giovedì, Aprile 18, 2024

L’area archeologica di Vieste

Vieste non è solo mare, infatti quando si parla della ‘perla del Gargano’, la maggior parte dei turisti che progetta un viaggio qui non immagina che sia un importante polo archeologico. Andiamo a conoscere l’area archeologica di Vieste più da vicino.

In vacanza a Vieste

Conosciamo da vicino l’area archeologica di Vieste perché questa bellissima località, chiamata ‘perla del Gargano’, è maggiormente conosciuta per il mare. Invece, presenta scenografici paesaggi relativi a realtà archeologiche, considerate anche sacre. Infatti, sono stati luoghi di culto dei secoli addietro.

Vieste si presenta con un centro storico molto grazioso, che sorge su un’enorme roccia che domina sul mare. All’inizio della spiaggia a sud del centro abitato si trova il ‘Pizzomunno’, imponente monolite in pietra calcarea alto 25 metri. Troviamo la ‘Marina piccola’, cioè una baia in pieno centro. Tra le falesie bianche a strapiombo sul mare ci sono le grotte che sono circa venti. Poi il Faro di Vieste, che si erge sull’isolotto di Santa Eufemia.

Il polo archeologico di Vieste

Facciamo riferimento proprio all’isolotto di Sant’Eufemia che è di fronte alla città per raccontarvi le meraviglie dell’area archeologica di Vieste.

Innanzitutto, scopriamo il Santuario di Venere Sosandra che è sacro il culto a Venere Salvatrice.

Venere Sosandra

L’espressione ‘Venere Sosandra’ in greco significa ‘Salvatrice degli uomini’. Venere Sosandra era una divinità legata alla sfera del mare, soprattutto al viaggio marittimo. Il mare era percepito come pericoloso nell’immaginario. E nel reale lo è e si è arricchito di significati e di metafore. Quindi si è sviluppata la dimensione della sacralità connessa alla navigazione anche per via del culto alle divinità legate al viaggio del mare. Come Zeus, Apollo, Artemide, Venere, Iside e i Dioscuri.

Visitare l’isola

Il 23 giugno 2023 è stata data la possibilità di visitare l’isola e gli scavi. Grazie al Polo Culturale di Vieste per una settimana, in occasione della quarta campagna di scavi archeologici nell’area del santuario rupestre di Venere Sosandra sull’Isola di Sant’Eufemia, è stato possibile visitare l’area archeologica grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi di Bari e di Foggia, la Soprintendenza ABAP BAT e FG, il Comune di Vieste e il Polo Culturale, con l’autorizzazione della Marina Militare.

Le iscrizioni trovate dopo gli scavi nell’area archeologica di Vieste

L’Isola di Sant’Eufemia ha rivestito un ruolo strategico per via delle risorse d’acqua dolce garantite da sorgenti sotterranee.

Si tratta di un bene prezioso per i naviganti lungo la ‘rotta adriatica’ che facevano sosta lì. Ed è ribadito l’aspetto della sacralità perché troviamo sulle pareti delle grotte le iscrizioni in grafite, con simboli cristiani e croci.

Quest’Isola di Sant’Eufemia riporta iscrizioni che ci fanno comprendere la vita della comunità che era addetta al culto. Ritroviamo iscrizioni in latino su Tabula ansata con dedica a Venere Sosandra del II secolo avanti Cristo. Come pure è stata rinvenuta una sepoltura all’esterno degli ipogei durante scavi datate V-IV secolo dopo Cristo.

Gli itinerari archeologici

Vieste possiede un bel Museo Civico Archeologico intitolato al medico Michele Petrone, vissuto tra il 1867 e il 1935. E’ stato studioso locale e pioniere delle ricerche storiche archeologiche sulla città garganica.

La visita al Museo Archeologico è consigliata per documentarsi sul territorio a partire dalla miniera di selce della Defensola, ovvero uno dei siti preistorici più straordinari che è stata scoperta e a lungo indagata da un team dell’università di Siena. La Defensola risale a 7000 anni fa e non è accessibile al normale turista. Infatti anche gli archeologi devono strisciare per fare delle indagini.

Reperti e documenti e filmati sono proposti nel museo e interessante sono anche le testimonianze nell’epoca preromana tra cui una ricca sepoltura appartenente a esponenti della locale aristocrazia, rinvenuta nell’area dell’attuale municipio di Vieste e datata al III e II secolo avanti Cristo.

Comprende un repertorio di ceramiche e altri oggetti tipici della civiltà della Daunia, oltre che una bella collezione di anfore e ancore, testimoni della fioritura dei commerci per mare in età romana.

Interessante sito da visitare è la Necropoli La Salata sempre sulla costa del Gargano, a pochi chilometri a nord di Vieste. Si tratta della necropoli rupestre di età V e VII secolo dopo Cristo, non lontano dal Santuario della Madonna di Merino, che è una villa romana con imponenti strutture per la produzione di vino. A La Salata lungo tutto il costone roccioso affacciato sul mare in un’area umida salmastra, si snoda un insieme di grotte occupate da centinaia di tombe ad arcosolio.

Il contesto paesaggistico è di grande interesse dal punto di vista geologico botanico e faunistico. Infatti l’ambiente umido attraversato da ruscelli di acqua purissima e molto salata rappresenta di un ecosistema ricco di storia.

Sono state condotte delle ricerche che hanno prodotto dei risultati interessanti rispetto alla considerazione di Vieste come comunità di patrimonio.

Conclusioni

Infatti, Vieste è una città cresciuta grazie al turismo. Ma è necessario valorizzare i propri beni culturali e paesaggistici in funzione della crescita del turismo culturale che la città sta cercando. Quindi anche attraverso uno sviluppo sostenibile e sano. Si tratta di proseguire gli scavi in tutta l’area antistante le grotte. Come pure di restaurare consolidare le iscrizioni e di permettere ai visitatori di frequentare il santuario di Venere Sosandra per conoscere le tante storie che questo luogo racconta.

https://www.periodicodaily.com/bellezza-nel-gargano-quali-sono-i-borghi-piu-belli/

Donatella Palazzo
Donatella Palazzo
Psicologa individuale, familiare e di coppia, e scrittrice. Sessoanalista (Istituto Italiano di Sessoanalisi e Dinamiche Sessuali). Specialista delle Risorse umane. Progettista in ambito sociale e scolastico. Membro dello Staff della Casa Editrice Noitrè. L'attività comprende, tra l'altro, la valutazione dei contributi di prossima pubblicazione, l'organizzazione degli eventi da presentare al pubblico e altro in ambito culturale.

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