sabato, Giugno 22, 2024

Brexit: aziende affrontano i controlli sulle importazioni

Da oggi, 1° gennaio 2022, le aziende britanniche affrontano i controlli sulle importazioni post-Brexit. Nonostante il governo britannico avesse promesso un miglioramento, per i lavoratori, soprattutto del settore primario, la Brexit sta avendo un impatto negativo.

Le aziende britanniche affrontano i controlli sulle importazioni

Da oggi, le aziende britanniche dovranno affrontare l’introduzione di controlli di frontiera post-Brexit che interessano le imprese che importano 314 miliardi di dollari di merci all’anno dall’Unione Europea. Dal 1° gennaio 2022, le imprese dell’UE che inviano merci in Gran Bretagna dovranno fornire dichiarazioni doganali complete. I commercianti dovranno anche dimostrare che le merci possono entrare in esenzione da dazi in base ai requisiti delle norme di origine.

Secondo quanto riportato da Reuters, Martin McTague, vicepresidente della Federation of Small Businesses (FSB), ha affermato che il passaggio ai controlli sulle importazioni potrebbe causare interruzioni significative in un momento in cui il commercio è già colpito dai problemi di catena di approvvigionamento legati alla pandemia e dalla carenza di manodopera.  “La nostra ricerca ha rilevato che un terzo degli importatori di piccole imprese non era a conoscenza dei cambiamenti, mentre tra coloro che sapevano che sarebbero arrivati, solo uno su quattro era preparato“, ha detto McTague.

Che impatto sta avendo la Brexit sulle aziende?

La Brexit sta avendo, per ora, un impatto negativo sulle aziende. Il governo britannico invita ad aver pazienza. Promette che col tempo “i benefici della Brexit saranno sentiti da tutti”. Ma per ora per i lavoratori del settore primario il bilancio della Brexit è traumatico e negativo. I lavoratori sottolineano che “prima era tutto più facile: si esportavano prodotti deperibili senza sforzo. Ora è un’incognita”. Un sondaggio delle Camere di commercio britanniche a ottobre ha mostrato che il 45% delle aziende ha trovato molto o relativamente difficile scambiare merci con l’UE, rispetto al 30% di gennaio quando l’accordo è entrato in vigore. 


Leggi anche: Post Brexit: carenza di manodopera in Gran Bretagna

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