M5S a pezzi: Crimi contrariato annuncia l’addio

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Ricorso Crimi

Beppe Grillo, quello che ha dato la visione di essere un rivoluzionario pubblica un nuovo post e crea nuove crepe. Il M5S a pezzi perde un altro storico esponente, Vito Crimi. È stato uno dei capisaldi. Ha rappresentato per primo il Movimento al senato con non poche critiche ma oggi prende una decisione. Si a Conte, no a Beppe. Scelta ponderata o il carro di Conte sembra più vincente?

La dichiarazione di Crimi è definitiva?

È di qualche ora fa il post su Facebook dove Vito Crimi annuncia la sua presa di posizione e le sue motivazioni. Crimi, iscritto al meetup del Movimento 5 Stelle di Brescia dal 2007, è stato uno dei primi eletti al Senato per il M5S nel 2013 e quindi tra i primi ad aver portato la parola dei pentastellati in parlamento. Inoltre è stato il primo rappresentante del gruppo parlamentare, insieme a Roberta Lombardi. Furono i primi grillini conosciuti per lo storico incontro in streaming con Bersani. Tutto questo per sottolineare da quanto Crimi dedica tempo e vita al M5S e quali ruoli ha avuto (meritati o meno). Senza contare le nomine ricevute durante e dopo il governo Conte. È proprio dopo tutto questo impegno che la doccia arriva fredda, quasi ghiacciata. Crimi attacca il post di Beppe Grillo e difende Conte e spiega le sue ragioni. “Gli avvenimenti di questi giorni, in particolare delle ultime ore, mi inducono ad una profonda riflessione sul mio ruolo nel Comitato di Garanzia e sulla mia permanenza nel MoVimento”. Questa la frase chiave della dichiarazione. Crimi si riferisce al post di Beppe di ieri. Dichiara inoltre che prende atto della decisione di Grillo di indire una votazione e che sa che è nelle sue facoltà ma che così ne ha impedito la discussione. Inoltre spiega come la piattaforma Rousseau sia inadeguata dopo la sentenza del Garante della Privacy dei primi di giugno.

Il M5S a pezzi e il post di Grillo

Ultimamente sembra che Beppe Grillo da garante del Movimento 5 Stelle si stia trasformando in distruttore. Dopo le uscite forzate durante la fiducia del governo Draghi continua la lunga lista degli eletti che abbandonano la nave. Il M5S a pezzi sembra non farne una giusta e Grillo di certo non aiuta la situazione. Sembrava aver trovato finalmente pace e una nuova luminosa via con la nomina di Giuseppe Conte come capo politico del movimento. Ma probabilmente Conte entrerà nella storia come uomo politico dalle grandi risorse e umanità ma con il maggior numero di porte sbattute il faccia. Prima Salvini, poi Renzi, poi tutto il M5S ed ora chi l’ha sempre sostenuto: Beppe Grillo. Ma anche questa scelta ha le sue ripercussioni e crea crepe nel movimento evidenti anche dalla luna. Per riassumere brevemente il post incriminato di Grillo di ieri possiamo dire che ha declassato Conte da perfetto capo politico a uomo senza visione, progetti e idee. Ha poi dichiarato che il problema non è il consenso politico ma la mancanza di organizzazione, competenza e valori. E infine ha indetto una votazione sulla piattaforma Rosseau, quella piattaforma di Casaleggio che aveva fatto appunto battibeccare quest’ultimo con Conte. Senza contare che è dovuto intervenire anche il Garante della Privacy.

Quale futuro per il M5S?

Per citare un famoso film: “Il futuro non è ancora stato scritto, quello di nessuno di noi. Perciò createvelo buono”. Ma Crimi la sua scelta l’ha fatta e sceglie Conte. Rimarrà nel gruppo il tempo utile per accompagnare il Movimento a nuove consultazioni. Se mettiamo su una bilancia le scelte del M5S e di Conte negli ultimi 2 anni probabilmente farebbero tutti la stessa scelta. Il futuro di Conte è anch’esso nelle sue mani. Conte ha all’attivo due governi dove ha sempre lottato con i denti, ha fatto nomi e cognomi, ha domato tigri, leoni e grilli, ha portato a casa una delle contrattazioni più storiche d’Europa, ha affrontato lo scoppio di una pandemia da capo del governo e tutto sempre a testa alta. Il M5S invece ha visto un segno positivo nel suo elettorato soltanto quando Conte ha dimostrato di che pasta è fatto. L’ha sostenuto, l’ha elogiato, l’ha poi messo da parte e gli ha dato in mano il suo destino ma solo finche gli va bene. Diciamo che, se il M5S ha un futuro, sarà difficile che sia senza Conte. Beppe Grillo parla di progetti lungimiranti, fino al 2050 addirittura. Ma ora ha una delle sfide più grandi da portare a termine. Arginare le falle, ritrovare armonia comune e dimostrare compattezza. Il futuro non è ancora stato scritto, ma il passato parla chiaro. Solo un cambio di marcia può salvare questo M5S a pezzi.