Talea a Giugno: metodi e tipologie

È una modalità riproduttiva che riguarda le piante legnose e le erbacee perenni.

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La prima cosa da sapere è che la propagazione per talea non è possibile con tutte le piante.

Esistono alcune specie infatti le cui talee non emettono radici o lo fanno in tempi troppo lunghi.

La talea è un pezzetto di pianta (rami, foglie o apici) che, messo in terra o in acqua, radica dando vita a una nuova piantina: è un sistema semplicissimo che richiede ben pochi accorgimenti, ma permette di ottenere, in breve tempo, un numero infinito di piante figlie identiche alla madre.

Come scegliere la radice giusta

La gamma delle specie da cui ricavare talee è pressoché infinita: tutte le piante legnose, sia alberi sia arbusti, ma anche aromatiche e rampicanti (buddleia, deutzia, forsizia, spirea, filadelfo, lauroceraso, edera, rosa, oleandro, pittosforo, acero, lavanda, salvia, rosmarino, timo ecc.), una parte delle erbacee perenni, come gerani, petunie, bocche di leone, ruta ecc., buona parte delle grasse.

Quando possibile, il sistema per talea è però il più usato perché permette di ottenere piante perfettamente identiche alla pianta madre, cosa impossibile partendo dal seme.

n alcuni casi serve pazienza: il tempo di radicazione, cioè di emissione delle radici dalla talea, varia da specie a specie da 4-5 giorni fino a 4 mesi o più ancora.

Servono infatti temperature medie e un minimo di umidità nell’aria.

La talea di ramo in terra: come si fa

È una modalità riproduttiva che riguarda le piante legnose e le erbacee perenni.

Se agite in primavera scegliete rametti dell’anno precedente; mentre in tarda estate utilizzate quelli dell’anno più lignificati: i pezzetti devono essere lunghi 25-30 cm e dotati di molte gemme.

Recideteli appena sotto una gemma con il potatoio pulito e affilato; togliete tutte le foglie alla base lasciando solo quelle in cima alla talea, tagliandole a metà per il largo.

Se desiderate velocizzare il germogliamento, immergete la base della talea nella polvere di ormone radicante: non è un’operazione indispensabile, ma facilita l’attecchimento.

Ponete ogni talea in un vasetto colmo di una miscela di torba e sabbia già leggermente inumidita, interrandola per due terzi (fin quasi alle foglie rimaste).

Se fossero molte, potete utilizzare anche cassette o vasche, distanziando le talee di almeno 8 cm una dall’altra. Vaporizzate il substrato e ponete il contenitore in un luogo fresco (tra 15 e 25 °C), asciutto, mediamente luminoso e privo dei raggi del sole.

Ogni settimana in primavera-estate e ogni 20 giorni in autunno-inverno controllate le talee e vaporizzate il terriccio. Dopo 30-60 giorni le talee primaverili dovrebbero emettere le prime foglioline; mentre quelle autunnali lo faranno nella primavera successiva.

Le piantine primaverili si rinvasano o si invasettano singolarmente dopo un mese dall’emissione delle foglie, in un contenitore di diametro minimo 18 cm, curando in particolare l’irrigazione per il resto dell’estate.

Alla fine del primo inverno, si possono poi trattare come gli esemplari adulti.

Le piantine autunnali, che germoglieranno nel marzo successivo, andranno rinvasate in maggio, seguendo i medesimi consigli appena indicati.

La talea di ramo in acqua: come farla

Un’alternativa alla radicazione in terra è costituita dall’immersione in acqua, idonea per le stesse specie sopra elencate e in particolare per l’oleandro. Prelevate e preparate le talee come indicato sopra.

Con un cutter tagliate l’imboccatura a una bottiglia di plastica trasparente da mezzo litro, e riempitela per tre quarti con acqua fresca.

Tagliate il mezzo centimetro finale di ogni talea e immergetela subito nell’acqua; le talee devono fuoriuscire dal liquido per almeno 4-5 cm. Non devono risultare troppo fitte: al massimo 4-5 talee per ogni bottiglietta.

Appoggiatela in un punto tiepido e luminoso ma lontano dai raggi diretti del sole; ogni settimana controllate il livello dell’acqua, che va semplicemente rabboccata e mai cambiata. In un paio di settimane vedrete i primi sottili filamenti radicali bianchi.

Quando le talee avranno due-tre radici di color crema per ciascuna, potrete invasarle in una miscela di torba e sabbia in parti uguali (diametro vaso min 14 cm).

La talea da cespo: come si fa

Riguarda le erbacee perenni, che tendono ad accestire ingrandendo molto il cespo alla base e obbligando, in alternativa, a fornire vasi sempre più grandi.

Le erbacee perenni vanno divise lontano dalla fioritura.

In maniera precoce in primavera se hanno fioritura estiva, o in giugno se hanno già fiorito, o tardivamente in settembre-ottobre se fioriscono da aprile ad agosto.

Si svasa la pianta madre, si rimuove la maggior parte possibile di terriccio, poi si afferra il cespo con due mani alla base e si tira per separarlo in due parti.

Se l’operazione dovesse risultare difficile, si può anche tagliare in verticale il cespo con un coltello affilato e pulito.

Si rimuovono radici e fusti spezzati, quindi si invasano le due o più piante ottenute ciascuna in un vaso adeguato, procedendo come in un normale rinvaso.

Propagare una pianta per talea significa riprodurla per mezzo di una porzione di ramo con una o più foglie, o addirittura di una sola foglia o anche di un pezzo di fusto o di radice.

Esistono talee legnose, semilegnose, fogliari ed erbacee che a seconda dei casi si possono praticare in primavera, piena estate, fine estate e inverno.

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