Rifiuti, è allarme sulle spiagge italiane

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Rifiuti: le nostre spiagge sono invase da bottiglie, bicchieri ma anche rifiuti pericolosi. A rischio la salute delle aree costiere italiane.

Sulle spiagge italiane è allarme rifiuti. Le coste italiane sono sempre più invase da rifiuti di ogni tipo: bottiglie di plastica, bicchieri, mozziconi di sigaretta, persino ingombranti come pneumatici o elettrodomestici. Una realtà triste se consideriamo che uno dei vanti nazionali è proprio l’immensità del patrimonio costiero: oltre 7500 chilometri di coste bagnate dal mare. Rifiuti abbandonati senza avere consapevolezza delle conseguenze  a cominciare dalla salute pubblica perchè non è raro trovare sulle spiagge anche rifiuti pericolosi come batterie di automobili, ma anche impatti estetici sul paesaggio, sulla pesca, sull’acquacoltura e sul turismo.

Spiagge e biodiversità: i rifiuti sono un pericolo

 

La spiaggia. E il mare. Potrebbe essere la perfezione – immagine per occhi divini – mondo che accade e basta, il muto esistere di acqua e terra, opera finita ed esatta, verità – verità – ma ancora una volta è il salvifico granello dell’uomo che inceppa il meccanismo di quel paradiso, un’inezia che basta da sola a sospendere tutto il grande apparato di inesorabile verità, una cosa da nulla, ma piantata nella sabbia, impercettibile strappo nella superficie di quella santa icona, minuscola eccezione posatasi sulla perfezione della spiaggia sterminata.
Alessandro Baricco, Oceano mare, 1993

La spiaggia è un vero e proprio ecosistema che si caratterizza per il delicato equilibrio, tipico di questa zona a confine tra il mare e la terraferma. Spesso la consideriamo solo una distesa di sabbia dorata, ma la spiaggia è uno scrigno di biodiversità, accogliendo una vegetazione capace di resistere in condizioni di aridità e salinità, habitat ottimale per molti organismi: insetti, uccelli, mammiferi, scarabeo stercorario. I rifiuti mettono in serio pericolo la biodiversità marina: molte specie rischiano l’alterazione dei delicati meccanismi di riproduzione e muoiono ingerendo pezzi di plastica.

 

Il Ministro Sergio Costa promette battaglia contro la plastica

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Solo qualche giorno fa il Ministero dell’Ambiente ha promesso una dura battaglia contro l’invasione della plastica in spiaggia. Lo scorso 12 giugno ha lanciato l’iniziativa Plastic free challenge, utilizzando Twitter per sensibilizzare i cittadini contro l’invasione massiccia di plastica sulle nostre spiagge. cittadini e turisti dando il via alla campagna estiva contro l’abbandono della plastica sulle spiagge e per mettere al bando la plastica monouso.  Dal 5 agosto è partita una massiccia campagna di sensibilizzazione in numerose località  turistiche balneari, toccando in lungo e in largo la penisola e località molto note come Miramare, Santa Maria di Castellabate, Lido di Noto, Sabaudia.

 

Lo stato di salute delle nostre coste a più di trent’anni dalla legge Galasso

Il problema dei rifiuti si va ad agganciare ad altri grandi e irrisolte questioni che riguardano la sicurezza ambientale delle nostre coste: abusivismo, erosione, deturpazione del paesaggio, arretramento della linea di riva. Insomma problemi causati prevalentemente dall’uomo e che minacciano la salute e la bellezza delle nostre coste.

Sono passati poco più di trent’anni dalla legge 431 del 1985, la ben nota legge “Galasso” che prende il nome dal suo promotore, lo storico napoletano Giuseppe Galasso, morto quest’anno e che ha difeso strenuamente le coste, prevedendo la totale inedificabilità a meno di 300 metri dalla costa.

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Ripulire le spiagge: ecco alcune iniziative promosse

Si vanno diffondendo sempre più campagne organizzate e iniziative per ripulire le spiagge dai rifiuti. Squadre di volontari animati dall’amore per l’ambiente si mettono al lavoro per ripulire le spiagge, regalando a queste ultime la bellezza deturpata dall’abbandono e dall’inciviltà.

Una busta di plastica può resistere nel mare fino a 20 anni, un innocuo filo di pesca fino a 600 anni. Un pannolino o un mozzicone potrebbero non degradarsi mai. Il vero problema è la biodegradabilità di molti rifiuti che impiegano anni e anni per essere smaltiti dall’ambiente.

WWF ha lanciato l’iniziativa Spiagge plastic free con diverse tappe sul territorio nazionale. Un vero e proprio tour partito il 3 giugno e che vede al lavoro moltissimi volontari.

Legambiente ha voluto contribuire a liberare dalle tonnellate di rifiuti con l’iniziativa Spiagge e fondali puliti. I rifiuti raccolti sono stati anche catalogati.

A Orbetello, l’iniziativa A pesca di rifiuti è giunta ormai alla terza edizione e ogni anno vede crescere la mobilitazione dei cittadini.

In Costa Smeralda il progetto Agenda Blu è stato promosso dal Comune di Arzachena e ha trovato una delle sue date più significative l’8 giugno, in concomitanza con la Giornata Mondiale degli Oceani.

Educazione ambientale in spiaggia

Il vero motore del cambiamento contro l’inciviltà, la pratica abusiva dell’abbandono dei rifiuti in spiaggia è l’educazione ambientale.  Educare al rispetto dell’ambiente e della biodiversità si rende sempre più necessario di fronte alle grandi emergenze che mettono in serio pericolo gli ecosistemi ma anche la salute umana. Si moltiplicano negli ultimi anni le iniziative didattiche e ludiche per educare e sensibilizzare sul campo, iniziative che partono necessariamente dai più giovani.

A Sorso in Sardegna, il comune ha promosso laboratori ambientali per bambini e ragazzi impegnati in attività come la pulizia dell’arenile.

Un altro interessante progetto di educazione ambientale in riva al mare è andato in scena in Molise, a Montenero di Bisaccia: i bambini hanno acquisito consapevolezza del rispetto e dell’amore per la natura.

A San Salvo, in Abruzzo, l’iniziativa Puliamo a fondo 2018, ha voluto porre l’accento sulla pulizia delle spiagge, integrando attività ricreative, sport mare, Apnea e Subacquea.

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