Archeologia subacquea per scoprire i fondali marini

Resti di antiche imbarcazioni, manufatti, relitti di navi da guerra e molto altro ancora nascondono gli abissi del mare

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Archeologia subacquea e la scoperta di antichi tesori sommersi, (articolo di Loredana Carena)

L’archeologia subacquea è una branca dell’archeologia che si occupa specificatamente dello studio dei ritrovamenti archeologici nei mari, nei fiumi e nei laghi. Si tratta di una disciplina nata circa sessant’anni fa, che, negli ultimi tempi, ha avuto una notevole evoluzione sia nel campo della tecnica che nei materiali. Ciò ha permesso agli archeologi subacquei di giungere a scoperte fondamentali per le conoscenze di determinati periodi storici.

Il GPS si utilizza nell’archeologia subacquea?

Il Global Positioning System non funziona oltre una certa profondità, perchè il segnale s’interrompe. Per rintracciare i reperti sommersi vengono, quindi, utilizzate delle scansioni laterali o multi beam. Il fondale marino è scansionato con segnali acustici, che vengono riflessi, vale a dire che tornano alla nave di ricerca. Qui sono visualizzati sul computer come segnali convertiti ad indicare la presenza di un relitto.

Nell’archeologia subacquea si utilizzano anche antiche carte nautiche o i giornali di bordo. Ma molte scoperte sono principalmente casuali, ovvero avvengono, ad esempio, durante un’immersione per costruire nuove strutture portuali. Altre invece possono capitare durante le immersioni organizzate per ripulire i fondali marini dalle reti da pesca.

La grotta di Cosquer: un sensazionale ritrovamento dell’età della pietra

L’archeologia subacquea ha contribuito ad aggiungere un tassello importante nello studio della preistoria grazie alla scoperta casuale di una grotta al largo della città di Marsiglia.

Era il 1985 quando l’istruttore subacqueo, Henri Cosquer, durante un’immersione nelle acque francesi del Mediterraneo, trovò l’accesso ad una grotta.

Nei mesi successivi Cosquar e i colleghi cercarono più volte di perlustrare la grotta, che si trovava alla profondità di 37 metri, ma non riuscirono a raggiungere il vano principale. Nel 1991 finalmente si riuscì ad arrivare alla grotta principale attraverso un tunnel. Questo passaggio era rimasto completamente asciutto e le sue pareti erano ricoperte da pitture rupestri, raffiguranti animali come bisonti, cavalli, foche e pesci, e risalenti a circa 19 mila – 27 mila anni fa.

“E’ l’unica grotta sottomarina dell’età della pietra a noi nota – ha spiegato Fritz Jurgens, archeologo marino dell’Università di Kiel – ci sono condizioni di conservazione molto favorevoli”.

Perchè la grotta di Cosquer venne sommersa dall’acqua?

Alla fine dell’era glaciale la grotta, che si trova a circa 11 chilometri dalla costa della Francia meridionale, non era ancora coperta dal mare. Infatti era usata dagli uomini primitivi come rifugio per ripararsi dal freddo e per difendersi dagli animali feroci.

Con lo scioglimento delle calotte polari il livello del mare aumentò gradualmente e l’ingresso della grotta venne coperto dall’acqua. La parte superiore della grotta, però, rimase asciutta. In questo modo si sono conservate le più antiche pitture dell’età della pietra sino ad ora conosciute.

Attualmente storici e ricercatori stanno ricostruendo una copia esatta della grotta di Cosquer al museo marittimo di Marsiglia. L’apertura al pubblico è prevista per giugno 2022.