Allarme docenti per la scuola: servono 60mila insegnanti e i concorsi non si vedono

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Scatta l'allarme insegnanti per l'anno scolastico 2019-2020.

Nuovo allarme docenti per la scuola italiana. Infatti, dopo le difficoltà dello scorso anno, sembra che anche nei prossimi mesi i vari istituti scolastici faranno una gran fatica ad avere degli insegnanti stabili. Una situazione che appare piuttosto paradossale, poiché ad oggi si contano decine di migliaia di precari che continuano a lavorare come supplenti ormai da troppo tempo. E così, stando alle ultime stime, sembra proprio che il Ministero dell’Istruzione avrà parecchie difficoltà nell’assumere i circa 60mila professori di cui si necessita per l’anno scolastico 2019-2020.

Una questione spinosa legata innanzitutto al progressivo e rapido svuotamento delle graduatorie ad esaurimento solitamente utilizzate per decidere almeno la metà delle immissioni in ruolo complessive, con i precari che invece restano bloccati all’interno delle graduatorie d’istituto. E così rischia di ripetersi l’allarme docenti già lanciato per il 2018-2019 quando è rimasta vacante in media una cattedra su due. Addirittura nei prossimi mesi si potrebbe assistere ad un ulteriore peggioramento di questo dato, poiché arriveranno anche le istanze di pensionamento legate alla Quota 100. Dunque, alla riapertura delle scuole a settembre potrebbero esserci ancora diversi posti vuoti tra gli insegnanti italiani.

Scuola: ancora problemi per le assunzioni di nuovi docenti.

A tutto ciò bisogna aggiungere la mancanza di concorsi che, nonostante i proclami del MIUR che si era detto pronto ad assumere poco più di 58mila professori, di cui 14.552 di sostegno, sono ancora in alto mare, giacché ad oggi non c’è traccia dei bandi in Gazzetta Ufficiale. Di conseguenza, se lo scorso anno su 57.322 inserimenti annunciati ne fu stabilizzato soltanto il 43%, ora si potrebbe andare ancora peggio. Guardando al sostegno, addirittura si giunse al picco di mancanze con appena il 12% delle assunzioni. E così, per fronteggiare l’assenza di circa 32mila docenti di ruolo, le cattedre furono coperte ricorrendo alle supplenze annuali.

Allarme docenti, intervengono i sindacati: «Richiesta del Ministero insufficiente»

In merito all’allarme docenti per l’anno scolastico 2019-2020 si registra l’intervento dei sindacati, secondo i quali nei prossimi mesi si dovrebbe avere un numero ancora più ampio di cattedre vuote rispetto a quanto verificatosi circa 12 mesi fa. Flc-Cgil ha affermato che questo è lo specchio di un sistema di reclutamento che non riesce a programmare al meglio le risorse realmente disponibili, aggiungendo che la richiesta diffusa dal Ministero dell’Istruzione resta comunque insufficiente se si tiene conto della disponibilità di posti al termine della mobilità che, considerando anche gli effetti di Quota 100, dovrebbe arrivare fino a quota 80mila. Inoltre non bisogna dimenticare gli adeguamenti in deroga stimati intorno alle 56mila unità.

Scuola, intesa governo-sindacati sul rinnovo dei contratti

Per provare ad ovviare a quest’allarme docenti, il MIUR ha deciso di anticipare i tempi per completare i trasferimenti, ma nonostante ciò sul sistema scuola continuerà a pesare come un macigno la scarsità di professori in graduatoria. Come ricordano i sindacati, dal Ministero dell’Istruzione hanno più volte annunciato l’arrivo di una serie di concorsi che, però, ad oggi risultano ancora latitanti. Stando all’ultimo aggiornamento, infatti, sembra che entro la fine dell’anno verranno pubblicati i bandi che dovrebbero assicurare l’inserimento di almeno 70mila nuovi insegnanti.

Continua l’attesa per i concorsi docenti.

In autunno, ad esempio, dovrebbe arrivare il concorso straordinario e abilitante per circa 24mila posti rivolto ai supplenti che hanno alle spalle almeno tre anni di attività nella scuola pubblica, mentre altri 24mila docenti dovrebbero essere selezionati tra i laureati che hanno i 24 crediti formativi previsti per l’insegnamento. A costoro si dovrebbero aggiungere i circa 16.900 posti riservati all’infanzia e alla primaria. Intanto per sbloccare la situazione, il presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico, ha proposto l’immissione in ruolo di tutti gli insegnanti che fanno parte delle graduatorie di merito relative al concorso 2018 e dei precari con 36 mesi che già fanno parte delle graduatorie d’istituto.

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