Alessandro Di Battista non sarà il figliol prodigo del M5S

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Il Movimento 5 Stelle che quando esordì in politica sembrava invincibile e così compatto, sta in realtà “perdendo pezzi”. E soprattutto consensi. Non è certo una novità ma di sicuro le crepe interne lasciano intendere quanto sia precario l’equilibrio in politica. Comunque sia uno dei “pezzi grossi” del partito, Alessandro Di Battista, recentemente ha abbandonato i pentastellati e al momento, politicamente parlando, non si sente rappresentato da nessuno.


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Alessandro Di Battista non sarà il figliol prodigo, perchè?

Semplicemente perchè al momento non si sente rappresentato dal partito politico in cui credeva. Alessandro Di Battista non rivestirà certo il ruolo del figliol prodigo, poi non si può mai sapere perchè in politica tutto cambia da un momento all’altro. Per adesso però la sua posizione è troppo lontana rispetto a quella dei colleghi (anzi ex colleghi) del Movimento. Di Maio, tanto per citarne uno. Di Battista ospite al programma televisivo “Accordi&Disaccordi”, condotto da Andrea Scanzi e Luca Sommi che va in onda il mercoledì sul Nove, ha parlato delle sue scelte politiche. Ora come ora il politico non sente di appoggiare nessuno.

“La mia strada e quella del M5S vanno in due direzioni diverse”

Stando alle dichiarazioni di Di Battista, non ci sarà alcun ritorno di fiamma tra lui e il Movimento 5 Stelle. Queste le parole dell’ex grillino: “Io non ho preso alcuna decisione in questa fase, ho lasciato il Movimento da molto poco. È evidente che io in questo momento non mi sento rappresentato da nessuno. Il Movimento Cinque Stelle prende posizioni democristiane sulla questione israelo-palestinese o qualcuno, alcuni esponenti del Movimento Cinque Stelle, a favore di grandi opere inutili.

Dimenticando che il Movimento è anche cresciuto insistendo sulla necessità della principale opera pubblica, che è quella della manutenzione in un Paese dove i ponti crollano anche per responsabilità di pseudo imprenditori. Pseudo padroni delle Autostrade, causano morte di tantissimi cittadini, io non dimentico la strage di Genova. Ho anche criticato il Movimento Cinque Stelle per la mancata revoca delle concessioni ai Benetton, citata più volte. Allo stesso tempo, riconosco una serie di battaglie vinte, però, se oggi dovessi dire che la mia strada possa ricongiungersi con quella del Movimento Cinque Stelle direi di no”.