il Canton Ticino

Nel Canton Ticino, dal 22 Marzo, sono chiuse per legge le aziende e i cantieri. Le persone con più di 65 anni o con problemi di salute non possono lasciare la propria abitazione, neanche per andare a far la spesa.

La decisione del Canton Ticino di intraprendere misure più rigide è oggetto di contesa con il governo centrale, poiché le restrizioni riguardanti le crisi sanitarie sono di competenza della confederazione. Il governo teme, infatti, che la chiusura delle aziende possa causare una crisi economica in tutto il paese. Il responsabile della Divisione Malattie Trasmissibili, uno dei principali riferimenti nella gestione dell’emergenza, ha già annunciato una possibile restrizione delle misure e che, in ogni caso, non si arriverà al confinamento, nel rispetto della cultura democratica svizzera.

In Svizzera, attualmente, si contano 13.187 casi di Coronavirus e 241 decessi.

USA

Negli Stati Uniti la situazione peggiora di giorno in giorno. Ci sono diversi focolai in tutto il Paese, il peggiore dei quali localizzato nello stato di New York. Il presidente Donald Trump ha comunicato linee guida da seguire per tutti gli americani: evitare assembramenti di più di 10 persone e cercare di limitare gli spostamenti. Trump ha inoltre chiesto ai governatori dei singoli stati in cui ci sia evidenza di focolai di chiudere scuole, bar ristoranti, palestre e altri luoghi in cui le persone potrebbero aggregarsi.

Donald Trump

Le linee guida rimangono, comunque, raccomandazioni e non obblighi. Per questo ogni singolo stato ha deciso autonomamente l’adozione di misure restrittive, rendendo l’azione di contenimento disomogenea sul territorio degli Stati Uniti. Nella pratica le scuole risultano chiuse in quasi tutto il paese. Solo pochi stati, tra cui New York, New Jersey and Connecticut, hanno limitato l’apertura di ristoranti, bar, casinò e altre attività non essenziali.

Alle chiusure si aggiungono quelle intraprese dalle grandi aziende private statunitensi. McDonald’s ha chiuso le proprie aree di ristorazione, Disney i propri parchi di divertimenti e Apple i propri Store.

L’approccio di Trump

Durante un’intervista con Fox News, Donald Trump ha annunciato di voler concludere le restrizioni entro Pasqua dichiarando che “Pasqua è un giorno molto speciale per diverse ragioni, e sarebbe un bel momento» per tornare alla normalità”. Diversi esperti dubitano che la situazione in America si risolverà in così poco tempo, hanno invece ipotizzato un aumento drastico dei contagi nei prossimi giorni. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ipotizzato che gli USA possano diventare il nuovo epicentro della pandemia.

Fin dall’inizio della pandemia Trump aveva minimizzato la portata del virus dichiarando che la situazione era “sotto controllo” e paragonando il virus a una normalissima influenza. Il presidente degli Stati Uniti ha inoltre diffuso numerose notizie infondate riguardanti il Coronavirus e i suoi rimedi.

Negli USA, attualmente, si contano 104.837 casi di Coronavirus e 1.711 decessi. Attualmente è la nazione con il maggior numero di contagi al mondo.

Iran

In Iran il 20 Marzo si è festeggiato il Capodanno persiano e per la prima volta nella storia le persone sono state obbligate a rimanere a casa. Il presidente iraniano Rouhani, per evitare la diffusione del virus durante le due settimane di vacanza, ha dovuto istituire misure stringenti. In particolare è stata decisa la chiusura di tutti i centri commerciali e negozi, escluse le farmacie e gli alimentari, di tutti i siti religiosi ed è stato vietato ai cittadini di uscire dalle città. Le misure, tuttavia, si stanno rivelando parzialmente inefficaci contro l’esodo vacanziero al quale molti cittadini iraniani non sembrano disposti a rinunciare. Per questo in molti stanno chiedendo al governo un maggiore sforzo nelle misure intraprese.

In Iran, attualmente, si contano 35.408 casi di Coronavirus e 2.517 decessi.

Corea del Sud

In Corea del Sud, il governo ha limitato le misure restrittive ai soli malati, ad eccezione delle città a maggior numero di contagi, hanno deciso di adottare misure di lockdown. Alcune basi militari e molte scuole sono state chiuse per l’aumento di contagi, ma la vita nella gran parte del paese sta procedendo quasi normalmente. La Corea del Sud è stata molto lodata per la sua gestione dell’epidemia, principalmente per la scelta di Seoul di fare tamponi a tappeto. Invece, sono state numerose le critiche riguardanti l’uso della tecnologia di sorveglianza.

Il paese, dotato di un buon sistema sanitario e un’ottima industria biotecnologica avanzata, è stato in grado di fare 15.000 tamponi al giorno. L’obbiettivo è capire dove sono stati i contagiati e fare il tampone a tutti coloro con cui potrebbero essere entrati in contatto. Tale obbiettivo è raggiungibile in tre modi: grazie alle carte di credito (la Corea del Sud ha il più alto numero di transazioni senza contanti), tramite gli smartphone, e grazie alle telecamere a circuito chiuso in grado di rintracciare le persone che sono state a contatto con malati di COVID-19.

In questo modo è molto più semplice raggiungere pazienti non noti. Apposite app geolocalizzano i contagi grazie ai dati raccolti.

In Corea del sud, attualmente, si contano 9.478 casi di Coronavirus e 144 decessi.

Restrizioni negli altri paesi

Cina

Mentre nel resto del mondo le restrizioni si stanno intensificando, in Cina si sta lentamente tornando alla normalità. Le restrizioni a Wuhan, l’epicentro dell’epidemia, in quarantena dal 23 gennaio, termineranno l’8 aprile. Nel frattempo gruppi di persone iniziano a vedersi per le strade, principalmente per recarsi nei negozi di alimentari e per passeggiare per la prima volta dopo mesi di isolamento. Molti lavoratori stanno tornando al lavoro e i treni per le grandi città tornano a riempirsi. Le autorità ora consentono ai cittadini di richiedere il permesso di abbandonare le città e il traffico aumenta di giorno in giorno.

In Cina, attualmente, si contano 81.997 casi di Coronavirus e 3.299 decessi.

India

Il primo ministro indiano, Narendra Modi, qualche giorno fa ha annunciato un lockdown del paese per 21 giorni. Nessuno potrà uscire dalle proprie abitazioni se non per comprovate esigenze primarie e le attività non essenziali saranno chiuse. In precedenza il paese aveva adottato misure molto meno restrittive, tra le quali una più simbolica che consisteva in un coprifuoco dalle sette di mattina alle nove di sera di domenica.

In India, attualmente, si contano 944 casi di Coronavirus e 20 decessi.

Hong Kong

A Hong Kong, bar, ristoranti e attività commerciali sono aperte e nessuno può entrare nella regione. Tutti i residenti sono in quarantena obbligatoria per 14 giorni. Mercoledì, la governatrice della regione Carrie Lam, ha parlato della possibilità di rafforzare le misure, vietando assembramenti, in assoluto o in certi orari del giorno. Honk Kong ha una popolazione di 7,5 milioni di persone e un’altissima densità di popolazione. La diffusione del virus causerebbe enormi problemi.

A Hong Kong, attualmente, si contano 561 casi di Coronavirus e 4 decessi.

Giappone

In Giappone, il governo non ha preso misure particolarmente severe. È stato imposto un rigido controllo sugli ingressi nel paese e le scuole sono state chiuse. Tuttavia le attività commerciali ed economiche sono aperte e non sono state istituite restrizioni negli spostamenti delle persone, anche se i cittadini sono stati invitati a lavorare da casa, quando possibile, e a non uscire nel weekend. Le Olimpiadi sono state rimandate al 2021

In Giappone, attualmente, si contano 1.499 casi di Coronavirus e 49 decessi.