Antonioni. Ricordando un grande maestro del cinema

1
764

Antonioni. Il maestro dell’incomunicabilità

Michelangelo Antonioni.  Il 29 settembre del 1912 nasce uno dei più importanti registi mondiali, Antonioni. Il regista è di  Ferrara, di famiglia medio borghese e si laurea in Economia e Commercio, ma le sue vera passioni sono il cinema, il teatro e la pittura. Alla fine degli anni trenta inizia però a scrivere articoli nella rubrica cinematografica del Corriere Padano di Nello Quilici e più tardi, dopo essersi trasferito a Roma nel 1940, per la rivista Cinema. Nella redazione incontra anche importanti intellettuali.

Antonioni
Michelangelo Antonioni: un’immagine giovanile

In questi anni frequenta poi il Centro Sperimentale di Cinematografia dove impara l’arte del cinema e della regia.

La grande passione per il cinema

Antonioni ha al suo attivo tantissimi film e riconoscimenti mondiali che lo rendono a tutti gli effetti uno dei grandi della storia del cinema mondiale. Molti registi di fama si sono ispirati alla sua idea del cinema. Ricordiamo: Akira KurosawaMartin ScorseseFrancis Ford Coppola e Wim Wenders. Ci lascia a 95 anni, il 30 luglio 2007, nella sua casa a Roma, dove viveva. Per sua volontà viene tumulato nel cimitero monumentale della Certosa di Ferrara. Muore lo stesso giorno di un altro grande del cinema: Ingmar Bergman, una coincidenza interessante.

Michelangelo Antonioni

Le suo ultime opere sono state: Al di là delle nuvole del 1994, diretto insieme a Win Wenders e Eros (2004), diviso in tre capitoli diretti da Antonioni, Wong Kar-WaiSteven Soderbergh.

Antonioni: Pensiero e Carriera

La sua opera segna una rottura con i film del neorealismo. Il regista è stato definito un regista “borghese-autore della crisi”. Antonioni inizia la sua carriera nel 1942 quando collabora alla sceneggiatura di Un pilota ritorna di Roberto Rossellini e lavora come aiuto regista per Marcel Carnè.  Il suo primo documentario è Gente del Po del 1947, un lavoro lungo 4 anni. Negli anni seguenti dirige tre lungometraggi I vinti, del 1953, sulla violenza nel mondo giovanile; La signora senza camelie, ancora del 1953, sui meccanismi sconcertanti che regolano il divismo cinematografico; Le amiche, del 1955, film tratto dal romanzo di Cesare PaveseTra donne sole.

La scelta dell’incomunicabilità

Con Il grido, lungo del 1957, concentra l’attenzione sull’individuo, sulle sue crisi esistenziali, sul suo vivere in una società che sente estranea. Il film non riscuote successo e Antonioni torna in questo periodo al teatro (la sua prima passione), dove collabora con Monica Vitti che diventerà sua compagna e musa ispiratrice.

Antonioni
Michelangelo Antonioni e Monica Vitti

Tornato al cinema, Antonioni affina il suo stile. Parla della difficoltà delle relazioni, della realtà che è inafferrabile, del disagio individuale causato da una società sempre meno comunità. Il regista punta l’attenzione sui personaggi e sulla loro interiorità. Fa una dura critica alla classe media che in quegli anni si stava definendo con tutte le sue caratteristiche negative.

Gli anni ’60 e ’70

Siamo negli anno ’60 e in questo periodo il regista gira capolavori come L’avventura, del1960, La notte, del 1961, L’eclisse, Deserto rosso (1964), molti con Monica Vitti, che successivamente abbandonerà il dramma dopo la fine del suo rapporto con il regista, per la commedia. La visione dei film è pessimista. I suoi personaggi si muovono quasi senza empatia e emotività umanamente comprensibile.

Antonioni
Deserto rosso: una scena

Lo sguardo di Antonioni è attento ai cambiamenti sociali e a come l’uomo si trasformi a causa di questi. Nel 1967  in Blow-up e in Zabriskie Point, del 1969, sottolinea il male del consumismo, una società che profeticamente è destinata all’autodistruzione. Scruta a analizza anche altre realtà come in Chung kuo, Cina, del 1972, dove si confronta con la Cina comunista di Mao. Indimenticabile poi Professione reporter, del 1974, con Jack Nicholson, il cui tema è sui rapporti tra Occidente e Terzo Mondo

Torna alla regia con un film sperimentale per la televisione, Il mistero di Oberwald, del 1980, girato con innovativi e anomali mezzi elettronici. Nel 1982 è nuovamente al cinema con Identificazione di una donna, dove mette in risalto la crisi sentimentale e comportamentale. Dopo la lavorazione di questo film, Antonioni, assistito dalla nuova compagna Enrica Fico, si limita a girare qualche documentario e accetta di dirigere il videoclip di Fotoromanza per Gianna Nannini e uno spot pubblicitario per la Renault.

Malattia e ultimi anni

Nel 1985 il maestro viene purtroppo colpito da un ictus, che lo segnerà per tutto il resto della sua vita, anche se continuerà a lavorare. Nel 1986 sposa la sua compagna con cui è legato da 14 anni.

Durante gli ultimi anni, dopo aver girato i suoi ultimi lunghi e un documentario Lo sguardo di Michelangelo, si dedica a un’altra delle sue grandi passioni: la pittura esponendo in diversi mostre.

Antonioni

Nel marzo 2011, dopo la sua morte, la nipote Elisabetta fonda l’Associazione Michelangelo Antonioni. L’obiettivo è far conoscere il lungo e importante lavoro del maestro di Ferrara.

I premi della lunga carriera di Antonioni

Antonioni ha vinto tutti i premi più importanti del cinema. Festival di Venezia:Leone d’Oro al miglior film nel 1964 per Deserto rosso, Leone d’Oro alla carriera nel 1983. Festival di Cannes:premio della giuria nel 1960 per L’Avventura, premio della giuria nel 1962 per L’eclisse, Palma d’oro nel 1967 per Blow-Up, premio speciale del 35º Anniversario nel 1982 per Identificazione di una donna. Festival di Berlino: Orso d’Oro nel 1961 per La notte. Festival di Locarno: Pardo d’Oro nel 1957 per Il grido.

Premio Oscar: nomination all’Oscar al miglior regista nel 1967 per Blow-Up, nomination all’Oscar alla migliore sceneggiatura originale nel 1967 per Blow-Up, Oscar alla carriera nel 1995.

Antonioni con l’Oscar alla carriera

Nastro d’argento: Nastro d’Argento al miglior documentario nel 1948 per N. U. – Nettezza urbana, Nastro d’Argento al miglior documentario nel 1950 per L’amorosa menzogna, premio Speciale nel 1951 per Cronaca di un amore, Nastro d’Argento al miglior regista nel 1956 per Le amiche, Nastro d’Argento al miglior regista nel 1962 per La notte, Nastro d’argento al regista del miglior film straniero nel 1968 per Blow-Up, Nastro d’Argento al miglior regista nel 1976 per Professione: reporter, premio Speciale alla carriera nel 1995. David di Donatello: David di Donatello al miglior regista nel 1961 per La notte, David Luchino Visconti nel 1976 per Professione: reporter.

Commenti