Archeologia in Libano: Italia partecipa alle ricerche

La cooperazione internazionale ha portato al ritrovamento di due abitati del periodo del Bronzo antico

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Archeologia in Libano
L'Università di Udine continua le ricerche nel distretto di Koura

La scoperta di insediamenti antichi nel villaggio di Fia riportano l’attenzione sull’archeologia in Libano. La campagna di ricognizione dell’Università di Udine conferma l’importanza del Distretto di Koura nell’età del Bronzo antico. Le indagini proseguiranno anche quest’anno.

Perché è importante l’archeologia in Libano?

I ritrovamenti degli ultimi anni attestano la presenza umana nell’area fin dal 3° millennio a.C. Ci sono poi tracce di epoche successive, dal periodo preclassico alla tardo antichità. L’ateneo friulano si occupa delle ricerche soprattutto nell’area settentrionale dello stato, ma sono importanti anche i siti al confine con la Giordania. L’Italia è impegnata nello studio della civiltà fenicia e collabora col Governo libanese al recupero del patrimonio storico.

La valorizzazione della città di Tiro

Una cooperazione internazionale a cui ha partecipato anche una delegazione italiana ha realizzato degli interventi nel sito Unesco. Attorno alla città fenicia gli operatori hanno creato una recinzione e sistemata l’illuminazione dell’area di Al-Mīnā’. Nella zona archeologica una strada colonnata pavimentata a mosaico porta all’antico porto egizio. C’è anche un vasto complesso termale. Il progetto può essere il primo passo per la promozione turistica della zona. La ripresa economica in Libano ha quindi nel patrimonio storico e artistico un’opportunità.


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I siti archeologici in Libano e i nuovi ritrovamenti

La campagna di ricognizione ha portato alla luce testimonianze antiche nel villaggio di Fia. I reperti emersi sono soprattutto materiali ceramici e in terracotta che fanno pensare a degli abitati. Ad Al Qalaa e Ras Masqa le tracce sono invece del tardo antico e bizantino. Gli archeologici ritengono che l’area di Koura fosse fiorente in queste epoche. Lo provano i risultati delle precedenti indagini e i documenti storici. Hanno partecipato al progetto anche l’Università di Third Branch Tripoli e l’Institut francais du proche orient. Oltre alle indagini sul campo, i ricercatori hanno recuperato informazioni cartografiche sull’area. Anche quest’anno è in programma una campagna di ricognizione intensiva ed estensiva della regione.

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