Trump in Medio Oriente: “rara ma possibile possibilità di pace nella regione”.

In visita in Medio Oriente, Donald Trump vola direttamente da Ryad a Tel Aviv. Armi, terrorismo e lotta all'Iran sciita al centro dell'agenda politica.

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La visita di Donald Trump a Ryad si è conclusa ieri in modo insolito. Il Presidente degli Stati Uniti, il presidente egiziano Al Sisi e il re saudita Salman, hanno posto congiuntamente le mani su un globo luminoso per inaugurare nella capitale un nuovo centro contro l’ideologia estremista.

Di fronte a una cinquantina di leader dei paesi islamici, Trump ha tenuto il suo discorso, accolto con interesse anche dalla stampa libera americana non proprio sua sostenitrice. “Non sono qui per darvi lezioni o per insegnarvi cosa potete o non dovete fare, ma per offrirvi un’alleanza. Questa non è una guerra di religioni ma un guerra tra bene e male, contro il terrorismo. Insieme possiamo sconfiggerlo.”
Si tratta di una scelta politica chiara. Gli Stati Uniti scelgono di stare dalla parte dei regimi sunniti e contano sulla loro collaborazione per sconfiggere l’Isis. Il grande nemico torna a essere l’Iran sciita. “Cacciateli via, cacciate gli estremisti dalle vostre comunità, dalle vostre moschee, dalla vostra Terra Santa”, ha continuato poi Trump. Un’alleanza politica suggellata da importanti accordi commerciali, in base ai quali Ryad comprerà armi e sistemi di difesa per 110 miliardi di dollari.

Volando direttamente dall’Arabia Saudita, Trump è oggi giunto in Israele. E’ questo il primo dato storico della nuova tappa del viaggio in Medio Oriente. Accompagnato dalla moglie Melania, Trump è stato accolto dal primo ministro Benjamin Netanyahu e dal presidente dello Stato d’Israele Reuven Rivlin.

Dopo essere stato al Santo Sepolcro, il Capo della Casa Bianca ha proseguito la visita al Muro del Pianto, il luogo più sacro dell’ebraismo, a Gerusalemme est. Trump è stato il primo presidente americano a farlo. Il forte significato politico che il Muro riveste, aveva indotto i rappresentanti Usa e Ue a evitarlo. Gerusalemme Est è stata occupata da Israele nella Guerra dei sei giorni del 1967 e annessa unilateralmente da Israele nel 1980, nonostante che i palestinesi la rivendichino come capitale del loro futuro Stato.

“Esiste un legame indissolubile tra Stati Uniti e Israele. Non permetteremo la ripetizione degli orrori compiuti nel secolo scorso”. Trump ha inoltre ricordato che “ forse adesso c’è la rara ma possibile opportunità di portare stabilità nella regione”. Netanyahu ha espresso soddisfazione per le parole del presidente americano: “Siamo d’accordo con quello che dice Trump e siamo pronti a collaborare”, ricordando che da 69 anni Israele combatte contro il terrorismo. Il premier israeliano ha poi auspicato che “un giorno anche un premier israeliano possa volare da Tel Aviv a Riad in un viaggio di pace”.
Trump ha ribadito la posizione degli Stati Uniti contro l’Iran, già espressa durante il viaggio in Arabia Saudita: “Usa e Israele possono dichiarare ad una voce che all’Iran non sarà mai, mai, mai concesso di avere un arma nucleare. L’Iran deve smettere di addestrare e finanziare i gruppi terroristici e le milizie”.

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