domenica, Giugno 16, 2024

TG, ascolti in calo nel 2023

Il Censis, Centro Studi Investimenti Sociali, è un istituto di ricerca socio-economica attivo dal 1954. Attraverso questa Fondazione è possibile ricevere dati su ricerche a vario livello e in diversi settori. E’ interessante ciò che emerge, ovvero che gli spettatori fuggono dai TG tanto da registrare un calo degli ascolti. Andiamo ad approfondire guardando il fenomeno più da vicino e cercando di comprenderne le cause.

Il calo degli ascolti dei TG

TG, ascolti in calo si sono registrati nel 2023. Perché? Effettivamente i dati parlano chiaro, c’è stata una fuga dai TG da parte degli spettatori, specialmente per il TG1, TG2 e Canale5.

I numeri fanno riferimento al 2023 quando mezzo milione di persone in meno è stata davanti ai notiziari di RAI e Mediaset. Un’eccezione è rappresentata dal TgLa7 che guadagna spettatori.

I telegiornali

I telegiornali rappresentano la forma attraverso cui si forniscono notizie anche in tempo reale, seguendo i fatti per come si presentano e comunicandoli anche attraverso servizi in diretta realizzati da giornalisti.

I numeri dei TG

La TV sembra far rimanere i TG senza più ascoltatori e spettatori.

I dati del 2023 registrano un calo di circa seicentomila spettatori per RAI1 e RAI2 e di circa duecentomila per Mediaset, in particolare per il TG5.

L’unica emittente a guadagnare spettatori per il suo telegiornale è La7, che vede un aumento di quattromila persone.

Da ciò si denota il forte calo di spettatori che emerge soprattutto per le edizioni della sera, cioè delle 20. Ciò si traduce in mezzo milione di italiani che ha smesso di guardare i telegiornali durante l’ultimo anno.

Certamente è sceso il numero di persone che considera la televisione come la principale fonte di informazione. Infatti, il Censis dichiara che ora tale numero è fermo al 51,2%, mentre prima corrispondeva al 60,1%”.

Perché scappiamo dai TG?

I telegiornali, allora, non rappresentano più la fonte privilegiata di informazione. Sono considerati come modalità tradizionali di ricevere informazioni. Che stanno quasi cadendo in disuso a favore di canali alternativi.

Dunque, non siamo più affezionati telespettatori del canale tradizionale di ricezione delle informazioni di ciò che accade in Italia e nel mondo. Perché?

Ci informiamo attraverso altri media. Come pure potrebbero non essere più di gradimento i principali TG nazionali. Oppure a non essere più di nostro gradimento sono le stesse informazioni? Ancora, può derivare dall’orientamento politico che può in qualche modo impattare sulle modalità di trasmettere le informazioni? O anche per la forma utilizzata per condividere le notizie? Oppure i TG vengono abbandonati a causa del programma che li precede, che può essere percepito come sgradevole, dunque si cambia canale già prima dell’inizio di un TG? O magari siamo stanchi di ascoltare e vedere cattive notizie?

Il fenomeno del calo degli ascolti dei TG

Dunque, numerosi possono essere i motivi che portano ad abbandonare la visione di un TG a favore di un altro di un canale concorrente, oppure per essere spettatore di canali meno obsoleti rispetto a quelli classici, rappresentati dalla TV.

Nuovi mezzi di comunicazione diventano nuovi strumenti per informarsi. Sono certamente più attuali e ci raggiungono pressoché durante tutto l’arco della giornata. Il solo requisito necessario è essere connessi ad una rete Internet.

Abbiamo visto che le cause per cui lo spettatore può allontanarsi dal TG seguito, sono molte e varie.

Anche il linguaggio utilizzato dai cronisti e dai giornalisti può influenzare la fuga dai TG. Magari accende la TV per seguire il TG può ritenere che alcuni servizi siano, appunto, troppo centrati su una tipologia di servizi o mettano in risalto maggiormente un certo tipo di comunicazione. Dunque, che si possa peccare di imparzialità.

Mentre lo spettatore si aspetta di conoscere il fatto nella sua obiettività e interezza. Non trova queste caratteristiche e si sposta altrove. Pur restando il TG la prima fonte di informazione da parte degli utenti.

Perché non seguiamo più i TG in TV?

Sommariamente due possono essere i fattori per cui gli spettatori fuggono dai TG. Uno è rappresentato dalla forma del TG. L’altro è dovuto ai contenuti. La forma si assesta in qualche modo come un riflesso del mondo della politica. E così può accadere che i TG possano seguire una linea governativa.

Così come i TG non si sono rinnovati e non si differenziano e distinguono granché. In alcuni casi possono essere tematici, dunque riguardano e sono incentrati o sull’economia o sulla cultura. Ma generalmente non accade, pur comprendendo rubriche tematiche, come quelle dedicate ai libri e alla cucina.

L’informazione attraverso i social network

Tuttavia dobbiamo considerare che siamo un popolo di iperconnessi. Tanto che emerge che c’è una tendenza a prendere informazioni da Facebook, YouTube e Google. Come pure attraverso i siti Internet di informazione.

Conclusioni

Da questo quadro emerge che le persone apprendono le informazioni anche dai social, specialmente i giovani. Ma non solo. Seppure c’è il rischio di cogliere informazioni frammentarie.

E c’è da considerare la percezione dello spettatore. Questi può ritenere che le informazioni di un TG piuttosto che di un altro faccia cattiva informazione e non di qualità.

Nonostante i dati che sono divulgati rispetto al calo degli ascolti dei TG nel 2023, si denota che il tempo passa e c’è poco rinnovamento. Eppure all’ora dei pasti ancora il TG, anche se alcuni segnano una diminuzione negli ascolti, rappresenta un posto aggiunto a tavola per la maggior parte della popolazione italiana, sia a pranzo sia a cena.

E ancora chi guarda da casa possiede uno strumento da non sottovalutare, in caso di insoddisfazione: il telecomando.

https://www.periodicodaily.com/lepidemia-che-viene-dalla-cina-in-un-tg-di-50-anni-fa/

Donatella Palazzo
Donatella Palazzo
Psicologa individuale, familiare e di coppia, e scrittrice. Sessoanalista (Istituto Italiano di Sessoanalisi e Dinamiche Sessuali). Specialista delle Risorse umane. Progettista in ambito sociale e scolastico. Membro dello Staff della Casa Editrice Noitrè. L'attività comprende, tra l'altro, la valutazione dei contributi di prossima pubblicazione, l'organizzazione degli eventi da presentare al pubblico e altro in ambito culturale.

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