Continua la protesta in Polonia

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Continua la protesta in Polonia. Le manifestazioni antigovernative innescate dall’irrigidimento della severa legge polacca sull’aborto si sono svolte domenica e lunedì per l’undicesimo e il dodicesimo giorno.

In quali città si sono svolte le marce della protesta in Polonia?

Le persone in molte città polacche hanno nuovamente ignorato le restrizioni per il conronavirus che limita le riunioni pubbliche a non più di cinque persone. Marce, alcune delle quali tenute in silenzio, sono state organizzate nelle città di Stettino, Breslavia, Cracovia, Lodz, ma non nella capitale polacca Varsavia, dove venerdì hanno protestato circa 100.000 persone. Alcuni manifestanti hanno portato crisantemi e candele commemorative per ricordare che la domenica era il giorno di Ognissanti, una festa nazionale.

Le proteste per i diritti

Women’s Strike, il gruppo che guida le proteste, ha delineato aree al di là del diritto all’aborto che a suo avviso necessitano di un cambiamento urgente. Includono diritti più ampi per le donne e per la comunità LGBT, la separazione dello Stato dall’influente Chiesa cattolica polacca, più fondi per l’assistenza sanitaria e migliori condizioni di lavoro per i giovani. Hanno reclamato le dimissioni del governo guidato dal PIs, che è al potere dal 2015. Le mosse del governo per controllare il sistema giudiziario, una nuova legge sui diritti degli animali e le osservazioni contro i diritti LGBT da parte di alti funzionari hanno creato divisioni politiche e ha provocato alcune proteste anche prima della sentenza sull’aborto.

Gli sviluppi

Altre proteste, guidate da attiviste per i diritti delle donne, sono previste per la prossima settimana. Allarmati dalle crescenti tensioni, un gruppo di circa 200 generali in pensione delle forze armate polacche, dell’agenzia di pattuglia di frontiera e di altri organi di sicurezza hanno espresso la loro “profonda ansia” per le recenti decisioni prese dai leader del paese durante la pandemia COVID-19 e la recessione economica che hanno portato al malcontento sociale e alle proteste. Hanno fatto appello a politici, manifestanti e forze di sicurezza per dimostrare calma e saggezza. I generali in pensione hanno avvertito che “un’ulteriore escalation di azioni e comportamenti irresponsabili da parte dei politici porterà a conseguenze tragiche e irreversibili” come “spargimento di sangue”.


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