L’occupazione franco-belga della Ruhr- gennaio 1923

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L'occupazione franco-belga della Ruhr

L’occupazione franco-belga della Ruhr iniziò l’11 gennaio 1923. Traendo pretesto dalla mancata corresponsione di alcune riparazioni di guerra, Francia e Belgio inviarono truppe nel bacino della suddetta regione tedesca.

L’occupazione franco-belga della Ruhr: i problemi dopo la fine della Prima Guerra Mondiale

L'occupazione franco-belga della Ruhr

Alla conclusione della Prima Guerra Mondiale, il bacino carbonifero e siderurgico della Ruhr si trovò al centro del confronto fra la Germania e i suoi vincitori. I ritardi nelle forniture imposte dal Trattato di Versailles (1919) ai Tedeschi a titolo di riparazione dei danni di guerra provocarono come rappresaglia, l’occupazione del territorio da parte delle truppe alleate. Particolarmente duro fu l’atteggiamento della Francia, la quale, spalleggiata dal Belgio, nel gennaio 1923 occupò la regione e cercò praticamente di staccarla dal resto della Germania.

L’occupazione franco-belga della Ruhr: la reazione della Germania

L'occupazione franco-belga della Ruhr

Il governo tedesco non poteva reagire militarmente e dunque incoraggiò la popolazione alla resistenza passiva. Di conseguenza imprenditori e operai della Ruhr abbandonarono le fabbriche rifiutando qualunque tipo di collaborazione con gli occupanti. Intanto gruppi clandestini, formati per lo più da membri dei disciolti corpi franchi, organizzarono attentati e sabotaggi contro i franco-belgi. Quest’ultimi reagirono con fucilazioni e arresti di massa.
Le conseguenze sull’economia della Germania, già piuttosto instabile, furono devastanti. Il marco abbandonato al suo destino precipitò a livelli impensabili e perse quasi del tutto il suo valore di acquisto. Nel momento più drammatico della crisi, la classe dirigente riuscì a reagire. Nell’agosto del ’23, infatti, si formò un governo di grande coalizione. Esso ordinò la fine della resistenza passiva e riallacciò i contatti con la Francia.
Inoltre, le pressioni moderatrici della Gran Bretagna e degli Stati Uniti sulla Francia portarono a un compromesso sulle riparazioni (piano Dawes, agosto 1924). Di conseguenza si procedette all’evacuazione della Ruhr (ottobre 1924-luglio 1925).

La Ruhr: la situazione dopo la Seconda Guerra Mondiale

Dopo la seconda guerra mondiale, terminato il regime di occupazione della Germania, si affidò la gestione del bacino carbo-siderurgico a un’Alta Autorità internazionale della Ruhr. Quest’ultima fu creata nel 1949 con la partecipazione di Germania e Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia ma anche di Belgio, Olanda e Lussemburgo. Lo scopo era quello di assicurare l’uso pacifico delle risorse del territorio nonché la loro equa distribuzione fra i vari Paesi interessati.

La Ruhr e la costituzione della CECA

Con la costituzione della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA) questo regime scomparve (1952) e la regione entrò a far parte della Repubblica Federale di Germania. Qui la creazione (1946) del Land della Renania Settentrionale-Vestfalia, abolendo i precedenti confini fra queste due entità amministrative, favoriva l’ulteriore coesione regionale ed economica del bacino.

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