domenica, Giugno 16, 2024

Bloody sunday nelle fotografie di Gian Butturini

Le immagini del fotografo Gian Butturini raccontano la tragedia di Bloody sunday. Era il 30 gennaio 1972 quando a Derry la polizia britannica spara sulla folla che partecipava a una manifestazione. Sono passati 50 anni dall’avvenimento, ma l’atto di violenza avvenuto nell’ondata di indipendentismo dell’Irlanda del Nord ha lasciato un segno nella storia del Regno unito.


28 febbraio 1983, gli U2 pubblicano WAR


Cos’è accaduto a Bloody sunday?

Alla fine degli anni Sessanta l’Irlanda del Nord vive un periodo di contestazioni per ottenere l’autonomia. Una questione da tempo sul tavolo delle trattative politiche che diventa un’urgenza attorno al ’68. Gli abitanti dell’Ulster chiedono minore ingerenza da Londra sia in ambito religioso che sociale. La marcia di protesta organizzata dalla Northern Ireland civil rights Association che si svolge a Derry è controllata dalla polizia britannica. Le forze dell’ordine sono autorizzate a sedare la folla e trattenere i sospettati che provocano disordini. Quando dal corteo cominciano le azioni di protesta, gli agenti sparano, uccidendo 14 persone.

La canzone degli U2

Paul Hewson era un ragazzino al momento della strage di Derry, ma l’episodio lo ha sconvolto. Quando ha creato la band ha ricordato le sensazioni che ha provato quando ha visto il massacro dei manifestanti. In lui si sono scatenati desiderio di libertà, ribellione all’oppressione e rabbia che ha poi cantato nella canzone nel 1983. La traccia è inserita nell’album War e poi in Under a blood red sky.

L’esposizione di Gian Butturini

Still fotografia a Milano ospita gli scatti del fotoreporter fino al 6 marzo. L’autore documenta la situazione nel Regno Unito che stava prendendo in considerazione l’indipendenza dell’Ulster. Nelle immagini ci sono barricate e macchine rovesciate con ragazzini lungo le strade. Oltre alle contestazioni si notano le tendenze del periodo che saranno esportate nel resto del continente. Butturini coglie anche la discriminazione nella scena della donna di colore che vende i biglietti della metropolitana in uno stanzino.

Odette Tapella
Odette Tapella
Vivo in piccolo paese di provincia. Mi piace leggere, fare giardinaggio, stare a contatto con la natura. Coltivo l'interesse per l'arte, la cultura e le tradizioni.

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