sabato, Aprile 20, 2024

Armenia in crisi: ad un passo dalla guerra civile

Lunedì i manifestanti hanno preso d’assalto un edificio governativo nella capitale armena, intensificando, così, una crisi politica che dura da mesi. Crisi generata dalla sconfitta nella recente guerra tra Armenia e Azerbaijan. Le due controparti si sono contese il controllo su vaste parti del Nagorno-Karabakh e delle aree circostanti che erano detenute dalle forze armene da più di un quarto di secolo.

Cosa chiedono i manifestanti?

I manifestanti si sono introdotti nell’edificio governativo a Yerevan per chiedere le dimissione del Primo Ministro Nikol Pashinyan. Autore, secondo loro, di un accordo di pace umiliante. L’accordo prevede che gli armeni rinuncino a parte del proprio territorio a favore dell’Azerbaijan vincitore. Pashinyan ha difeso l’accordo di pace come una mossa, dolorosa ma necessaria, al fine di impedire all’Azerbaigian di dominare l’intera regione del Nagorno-Karabakh.

Tensione palpabile in Armenia

A novembre, a seguito dell’accordo di pace, le inquietudini del popolo erano già scaturite in manifestazioni oceaniche e irruzioni nelle sedi del Parlamento e del Governo di Erevan. Durante l’inverno le manifestazioni di piazza si sono congelate per poi intensificarsi nelle ultime settimane. Le recenti decisioni di Pashinyan hanno contribuito a generare il caos. In particolare quella di spodestare i vertici dello Stato Maggiore dell’esercito, che, secondo fonti governative, avrebbero tentato un colpo di Stato.


Il mancato licenziamento del colonnello


Lo scompiglio con i militari

L’escalation delle tensioni ha ripreso vigore la scorsa settimana, quando anche lo Stato Maggiore dei militari ha chiesto le dimissioni del Primo Ministro. La presa di posizione dei militari è sorta in conseguenza della decisione di Pashinyan di destituire un generale di alto rango. Il Primo Ministro ha, allora, risposto liquidando il Capo di Stato Maggiore, il generale colonnello Onik Gasparyan. Il Presidente dell’Armenia, Armen Sarkissian, ha rifiutato di approvare quest’ordine. Ciò nonostante, il Presidente armeno si è astenuto dal chiedere all’Alta Corte del paese di verificare se l’ordine di licenziare Gasparyan fosse conforme alla Costituzione. Pashinyan ha replicato su Facebook che la decisione del presidente non contribuisce affatto alla soluzione della situazione attuale.

Il clima di tensione in Armenia e le colpe di Pashinyan

Il clima politico in Armenia non è affatto sereno, ed il Primo Ministro stesso non contribuisce a placarlo. Difatti, durante un raduno ha dichiarato: “sono diventato il Primo Ministro non per mia volontà ma perché la gente ha deciso così. Lasciate che la gente chieda le mie dimissioni o sparatemi in piazza”. Pashinyan era salito al potere guidando proteste pacifiche nel 2018. Ma questo tipo di comunicazione provoca delle conseguenti reazioni, violenza, purtroppo, chiama violenza. Inoltre, oggi, le autorità armene hanno schierato i cecchini alle finestre del Parlamento. Tutto ciò, mentre migliaia di manifestanti si sono radunati nelle vicinanze, nel momento in cui Pashinyan è arrivato per partecipare a una sessione.

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