Il fenomeno del body shaming

body shaming: Shaming someone for their body type.”

 

Ultimamente questo termine è sulla bocca di tutti, ma  cosa vuol dire “body shaming” ?

Non sta a me giudicare i vostri gusti personali, ma fermatevi un momento a ragionare su come sia cambiato il gusto comune: quello che viene riconosciuto come “bello” e cosa invece viene considerato “non bello”.

Ogni società sviluppa una sua percezione; su come dovrebbe essere la forma fisica ideale, idea che si inserisce nel contesto storico.

Si riflette nelle arti, nella letteratura e in generale attraverso i mezzi di comunicazione / espressione dell’epoca.

Parliamo per stereotipi

Le “Veneri paleolitiche” dalle forme steatopigiche, le sculture greco-romane cosi elegantemente proporzionate, le rotonde formosità nei nudi artistici di Goya o Lautrec fino ad arrivare ad oggi.

Dove standard estetici spesso surreali ma ormai considerati comuni sono la normalità perchè onnipresenti sul web e in tv, i nuovi media, dove chirurgia plastica e foto editing totale fanno da padrone.

Cosi non ti resta che cadere in una spirale di insoddisfazione costante ed è qui che il body shaming prolifera: quando diventiamo schiavi di questi standard figli dei nuovi media.

Non siamo solo il nostro aspetto esteriore

Prima di tutto sfatiamo un mito, il body shaming riguarda tutti; uomini e donne subiscono entrambi la pressione sociale, anche se in modo diverso, ma le donne hanno più probabilità di caderne vittime.

E’ intrinseca nella nostra cultura l’idea che l’aspetto sia importante e prevalga su tutto il resto.

Da quando tutti possono dire tutto su chiunque, l’asticella degli standard da rispettare è salita notevolmente.

Sin da bambine veniamo abituate all’idea che esista un SOLO tipo di fisico.

Nessuno ci dice che i media rappresentano una delle tipologie.

Un corpo troppo perfetto per essere vero; infatti spesso non lo è.

Bisogna educare all’idea che non esiste un corpo perfetto e che bisognerebbe sempre chiedersi se vorrei sentirmi dire ” ti vedo ingrassata/o” prima di dirlo a qualcuno.

Parlando del suo aspetto esteriore non faremmo altro che provocare dolore, essere poco delicati e certamente invadenti.

Ma perché crediamo di poter giudicare l’aspetto delle persone ?

Chiara Ferragni ##bodyshamingisforlosers

I tempi stanno cambiando questo è vero ma la strada da percorrere è ancora molto lunga.

Prendete ad esempio ciò che è successo a Chiara Ferragni: che durante il suo addio al nubilato si è trovata a dover rispondere ad un’articolo sul corriere, dove lei e le sue amiche venivano etichettate come “rotonde”e poi successivamente in-atletiche.

Ovviamente l’articolo ha generato milioni di critiche arrivate da utenti, dai seguaci della Ferragni e da Chiara stessa; che ha risposto alla vicenda pubblicando un post in cui chiarisce la sua posizione:

«La diversità è bellezza. L’imperfezione è bellezza. La felicità è bellezza. La fiducia in se stessi è bellezza. Non lasciate che le altre persone vi rovinino, o che vi dicono chi siete. Mai».

A sostegno della vicenda e poi nato l’hashtag #bodyshamingisforlosers  lanciato proprio da Chiara e diffusosi all’instante sui social.

Questo per ricordare che chi addita le persone per avere un corpo imperfetto è un perdente, il body shaming è da perdenti.

Chi nutre fiducia in se stesso e accetta le sue imperfezioni è un vincente.

Perché il bello è proprio lì, nelle imperfezioni, in quello che alcuni considerano brutto e che altri vorrebbero modificare.

È quella la vera bellezza ed è li che possiamo davvero distinguerci.

Siamo diversi e siamo tutti bellissimi.

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