Ashley Monroe: “Sparrow” il nuovo album – Recensione

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La cantautrice di Nashville guarda all’indietro per andare avanti con un album che filtra desideri e dolori contemporanei.

Orfani e passeri riempiono le pagine del nuovo album dell’artista, con strofe che parlano come “Il suo occhio è sul passero” e “A volte mi sento come un bambino senza madre” che evoca l’umiltà dell’umanità e la compassione redentrice di Dio. Aprendo il suo nuovo album, Sparrow , con una canzone intitolata “Orphan”, Ashley Monroe si allinea con quella tradizione. “Come fa il passero a sapere più di me? Quando una madre se ne va, impara a volare “, canta. “Come fa un orfano a trovare la strada di casa?” Mentre pone queste domande a se stessa e all’ascoltatore, è anche coinvolgente con gli immensi suoni country, gospel e folk che l’ha ispirata ancor prima di trasferirsi a Nashville da adolescente .

In “Orphan”, raggiunge il volo, una sezione di archi che fornisce la raffica di vento che la tiene alta e spinge il coro verso il cielo. La canzone è un inno ma mai prepotente, splendidamente contenuta e viva per le sfumature della melodia e del fraseggio. È uno dei momenti più commoventi nella sua piccola ma solida opera, con Ashley che abbraccia le convenzioni di paese non come elementi da imitare o far rivivere, ma come mezzo per comunicare la propria confusione, angoscia e di desiderio. Lei guarda all’indietro per andare avanti.

L’artista iniziò a registrare il nuovo album dopo quello che si riprese dalla morte di suo padre e della nascita del suo primo figlio. Le canzoni in “Sparrow” sembrano più personali rispetto ai suoi precedenti lavori, ma Ashley capisce anche che la musica country può bilanciare con ritmi più pop. Anche se  in brani come “Mother’s Daughter” e “KEyes to the Kingdom” si vive di malinconia e di ricordi che sembrano derivare da situazioni reali, lei individua le emozioni e i sentimenti che tutti potremmo riconoscere e condividere.

Per la realizzazione del nuovo album Ashley ha lavorato con Dave Cobb, dopo che nei precedenti lavori “Like a Rose” del 2013 e lo splendido album country “The Blade” del 2015 erano stati prodotti da Vince Gill. In “Sparrow” smorza il suono delle chitarre, del basso e della batteria,  soprattutto in brani come “Rita”, “Paying Attention” e in “Hard on a Heart”.

Al suo interno, Sparrow è un album che parla di struggimento e desiderio, due temi fondamentali nella musica country. In “Orphan”, l’artista cerca stabilità e direzione, nel brano”Mother’s Daughter”, lei desidera qualcosa come una casa. Alcune delle canzoni più forti dell’intero disco riguardano desideri più canrali. Non ha mai smentito che  alcuni brani sono a sfondo sessuale ed anche in questo album ci sono brani come “Wild Love” dove cita (“Tirami i capelli e chiama il mio nome”) o come nel brano “Hands on You (“Vorrei poterti imporre le mani su di te).

La schiettezza dei testi di Ashley conferiscono profondità all’autoritratto che si sente in queste nuove canoni, rivelando quanto lei desideri e adori il contatto umano, come nel brano di chiusura “Keys to the Kingdom”, dove suggerisce che la musica in generale ed in particolare quella country, ci permette di esprimere i nostri desideri o almeno accettare che non saranno mai soddisfatti. Un album pieno di sentimenti, di suoni e colori, un album dove Ashley dà il meglio di se. Voto 8

Sparrow – Tracklist

  1. Orphan
  2. Hard On a Heart
  3. Hands On You
  4. Mother’s Daughter
  5. Rita
  6. Wild Love
  7. This Heaven
  8. I’m Trying You
  9. She Wakes Me Up (Rescue Me)
  10. Paying Attention
  11. Daddy I Told You
  12. Keys to the Kingdom
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