Origini Pagane del Natale

Una rivisitazione pagana e rurale del Natale.

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Natale richiama alla mente le lucine colorate, l’alberello con le palline rosse e oro, la punta di stella, i doni e tanto cibo in famiglia. C’è chi dice che è ormai una festa commerciale, che si dovrebbe tornare ai vecchi valori religiosi del donare e dell’aiuto reciproco. Ok, ma… siamo sicuri di sapere per certo a quale vecchia religione di preciso dovremmo fare riferimento quando parliamo di tornare alle origini?

Quando eliminiamo Babbo Natale e forziamo la mano con la nascita del Bambin Gesù, siamo proprio sicuri di essere arrivati in fondo alle matriosche dell’origine ultima della festa più amata da grandi e piccini da centinaia di secoli?

Un po’ di storia del Natale

Nell’XI secolo è iniziata la cristianizzazione dei riti pagani rurali delle terre del mondo allora conosciuto, sostanzialmente l’Europa, l’Asia minore e il Nordafrica. Tali terre erano conquistate da eserciti sempre diversi, romani, germanici, greci e dell’Asia minore fino in India, accomunate apparentemente solo da popoli sostanzialmente agricoltori e allevatori, devoti a qualsiasi forma di divinità gli propiziasse un buon raccolto.

Inoltre, non tutti sanno che, all’inizio della storia scritta, molti e molti secoli prima di Cristo, quando queste terre erano anche geograficamente più vicine, la lingua parlata era la stessa, un substrato linguistico comune chiamato l’indeuropeo parlato dall’Italia, alla Svezia, all’India.

La stessa lingua originaria e lo stesso tipo di vita rurale richiedeva quindi l’esistenza di analoghi riti, e una loro facile diffusione anche nelle terre appena conquistate da eserciti apparentemente molto lontani. L’avvento di una religione nuova come il Cristianesimo, slegato completamente dalle esigenze contadine, richiedeva necessariamente una sorta di forzatura per imporre nuovi riti e miti. A dire il vero, più che di forzatura si è trattato di un’opera di sovrapposizione di nuove divinità alle esistenti, per cui sante prendevano il posto di demoni – leggi a questo proposito Il lato pagano di Santa Lucia e ricorrenze naturali a compleanni di santi e profeti. Questo è quello che è successo al Natale.

Il Natale – festa della luce nel buio

Abbiamo già spiegato nell’articolo di Santa Lucia Il lato pagano di Santa Lucia che i giorni dal 12 Dicembre al 6 Gennaio, sono i giorni in cui il buio e il gelo prendono il sopravvento. Questo avvicinarsi di notte era paragonato all’avvicinarsi del mondo spettrale al mondo dei vivi. Dobbiamo immaginarci notti infinite nei boschi o nei campi desolati, con il rumore di animali in lontananza e senza corrente o lampadine. Per cui ogni dodici giorni veniva festeggiata la luce, il 13 con Santa Lucia, il 25 con il Natale e il 6 Gennaio con l’Epifania. Ovviamente con nomi molto diversi a seconda dei luoghi.

Il bambino che nasce a Natale altro non è che il simbolo della rinascita della luce, un simbolo propiziatorio per l’anno agrario entrante. In realtà nella storia non c’è solo una nascita ma molto spesso troviamo anche la morte come simbolo di una stagione ormai chiusa.

I cicli dell’anno

Origini di Babbo Natale

Anche Babbo Natale che viaggia con la slitta trainata dalle renne è un simbolo avvicinabile al tragitto del Dio del Sole attraverso le dodici stazioni di un ciclo solare, poi trasformate in mesi. La slitta come carro solare, la slitta che viene dal freddo nord, simbolo di oscurità per portare doni e luci nel mondo e quindi portare la rinascita.

Natale è il giorno del trionfo delle luci. Ancora oggi mettiamo luci sugli alberi, nelle città, nei balconi delle case. Portiamo luce e speranza contadina nella fine del freddo e in ottimo raccolto estivo. Inoltre, stiamo in casa a mangiare i frutti dell’inverno, arance con la vitamina C, torte alla frutta secca con la vitamina D carente in mancanza di sole e beviamo tisane e cioccolate per combattere l’inverno.

Il Carro solare paragonato a Babbo Natale

Natale in famiglia

Non da ultimo a Natale si sta assieme, in famiglia, festeggiamo la nascita di una nuova vita, quella di Gesù, come estremo simbolo di amore famigliare. Combattiamo stando uniti la depressione che è tipica delle giornate di inverno. Si stima che durante le feste e l’inverno aumenti anche il tasso di depressioni e suicidi.

A Natale si va anche a Messa, favorendo quindi la meditazione sui temi dello scambio e dell’amore divino, che nella frenesia della vita quotidiana vanno sempre più a mancare.

Con questa pittoresca e rurale rivisitazione del Natale, immaginandovi tutti a tavola vicino a chi amate di più vi auguriamo un fantastico Natale di amore e gioia e tanta serenità.

Se volete approfondire l’argomento vi consigliamo il blog axismundi.blog.

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