Bisogno di stabilità: Di Maio e i fondi europei

A Draghi ha detto che i 200 miliardi sono da spendere per raggiungere stabilità.

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Bisogno di stabilità

Di Maio insiste sul bisogno di stabilità impellente nel nostro Paese. Si tratterebbe dell’ultima occasione per allinearsi alle altre realtà economiche europee. Per la stabilità economica serve però prima di tutto stabilità politica.

Di Maio sui malintesi nel partito

Di Maio ha parlato a proposito delle turbolenze delle scorse settimane tra il leader in pectore e il Garante del Movimento. Ha ripercorso con orgoglio la propria opera di moral suasion nei confronti del fondatore, portata avanti insieme a Roberto Fico. “Con Roberto e con tutto il gruppo dei 7 (i “mediatori” nominati da Grillo per lavorare sullo statuto) abbiamo lavorato giorno e notte per scongiurare la scissione. Oggi siamo ancora qui e questo dimostra che c’erano i margini per farlo. Spesso mi dicono che sono eccessivamente moderato. Tuttavia, penso solo che litigare non porti da nessuna parte e per questo faccio un appello alla compattezza”.


Semestre bianco: cosa può fare il presidente Mattarella?


Il bisogno di stabilità secondo Di Maio

Per quanto riguarda i bisogni effettivi del Paese, Di Maio non vuole lasciare nulla in sospeso. “Non vedo nessun rischio per l’esecutivo. Non c’è nessuno che parli di elezioni anticipate e non penso ci saranno scossoni nei prossimi sei mesi. Le persone chiedono stabilità, prospettiva, concretezza”. Il ministro degli Esteri ha di fatto blindato il futuro del governo Draghi nei giorni in cui inizia il semestre bianco. Anche dopo la scelta del successore di Mattarella, assicura, lo “status quo” reggerà perché lo chiede l’Europa. “Se pensiamo a nuove elezioni con 200 miliardi da spendere, non ci stiamo concentrando sui bisogni del Paese. La sfida del Piano nazionale di ripresa e resilienza è l’ultima occasione che abbiamo per allinearci ai competitor europei. Se blocchiamo tutto in Europa diranno che siamo sempre i soliti“.

Le opinioni sulla riforma penale

Sulla fiducia sulla riforma penale appena votata alla Camera, Di Maio sostiene che “alla fine, il Movimento ha dimostrato compattezza. Sta garantendo il suo supporto e continuerà a essere determinante”. Di Maio rivendica anche il successo della mediazione con le altre forze di governo: “Il tema della giustizia è simile a quello dei 5 stelle (la rottura, poi ricomposta, tra Conte e Grillo sul nuovo statuto). Potevamo mollare, lasciare tutto al caso. Ci saremmo trovati un Movimento spaccato e la cancellazione della riforma Bonafede. In entrambi i casi abbiamo invece deciso di mediare. Io mi sono esposto, andando incontro ad attacchi, ma l’ho fatto con un obiettivo in mente: trovare unità”, spiega.