sabato, Aprile 20, 2024

Migranti: più di 2.500 migranti sono morti o dispersi nel Mediterraneo quest’anno

Il numero di migranti morti o scomparsi nel tentativo di attraversare il Mediterraneo continua ad aumentare. In occasione di una riunione del Consiglio di Sicurezza a New York dedicata alla crisi dei migranti nell’area, Ruven Menikdiwela, direttore dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha messo in guardia sulla situazione. “Al 24 settembre, più di 2.500 persone sono state registrate come morte o disperse” dall’inizio dell’anno, un aumento di quasi il 50% rispetto alle “1.680 persone nello stesso periodo” del 2022, ha annunciato. Prima di aggiungere: “Si perdono vite anche sulla terraferma, lontano dagli occhi del pubblico”.

LA RICHIESTA DI “ISTITUIRE UN MECCANISMO REGIONALE”

Il viaggio dall’Africa occidentale o orientale e dal Corno d’Africa verso la Libia e i punti di partenza sulla costa rimane uno dei più pericolosi al mondo”, ha spiegato Ruben Menikdiwela. I rifugiati e i migranti che viaggiano via terra dall’Africa subsahariana rischiano di morire e di subire gravi violazioni dei diritti umani ad ogni tappa”. Secondo i dati che ha rivelato, tra il 1ᵉʳ gennaio e il 24 settembre 2023, un totale di 186.000 migranti sono arrivati nell’Europa meridionale (Italia, Grecia, Cipro e Malta), di cui 130.000 in Italia, “con un aumento dell’83% rispetto allo stesso periodo del 2022”.

Per quanto riguarda i Paesi di partenza, tra gennaio e agosto 2023, più di 102.000 migranti hanno tentato di attraversare il Mediterraneo dalla Tunisia e 45.000 dalla Libia. Di questi, 31.000 sono stati salvati in mare o intercettati e sbarcati in Tunisia e 10.600 in Libia, secondo il direttore dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

Ruven Menikdiwela ha poi parlato della recente ondata di migranti arrivati sull’isola italiana di Lampedusa, sottolineando che l’Italia “non è in grado di rispondere da sola alle esigenze” di questi migranti. Ha ribadito la richiesta di “istituire un meccanismo regionale di sbarco e ridistribuzione” per le persone che arrivano via mare.

IL MEDITERRANEO, UNA “TRAPPOLA MORTALE

Da parte sua, l’ambasciatore russo all’ONU, Vassili Nebenzia, ha messo in discussione l’Unione Europea, denunciando la sua responsabilità per la “trappola mortale” che il Mediterraneo rappresenta. “Abbiamo l’impressione che l’Unione Europea stia conducendo una guerra non dichiarata contro i migranti che stanno morendo perché non hanno altre rotte più sicure”, ha affermato. Ha inoltre deplorato il fatto che l’UE si occupi solo dei migranti ucraini e che gli altri non godano “dello stesso livello di solidarietà”.

L’ambasciatore francese Nicolas de Rivière ha risposto che la Russia è, come sempre, “assente quando si tratta di rispondere alle crisi umanitarie”, riferendosi ai contributi russi al bilancio dell’UNHCR. E ha aggiunto: “La presenza di Wagner (un gruppo paramilitare russo) nel Sahel contribuisce all’instabilità della regione, che alimenta il terrorismo e porta a spostamenti di popolazione”.

Sowmya Sofia Riccaboni
Sowmya Sofia Riccaboni
Blogger, giornalista scalza (senza tesserino), mamma di 3 figli. Guarda il mondo con i cinque sensi, trascura spesso la forma per dare sensazioni di realtà e di poter toccare le parole. Direttrice Editoriale dal 2009. Laureata in Scienze della Formazione.

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