Alla scoperta di Catania tra storia e realtà

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Catania, città siciliana protetta dall’alto da Sant’Agata, è una meravigliosa città sul cui nome aleggiano diverse ipotesi, poiché per molti deriverebbe dal sìculo katane ossia grattugia per l’associazione con le asperità del territorio lavico su cui sorge, per altri, invece, deriverebbe dall’unione del prefisso greco katà con la desinenza  aitne, significherebbe: sotto l’Etna.

Catania, che negli ultimi decenni per il suo sviluppo  economico e turistico è stata soprannominata la Milano del sud,  è una città ricca di storia e di cultura, che ha dato i natali a personaggi contraddistintisi nel corso della storia, uno fra tutti Vincenzo Bellini, compositore di fama internazionale.

Catania, capoluogo dell’omonima provincia, ha una storia lunga 28 secoli nel corso dei quali ha vissuto sotto la dominazione greca, romana, ostrogota, bizantina, musulmana, francese, spagnola, fino all’annessione al regno d’Italia nel 1860. L’aria in cui sorse Catania nel 629 a.C. era probabilmente  disabitata quando i coloni greci provenienti da calcide  vi fondarono Katane.

Da lì in poi furono molteplici i popoli che se la contesero  per la sua posizione strategica, per la fertilità dei suoi terreni e per la ricchezza che custodisce.

Catania soprannominata anche città dell’elefante, poiché simbolo della stessa è proprio un elefante  che sorge al centro di piazza Duomo,”U Liotru”, è una città di grande importanza e fama,  poiché ospita mercati molto frequentati, splendidi palazzi, alberghi, musei, moschee ordinarie e cattedrali, splendide piazze barocche,  residenze nobiliari, vasti giardini, e un bel porto.  Catania, che possiede forti  mura, fertili  terreni  ed un estesa  giurisdizione, è certamente una città conosciuta nel mondo poiché sorge proprio alle pendici dell’Etna, il vulcano più grande attivo d’Europa.

A partire dalla seconda metà del 500 d.C. katane appare come una città vitale e dinamica con tendenza all’incremento demografico e all’espansione delle colture nella etnea, interventi pubblici nell’area urbana restaurazione nelle mura, costruzione di nuovi edifici sacri nobiliari diffusione della cultura del decoro, ma una serie di catastrofi naturali che si susseguettero tra il 1536 e la seconda metà del 1600, come eruzioni, scosse sismiche, esplosioni e nubi sulfuree, distrussero la città che in più di un’occasione fu costretta a risorgere dalle proprie stesse ceneri, come fa la fenice.

Tra tutte le catastrofi naturali che si abbatteranno sulla città di Catania sicuramente le calamità più distruttive  sono state quelle del 1669 e quella del 1693.

Nel 1669  l’eruzione dell’Etna ha completamente ricoperto di lava Catania,mentre il terremoto del 1693 impedì la sopravvivenza del tessuto urbanistico antico e medievale , segnando profondamente l’assetto economico e sociale della società, cancellando quasi la totale produzione artistica precedente. Scomparvero, quasi del tutto, le tracce della civiltà greca mentre una sorte migliore ebbero  i monumenti dell’età romana imperiale. Nella prima metà del XVIIIº secolo

 Catania si trasformó dunque in un enorme cantiere, e la ricostruzione fu portata avanti secondo con un nuovo e più razionale disegno urbano sotto la guida di Giuseppe Lanza duca di Camastra, il quale seguì le nuove  tendenze architettoniche dello stile barocco nella ricostruzione dei vari palazzi nobiliari e degli edifici istituzionali.   

Ciò che caratterizza Catania, conferendole splendore e magnificenza, sono certamente gli archi della marina, il palazzo Biscari, il Castello Ursino, la Via Etnea, la villa Bellini, il parco Gioeni, il Monastero dei Benedettini, il Teatro Greco, l’Anfiteatro di Piazza Stesicoro, il carcere di Sant’Agata, il passiaturi cioè la grande passeggiata a mare, Piazza Duomo con il suo elefante e la maestosa cattedrale.

Pertanto, se si vuole fare un viaggio attraverso un popolo che ha una cultura lunga oltre 2800 anni non si può non andare a visitare Catania perla del Mediterraneo e culla del barocco. 

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