sabato, Marzo 2, 2024

Berlino torna alle urne per la terza volta

Berlino torna alle urne per la terza volta. La capitale tedesca ha dovuto ripetere le elezioni federali del settembre 2021 a causa delle irregolarità nel voto. Questo episodio evidenzia l’importanza dell’integrità elettorale e solleva interrogativi sull’efficacia dei meccanismi di voto in situazioni di elevata complessità logistica.

Berlino torna alle urne

I berlinesi sono stati chiamati nuovamente alle urne dopo che la Corte Costituzionale tedesca ha annunciato la necessità di una ripetizione parziale delle elezioni del 26 settembre 2021, segnate da una serie di incidenti che hanno messo in dubbio la validità del processo elettorale. Tra questi incidenti furono segnalati l’uso di schede elettorali errate, schede smarrite e lunghe code di elettori fuori dai seggi elettorali anche dopo la chiusura delle votazioni.

I risultati delle votazioni di domenica hanno visto un leggero guadagno da parte dei partiti di destra. L’opposizione conservatrice CDU è riuscita a migliorare il proprio risultato a Berlino di 1,3 punti percentuali attestandosi al 17,2%. Anche il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD) ha guadagnato un punto al 9,4%. I partiti della coalizione di governo federale hanno perso di conseguenza. L’SPD ha perso 1,2 punti percentuali, ma è rimasto il partito più forte con il 22,2%. Seguono i Verdi ambientalisti con il 22,0% (-0,3 punti). Il Partito Democratico Libero (FDP), orientato alle imprese, ha ottenuto l’8,1% (meno 0,9 punti). Il Partito della Sinistra ha guadagnato 0,5 punti e ha raggiunto l’11,5%.

La classifica generale dei principali partiti in base alla percentuale di voti, tuttavia, sembrava destinata a rimanere invariata a Berlino: con l’SPD il partito più grande, seguito dai Verdi, poi dai Democratici Cristiani, poi dai Democratici Liberi, poi il Partito socialista della Sinistra e infine l’AfD.  Il sindaco di Berlino Kai Wegner ha attribuito i successi del suo partito al lavoro del governo locale della città-stato, che attualmente è una coalizione tra CDU e Partito socialdemocratico di centrosinistra (SPD).

In palio la popolarità del governo Scholz

Si prevede che l’esito non modificherà in modo significativo la composizione della coalizione di centrosinistra guidata dal cancelliere Olaf Scholz. Tuttavia, questo atto ha il potenziale per apportare piccoli aggiustamenti al Bundestag e fungere da barometro della popolarità della coalizione di governo, in un momento in cui la Germania deve affrontare sfide economiche e geopolitiche post-pandemia.


Leggi anche: Germania: nuove proteste contro l’estrema destra

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