Henry Avery: il pirata che incuteva terrore

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Barbarossa, Barbanera, Francis Drake, Henry Morgan fino ad arrivare al mitico Capitan Jack Sparrow. La figura del pirata ha sempre affascinato gli amanti della letteratura e non. I pirati, sebbene romanzati da molti autori, sono esistiti ed esistono veramente. Alcuni sono passati alla storia per le razzie a la violenza esercitata sulle loro vittime. Uno di questi è Henry Avery.


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Chi era Henry Avery?

Henry Avery è uno dei pirati più noti agli appassionati di pirateria inglese. È un personaggio che nel periodo dei grandi commerci navali, ha depredato molte navi provenienti da Oriente. Ora si è tornato a parlare di lui perchè nel New England, USA, sono state trovate alcune monete che riportano delle scritte in arabo. Gli esperti pensano che siano appartenute ad uno dei bottini di Avery. La storia del pirata si basa su uno dei plot che più affascinano gli appassionati di letteratura, ovvero il “buono” che diventa “cattivo”. Inizialmente infatti, Henry Avery era un ufficiale della Carlo II, un’imbarcazione inglese che aveva l’obiettivo di contrastare le navi di ladroni o saccheggiatori. All’interno della Carlo II non regnava però un clima di serenità: nessuno era contento dei capi di comando. Avery organizzò così una rivolta che ebbe molto successo: il pirata prese il controllo della nave e divenne uno dei più temuti corsari.

Avery e le monete ritrovate

Il suo obiettivo più grande era attaccare e saccheggiare la flotta Moghul, appartenente ad una delle più considerevoli dinastie indiane. Il pirata riuscì ad impadronirsi della nave Ganj-i-Sawai che trasportava un’immensa ricchezza. Secondo gli esperti, le monete ritrovate negli Stati Uniti appartenevano proprio all’imbarcazione indiana. Vennero coniate negli anni ’90 del 1600. Non tutti concordano con il fatto che i denari siano appartenuti alla ricca dinastia indiana, però pensare che fossero il bottino di un temibile pirata, è molto suggestivo.