Giulio III: Papa della Chiesa cattolica nel 1550

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Giulio III è un pontefice della seconda metà 1400 e prima parte 1500. A capo della Santa Sede, il predecessore Papa Paolo III interrompe le trattative per il Concilio ecumenico, della Chiesa cristiana cattolica. A fronte di ciò, con l’elezione del nuovo Santo Padre, il pensiero rivoluzionario e calvinista dilagante di Martin Lutero termina. Di fatto, Giulio III riapre la questione del Concilio di Trento, con delle soluzioni in riferimento alla riforma europea protestante. Il 14 novembre 1550, il pontefice pubblica la bolla Cum ad tollenda, a Trento.

Giulio III chi è?

Giulio III, in origine Giovanni Maria Ciocchi del Monte, nasce a Roma il 10 settembre 1487 e decede nella sua città il 23 marzo 1555. I genitori sono Vincenzo Ciocchi del Monte, noto giurista e Cristofora Saracini. Dalle radici familiari toscane, Giovanni riceve l’educazione dallo zio Antonio Maria Ciocchi del Monte, anche cardinale. A ragion per cui, il parente inserisce il nipote per il percorso di studi, presso l’oratorio Laterano, con la guida del maestro umanista Raffaele Lippo.

In seguito, Giovanni segue la strada paterna della giurisprudenza, con il cammino accademico presso le Università degli Studi di Perugia e Siena. Dopo la laurea, Giovanni decide di intraprendere la carriera ecclesiastica, nella volontà di seguire una vita religiosa. A fronte di ciò, l’aspirante sacerdote studia le dottrine teologiche, con il frate domenicano Ambrogio Catarino Politi.

Giulio III: la carriera ecclesiastica

Agli inizi del 1500 Giovanni perde il padre ed il pontefice in carica Giulio II nomina il religioso suo cancelliere. Dopo qualche anno, Giovanni succede allo zio cardinale nel ruolo di arcivescovo di Siponto, a causa della scomparsa del parente. Nel 1521, l’ecclesiastico riceve in eredità anche la diocesi di Pavia. Inoltre, il religioso presenzia al Concilio Lateranense V, per le tematiche sull’organizzazione della Chiesa.

Durante lo scontro bellico del sacco di Roma del 1527, Papa Clemente VII consegna a Carlo V d’Asburgo (sovrano del Sacro Romano Impero), degli ecclesiastici in ostaggio. Tuttavia, il prelato risulta tra i prigionieri e ritorna in libertà con l’aiuto del Cardinale Pompeo Colonna.

A metà anni Trenta, il pontefice Paolo III conferisce il titolo di cardinale presbitero all’arcivescovo ed anche di San Vitale. Dal 1544 iniziano i preparativi per Il Concilio di Trento, dove il cardinale diviene membro commissario del sinodo. Consegue la nomina del religioso di legato pontificio, che sostiene la decisione per il trasferimento del Concilio di Trento, a Bologna.

1550: il conclave e l’elezione di Papa Giulio III

Il 7 febbraio 1550, Gian Maria Ciocchi del Monte riceve l’elezione di pontefice. Mentre, il 22 febbraio dello stesso anno, il cardinale Innocenzo Cybo incorona Papa Giulio III, nella Basilica della Santa Sede. Dopo Onorio IV, il pontefice risulta essere il secondo vicario di Cristo, nativo di Roma.

Nel 1549, con la scomparsa di Paolo III, i cardinali sono cinquantaquattro e divisi in tre schieramenti, di cui: imperiali, francesi e sostenitori del casato nobile dei Farnese. In realtà, tre cardinali si astengono ed al conclave aderiscono in cinquantuno membri, con la scomparsa di due. Di fatto, rimangono quarantanove cardinali, che appoggiano l’elezione di Papa Giulio III, presso la Basilica Vaticana.

Durante il pontificato, il Santo Padre riapre il Concilio di Trento, interrotto dal predecessore Paolo III. A fronte di ciò, con il concistoro del 1550, il pontefice romano riconvoca l’assise, con l’appoggio dell’imperatore, dove nomina una commissione di cardinali, per l’a riapertura del Concilio ecumenico. Lo stesso anno, il Santo Padre pubblica la bolla Cum ad tollenda, ovvero una comunicazione ufficiale papale della Curia di Roma, con il sigillo del pontefice.

La morte

Il pontefice romano decede nella città di origine il 23 marzo 1555, all’età di sessantotto anni.