Le origini della “Festa del Papà”: 19 giugno 1910

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Vskafandre

È il 19 giugno del 1910 quando viene celebrata per la prima volta la Festa del Papà. L’idea nasce dalla signora Sonora Smart Dodd dopo essersi lasciata ispirare da un sermone annunciato nella chiesa locale il giorno della Festa della Mamma.

Sonora Smart Dodd

La prima Festa del Papa è però documentata due anni prima, negli Stati Uniti, ma la signora Dodd non è a conoscenza dei festeggiamenti quando decide di organizzare la festa per il compleanno del padre, un veterano della guerra di secessione americana e che allevò da solo sei figli.

Dodd ha voluto celebrare suo padre per l’esempio di amore che le ha trasmesso. Sentendosi orgogliosa di questo, decide di chiedere alle istituzioni di Spokane l’ufficializzazione del giorno dedicato alla figura del Papà. L’intento è quello di far coincidere la festa con il giorno del compleanno del padre – il 5 giugno – ma la ritardata comunicazione agli organizzatori fa slittare la festa alla terza domenica di giugno. L’iniziativa inizialmente però non ha grande successo, e finisce nel dimenticatoio fino agli anni ’30.

Finalmente, dopo numerosi tentativi, viene firmata una legge nel 1972 dal Presidente del Congresso degli Stati Uniti d’America, Richard Noxon che riconosce ufficialmente la Festa del Papà. La tradizione viene rispettata ancora oggi negli USA e in altri 46 stati. La data della Festa del Papà cambia da Paese a Paese. Nei Paesi di tradizione cattolica, la Festa del Papà viene festeggiata il 19 marzo, festa anche di San Giuseppe.

In altri Paesi, la Festa del Papà segue le tradizioni locali. In Russia, ad esempio, è celebrata come la “festa dei difensori della patria”. In America del Sud è molto sentita la Festa del Papà, infatti oltre a festeggiare i padri, si festeggiano anche i nonni e gli zii.

San Giuseppe, Festa del Papà

Nel 1871 la Chiesa Cattolica proclama San Giuseppe come protettore dei padri di famiglia: <<In Giuseppe hanno i padri di famiglia il più sublime modello di paterna vigilanza e provvidenza; i coniugi un perfetto esemplare d’amore, concordia e fedeltà coniugale; i vergini un tipo e difensore insieme della integrità verginale. I nobili imparino da lui a conservare anche nella avversa fortuna la loro dignità e i ricchi intendano quali siano quei beni che è necessario desiderare. I proletari e gli operai e quanti in bassa fortuna debbono da lui apprender ciò che hanno da imitare>>.

Giuseppe, nella sua storia, è stato un padre d’esempio. Insegna a suo figlio a credere ed inseguire la sua strada, riuscendo a mettersi da parte, quasi in ombra. È un uomo pratico, sempre pronto al lavoro. Giuseppe è anche un padre profugo, un migrante a causa del censimento che lo costringe a fuggire a Betlemme. Un uomo giusto, prudente, pieno di speranza e di amore incondizionato. Non solo ha creduto nei suoi sogni, ma anche nei sogni della donna amata, dimostrando che si può amare, capire e custodire, piuttosto che abbandonare e tradire.

Per questo San Giuseppe è un esempio di paternità, perché in lui c’è la figura del padre lavoratore, del padre profugo, del padre che sa mettersi da parte per amore della propria famiglia e del padre che rimane padre davanti ad ogni situazione.

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In copertina: Illustrazione di Vskafandre

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