Castiglione di Sicilia: religione, misticismo e natura

Le installazioni dell'artista mostrano gli aspetti più veri della terra siciliana

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Castiglione di Sicilia
Isaac Chong Wai, Castiglione di Sicilia. Ph Luca Guarnieri

Post-Mythical Accidents è un’opera pubblica diffusa dell’artista basato a Berlino Isaac Chong Waich e indagala complessità stratificata inscritta nel paesaggio siculo orientale. Intrecciando realtà, mito, religione e magia, l’intervento crea una serie di installazioni sparse per il comune di Castiglione di Sicilia. Osservando la meraviglia e il costante timore di vivere ai piedi del vulcano Etna, fonte di vita e minaccia costante di incerta benevolenza, l’artista riflette quindi sulla forza incontrollabile della natura.


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Natura, mito e religione sono aspetti evidenti a Castiglione di Sicilia?

Rifugiandosi nel mito, nella fede o nella superstizione, tentiamo perciò di schernire il fato e penetrare il mistero della natura. Forzando l’inspiegabile entro la creazione di miti e narrative, gli esseri umani incasellano ciò che non possono prevedere all’interno di una visione antropocentrica. Le installazioni Accidental Confessional e Lightless Chandelier indagano la persistenza delle leggende e della religione, intrecciando quindi narrazioni omeriche alla tradizione cristiana. Accidental Lava Stonegot stuckin a Bus Stop e Accidental Lava Stone hits a Facist Ornament si collegano infatti alla tradizione mediterranea di Ulisse e Polifemo. Sono riferite anche al mito dei Faraglioni di Acitrezza, dialogando col territorio circostante e la storia recente.

Magia e mistificazione

Shangai, che è la traduzione italiana del noto gioco Mikado, rappresenta lo spazio in cui si articola l’incontro tra mistificazione, esotismo e culture differenti. Quindi anche un campo da gioco senza regole, dove l’ordine stabilito è revocato e le esperienze del reale e dell’irreale, della storia e del mito si confondono. Nello scenario, il post-mitico è una regione ibrida dove le regole della realtà sono interrotte e pertanto la narrazione, la finzione, la fantasia e la magia impongono un nuovo ordine.

Isaac Chong Wai

L’artista è nato nel 1990 a Guangdong in Cina e è attivo tra Berlino e Hong Kong. La sua pratica dispiega la lotta dell’impotenza, della precarietà e della violenza strutturale nelle sfere sociali e si confronta coi temi della memoria collettiva. Influenzato da fenomeni personali e internazionali, affronta temi di collettivismo e individualismo, geopolitica, politiche identitarie, LGBTQ. Ha esposto: Bilsart, Istanbul (2021) Blindspot Gallery, Hong Kong (2019), Zilberman, Berlino (2019), Kunstraum München, Monaco di Baviera (2018), Goethe Institut, Hong Kong (2018). Ha presentato le sue opere a: Museo Bauhaus, Weimar (2016). Il suo lavoro è esposto in spazi e istituzioni internazionali, Kunstraum Kreuzberg/Bethanien, Berlino (2021), Museo Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Seoul. Anche alla Biennale di Innsbruck e IFFR, Rotterdam (2020), Museo di Arte Contemporanea, Taipei e Guangdong Times Museum, Guangzhou (2019).

Formazione

Chong ha ricevuto una borsa di studio al Kultura kademie Tarabya e il Talent Award al Jutta Cuny e Franz Memorial Award al Kunstpalast Museum nel 2020. Anche al Warsteiner Bloom Award nel 2019. È uno degli artisti partecipanti a Urban Heat dal 2015 al 2018. Gli è assegnato il premio Artist Scholarship Program della Burger Collection nel 2016 e il Bauhaus Essentials Award nel 2015 e 2014. Si è laureato alla Hong Kong Baptist University con una ricerca in arti visive e alla Bauhaus-Universität di Weimar, in Germania con un MFA in Public Art and New Artistic Strategies. Il progetto di Isaac Chong Wai a Castiglione di Sicilia è coordinato da Giulia Pollicita per l’Istituto Sicilia.

Castiglione di Sicilia

Coi suoi 120 kmq, è uno dei comuni più estesi della provincia di Catania. Conta una popolazione di circa 3.000 abitanti, suddivisi tra il centro storico e le frazioni Gravà, Mitogio, Passopisciaro, Solicchiata, Rovittello, Verzella. Il territorio si trova in due parchi regionali, dell’Etna e dell’Alcantara. A Sud arriva quindi fino ai crateri sommitali del versante Nord del vulcano, a Settentrione fino al fiume Alcantara, conosciuto soprattutto per le famose Gole. Sono canyon che attraversano una secolare colata lavica etnea. L’antica città medievale era caratterizzata da una cinta muraria con nove porte di accesso denominate: del Re, dello Speziale, del Castello, della Pagana, della Giudecca, del Portello, della Bucceria. C’erano anche di San Pietro, di San Martino–burgum o porta Priolo, mentre esternamente restavano i borghi.

Il centro storico

Quel che resta del tessuto urbanistico antico è il classico centro medievale coi vicoli a raggiera che raggiungono la parte sommitale. Nella parte alta, maestoso, il Castello di Ruggero di Lauria domina tutto il territorio. Curiosando nel centro storico significativa è la presenza di antichi palazzi nobiliari dove si nota evidente l’alternarsi, così come nelle chiese, di elementi architettonici e costruttivi in pietra lavica e arenaria. Su diversi prospetti e antichi palazzi fanno bella vista anche dei mascheroni. Il territorio è inoltre famoso nel mondo per la produzione di vini Etna Doc. Il comune fa parte dei Borghi più Belli d’Italia.

Immagine da cartella stampa.