Avete presente una di quelle sere dove tutto sembra funzionare all’opposto di come dovrebbe? Ecco, proprio quella è stata la sera che ha dato vita a questa intervista. Vincenzo Di Michele, Agrotecnico e Laureato in Scienze Naturali, guida naturalistica Aigae nonché docente, si è seduto di fronte a me e, a quattrocchi, abbiamo discusso di temi ambientali importanti. Vincenzo di Michele si occupa anche di divulgazione scientifica, di educazione e di interpretazione ambientale per enti e associazioni quali la Lipu di Varese, l’Osservatorio di Monteviasco etc..
Ho pensato fosse una delle migliori persone della zona del varesotto a cui chiedere informazioni sull’accaduto, vista la sua attenzione per la natura, la sua sensibilità per casi come questi e vista anche la sua passione per la fotografia naturalistica.

Questo non è stato il primo incendio avvenuto al Parco Campo dei Fiori, vero?
Esattamente. Oltre a questo incendio, iniziato il 3 Gennaio 2019, c’è stato quello datato il 25 Ottobre 2017.

Ci descrivi cosa è accaduto questo 3 Gennaio 2019?
Sono stati distrutti più di 400 ettari di bosco; molti animali hanno perso la vita. La forte siccità autunno-invernale, il vento secco, hanno contribuito al proliferare delle fiamme. E’ stato un giorno ostile; il forte incendio si è sviluppato in diverse zone: accesosi al passo della Motta Rossa è poi salito sulla montagna del Monte Martica dove è arrivato al crinale per poi scendere in Valfredda e in Valvassera, due valli laterali della Valganna. Ha avuto tre giorni di intensa attività per poi essere completamente spento il  10 di Gennaio.

Incendio sulla Martica – Vincenzo Di Michele

Vuoi raccontarci qualcosa in particolare sul Parco Regionale Campo dei Fiori? Creiamo con poche parole un breve ritratto di questa chicca naturalistica..
Il Parco Campo dei Fiori è la prima grande aerea naturale sita a nord di Varese; si estende sui territori occupati dal Massiccio del Campo dei Fiori e dal Massiccio del monte Martica. E’ delimitata a nord e a nord-ovest dalla Valcuvia, a est dalla Valganna, a sud dal lago di Varese. I due massicci sono separati dalla Val di Rasa che unisce la Valcuvia alla Valle dell’Olona.
Campo dei Fiori appartiene alla catena delle Prealpi Varesine ed è formato principalmente da rocce carbonatiche. Sul lato settentrionale presenta aspri pendii e pareti verticali ricoperte da lussureggianti faggete; a sud si hanno invece pendenze più morbide con boschi di latifoglie.
La zona è costellata da fonti, cascate, stagni, laghi, laghetti, riserve e torbiere. Elevato è il suo valore naturalistico e storico.

http://www.parcocampodeifiori.it/

Tu sei anche fotografo… Colpiscono molto le tue foto di testimonianza dell’ultimo incendio. Cosa hai visto?
Nel pomeriggio del 3 gennaio tornavo da un’escursione in Appennino; guardando l’orizzonte, ho notato la luce provocata dall’incendio che divampava sul pendio occidentale del Monte Martica. Subito mi è balzata in mente l’immagine dello spettro della distruzione, avvenuta poco più di un anno prima a Campo dei Fiori. Armato di macchina fotografica, sono salito al Sacro Monte: un’enorme colonna di fumo si levava dai boschi e la fiamma infernale correva furiosamente tra gli alberi, disegnando cerchi concentrici lungo i pendii. In quell’istante ho pensato a tutti gli abitanti del bosco e alle loro case distrutte: devono aver vissuto la fine del mondo.

Quali sono state le conseguenze sugli alberi e sulle risorse del sottosuolo?
Trattandosi di un incendio di superfice, le  fiamme hanno distrutto il sottobosco, il letto di foglie e di erba secca. Gli alberi interamente bruciati non sono stati innumerevoli ma questo non significa che il danno sia limitato: se fuoco e calore hanno intaccato il cambio ( lo strato di cellule sotto la corteccia in cui scorre la linfa) la pianta morirà. Molte gemme sono esplose o si sono disidratate a causa delle alte temperature.
Per quanto riguarda il suolo, l’incendio ne ha alterato le caratteristiche chimico-fisiche; questo, unito allo strato di cenere, potrebbe determinate erosioni, perdita di fertilità e smottamenti.

Il quadro stringe il cuore.. Cosa mi dici invece degli animali?
Loro hanno subito le conseguenze peggiori. Le specie di grandi dimensioni come ungulati e volpi oppure gli uccelli, hanno avuto qualche possibilità di fuga ma gli animali più piccoli come scoiattoli, ghiri, ricci, rospi e rettili, non ce l’anno fatta. Molti erano in letargo, altri sono stati presi di sorpresa o sono soffocati. Per non parlare di tutti quegli insetti che sono periti tra le fiamme, esseri assai importanti per la catena alimentare e per l’ecosistema boschivo.

Quant’è il tempo necessario allo spegnimento di un incendio?
Il tempo di estinzione può variare molto; il tipo di materiale che brucia, l’intensità delle fiamme, la siccità prolungata, il vento forte, la raggiungibilità delle aree.. Tutti dettagli che favoriscono o meno la velocità di spegnimento.
Le fiamme hanno avvolto la Martica per almeno una settimana. A questi tempi si sono aggiunti quelli per la  bonifica dell’area, ovvero per la rimozione di tizzoni ardenti e di piccoli focolai.

Secondo te, quali sono i danni  dell’incendio che si estenderanno a lungo termine?
I danni maggiori riguardano l’equilibrio ecologico e la fertilità del suolo: le tempistiche di ripristino sono particolarmente lente.
Per quanto riguarda flora e fauna, fortunatamente, sia gli alberi che gli animali ripopoleranno le zone colpite in pochi anni.

Quale potrebbe essere la causa di questi incendi?
In Italia la causa è sempre di origine umana, dolosa o colposa che sia. Nel caso del 3 gennaio, anche secondo ciò che è stato pubblicato su Varesenews, si ipotizza una matrice colposa. L’incendio spontaneo, infatti, avviene solo in particolari habitat tropicali, come la savana.
Si dovrebbe fare molta attenzione ai fuochi lasciati liberi, ai mozziconi di sigarette gettati nei boschi e lungo i bordi strada.

https://www.varesenews.it/2019/01/incendio-alla-martica-ce-un-indagato/786507/

Cosa provi quando accadono questi eventi?
Provo un profondo dolore per tutte quelle piante e quegli animali che sono vittime innocenti della scelleratezza umana! E provo anche una gran rabbia per l’ignoranza e l’indifferenza di buona parte della gente. Non ci si rende conto che ignorando la natura ignoriamo noi stessi perché è lei ad ospitarci e non il contrario.

Cosa dovrebbero fare le persone?
Usare il buon senso, non lasciare fuochi liberi in natura, segnalare immediatamente alle autorità l’avvisaglia di fumo avvistato in lontananza; tutto questo può fare una grande differenza!

Secondo te, le autorità come hanno gestito questi incendi?
Non sono in grado di fornire un’opinione in merito, rischierei di essere superficiale. Mi permetto però di osservare che, con più risorse e un maggior monitoraggio del territorio, questi eventi e i loro eventuali autori potrebbero essere intercettati velocemente, limitando i danni.

Tempo fa sei stato intervistato al tg di rete 55. Per cosa?
A metà gennaio sono apparso in un servizio di R55, esponendo quanto detto in precedenza sull’impatto dell’incendio sugli animali.

Ho fatto un salto nel tuo sito web: AdriApula. Ci dici qualcosa in merito?
AdriApula è il mio progetto. Un progetto teso a raccontare la straordinaria storia dell’Italia attraverso le mille testimonianze, più o meno celate sotto i nostri occhi, che si possono ammirare nella penisola.
“Adria” (o “Apula”) è il nome della microplacca dalla quale è nato buona parte del nostro Paese. Vorrei raccontarne la storia e suoi i tesori , con l’obiettivo di creare una maggiore consapevolezza in ognuno di noi.

Ci hanno detto che questa primavera farai una mostra sul tema incendi, ci racconti qualcosa?
Vorrei sfruttare le immagini che ho scattato per informare le persone sugli avvenimenti accorsi negli ultimi 2 anni; l’obiettivo è portare un messaggio di sensibilizzazione e di rispetto per la natura che ci circonda, non per un bene superiore ma semplicemente per noi stessi. Ciò è quel che mi spinge a intraprendere la mia carriera di Guida Naturalistica.


Incendio sulla Martica – Vincenzo Di Michele

Quale sarà la data precisa della tua mostra?
La data precisa non è ancora stata scelta, per questo vi consiglio di seguirmi sui social per ottenere tutte le future news in merito. Sicuramente sarà un progetto particolare, voglio che crei stupore ed emozione. Vi aspetto e vi chiedo di riflettere sulle tematiche che ho qui affrontate e delle quali, spesso, parlo sul mio sito.

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