Calcio, riparte il campionato e la sfida al titolo: con il VAR e nessuna circonvenzione

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Dopo due giornate di campionato trascorse ad osservare le novità di formazione, gli acquisti del mercato estivo e le direttive correlate all’introduzione della tecnologia per l’assistenza arbitrale, la Serie A torna nuovamente al centro dell’attenzione.

Alcuni riprenderanno il filo del discorso con lo spirito giusto, apprezzando il tentativo di migliorare l’inevitabile condizionamento della direzione di gara, concentrandosi piuttosto sull’avvento di una nuova fase tecnica dei maggiori club; altri, invece, con la convinzione che il percorso di cambiamento sia solo un vano strumento utilizzato male e, comunque, nelle mani di uomini capaci di sbagliare come hanno sempre fatto.

Come dire si stava meglio quando si stava peggio. E così Buffon si è schierato apertamente contro, accompagnato da Antognoni dopo la prima giornata al Meazza, mentre la classe arbitrale e buona parte degli allenatori hanno assistito concretamente ai benefici ottenuti in campo, comprendendo gli effetti del VAR e dei suoi adepti.

In ogni caso, la partenza è stata veloce e le prime della classe, fatto salvo per lo scontro diretto dell’Olimpico, che ha visto cadere una discreta Roma contro l’Inter, hanno voluto lanciare un segnale forte e chiaro sulla piega che potrà prendere la stagione.

Non tutti credono negli investimenti del Milan, così come molti altri sono ancora scettici nei confronti dell’Inter, preferendo favorire Napoli e Roma in virtù dei risultati ottenuti negli ultimi anni.

Un ragionamento che non fa una piega da un punto di vista teorico, meno da quello pratico, perché molto è cambiato e le prossime partite, probabilmente, lo dimostreranno definitivamente.

La squadra da battere è convenzionalmente la Juventus, riorganizzatasi con acquisti discutibili, senza però un campione del calibro di Bonucci, ma la vera protagonista potrebbe essere proprio chi il mercato non l’ha fatto per niente: il Napoli.

Tecnica, tattica, maggiore esperienza, consapevolezza dei propri mezzi e un tecnico che dovrebbe aver imparato dagli errori del passato.

Un’orchestra che ha cominciato a suonare sul serio, cambiando spartito in corso d’opera, esibendo i tre tenori là davanti e strumenti a fiato dietro, guidata da un bravo direttore capace di convivere e convincere il presidente che nessun acquisto di medio livello avrebbe migliorato l’organico.

Idee chiare, non avarizia dantesca contraddistinguono il gruppo partenopeo, alle quali si è aggiunta la convinzione di potersi imporre finalmente al cospetto della regina incontrastata del torneo.

Le milanesi e la Roma, dovranno, ma potranno insidiare questa lotta, anche perché se due indizi non fanno una prova le prime gare hanno comunque già offerto spunti davvero interessanti, per credere che la bagarre si deciderà con gli scontri diretti.

Spalletti e Montella lo sanno benissimo e se l’Inter ha battuto la Roma al secondo turno di campionato, il Milan potrebbe ripetere l’impresa contro Lazio e Roma, che affronterà nelle prossime cinque gare.

Turni che diranno molto su quanto valgono realmente le “cinque sorelle”, durante i quali la capolista affronterà solo il Toro nella stracittadina, con Atalanta e Fiorentina che difficilmente potrebbero ricavare punti preziosi.

Ma se il settimo anno è quello della crisi in amore, i tifosi proprio non vogliono saperne di smettere di amare, anche perché il ghigno stampato sui volti dei milioni di bianconeri è ancora spontaneo: quello degli altri però potrebbe iniziare a preoccuparli davvero.

 

 

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