Nuova Caledonia: scontri a Noumea, coprifuoco e aeroporto chiuso

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Nuova Caledonia: scontri a Noumea, coprifuoco e aeroporto chiuso

Violenti scontri a Noumea, in Nuova Caledonia, dopo la proposta di modifica alla costituzione per introdurre un nuovo sistema di voto. Il governo ha imposto il coprifuoco e chiuso l’aeroporto.

Nuova Caledonia: scontri a Noumea, cosa sta succedendo?

Il governo della Nuova Caledonia ha lanciato un appello alla “ragione e alla calma” dopo le rivolte notturne e le violente nella capitale Noumea. “Nessun motivo di malcontento, frustrazione e rabbia potrebbe giustificare il indebolimento o la distruzione di ciò che il Paese è stato in grado di costruire per decenni e di ipotecare il futuro”, ha affermato il governo.  Il governo ha poi imposto in coprifuoco notturno di 12 ore, mobilitato le forze di sicurezza e chiuso l’aeroporto internazionale.

Ad innescare le violenti proteste è stata la proposta di modifica alla costituzione della Nuova Caledonia, in particolare le modiche al sistemo di voto, che consentirebbero a più migranti sull’isola – in molti casi provenienti dalla Francia – di votare. I cambiamenti permetterebbero a più migranti nel territorio di votare, cosa che i sostenitori dell’indipendenza temono possa diluire il voto degli indigeni Kanak.  La Francia vuole aggiornare l’accordo di Noumea del 1998 che ha contribuito a porre fine a un decennio di conflitto delineando un percorso verso l’autonomia graduale e limitando il diritto di voto per le elezioni locali agli indigeni Kanak e ai migranti che risiedevano sull’isola prima del 1998. 

Più di un quarto di secolo dopo, Parigi prevede di aprire il diritto di voto alle persone che sono nel Paese da più di 10 anni ininterrottamente. Dei circa 270.000 abitanti dell’isola, circa 40.000 sarebbero cittadini francesi che non possono votare alle elezioni locali, una situazione che il governo di Parigi ha definito “assurda”. Dal 2021, la Nuova Caledonia è guidata dal movimento indipendentista con presidente Louis Mapou, primo leader Kanak indipendentista. Tuttavia, tre recenti referendum – nel 2018, 2020 e 2021 – si sono conclusi con un voto a favore della permanenza del territorio francese.


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