-Giorno della Memoria: un orrore che fa ancora paura

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Oggi 27 Gennaio 2022 è il Giorno della Memoria, in cui si ripercorre un capitolo buio e terribile dell’Occidente nella seconda Guerra Mondiale. Ideologie, odio e terrore hanno portato allo sterminio di Milioni di persone, colpevoli solo di essere se stessi. Ricordare è fondamentale perchè fatti di questa gravità non accadano mai più. Iniziamo questo viaggio infernale che dare voce a chi non può più farlo.


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-Giorno della Memoria: perchè si commemora il 27?

Il 27 gennaio 1945 è il giorno in cui verso la fine della seconda guerra mondiale i cancelli di Auschwitz sono stati abbattuti dalla 60esima armata dell’esercito Sovietico. Ecco perchè si è scelta questa giornata in particolare. Ma questo è solo la fine della storia, non l’inizio. Tra il 1933 e il 1945, la Germania Nazista e gli alleati Italiani hanno creato più di 40.000 campi di concentramento e altre strutture carcerarie. Questi campi furono usati per diversi scopi, tra i quali i lavori forzati, la detenzione di chi era considerato nemico dello Stato, e l’eliminazione in massa dei prigionieri. La maggior parte dei prigionieri del primo periodo era costituita da cittadini Tedeschi: Comunisti, Socialisti, Social-democratici, Rom (Zingari), Testimoni di Geova, Omosessuali, e individui accusati di comportamenti ritenuti asociali o devianti.

Giorno della Memoria: da dove nasce l’odio verso gli Ebrei?

Gli studiosi Europei del 19 Secolo usavano il termine “ariano” per identificare i popoli Indoeuropei o Indo-germanici che si erano stabiliti in India, Persia (oggi Iran) ed Europa migliaia di anni prima. La classificazione in origine descriveva le somiglianze tra la maggior parte delle lingue Europee, il Sanscrito e il Persiano (Farsi). Allo stesso tempo, gli studiosi descrivevano invece Ebrei e Arabi come “semiti”, per sottolineare le somiglianze tra l’Ebraico, l’Arabo e altre lingue correlate. Più tardi, questa categoria linguistica è stata erroneamente reinterpretata come riferita all’etnia o alla razza. Sostenevano inoltre che gli Ariani fossero superiori agli altri popoli. L’attribuzione di una connotazione razziale a questo termine ha promosso il concetto, molto diffuso ma falso dell’esistenza di una “razza ariana”. Gli ebrei “non ariani” erano identificati come la principale minaccia razziale alla società Tedesca.

L’isolamento degli Ebrei

Nei primi anni dopo la nomina di Hitler a Cancelliere nel 1933, il termine Ariano veniva usato in vari settori della vita pubblica della Germania nazista, soprattutto nella formulazione delle leggi. La prima grande legge che revocò i diritti dei cittadini ebrei fu la “Legge per il ripristino del servizio civile professionale” del 7 aprile 1933. La Legge sull’Amministrazione Statale includeva una clausola chiamata Arierparagraph (paragrafo ariano). Fu la prima norma legale che escludeva gli ebrei (e spesso anche altri “non ariani”) da organizzazioni, professioni e altri aspetti della vita pubblica. Secondo quanto disposto dalla legge, “i dipendenti pubblici che non siano di discendenza ariana devono essere soggetti a pensionamento”. Altre organizzazioni, comprese alcune private o religiose, seguirono l’esempio introducendo una “clausola ariana” per l’adesione dei propri membri. 

La confisca dei beni della comunità Ebraica

La parola Ariano veniva usata anche come base per un altro termine correlato: Arisierung (“Arianizzazione”). Questo termine descriveva il processo di confisca e cessione forzata di imprese e proprietà Ebraiche a cittadini non Ebrei nella Germania nazista e nell’Europa occupata dai tedeschi. Negli ultimi decenni, i sostenitori della supremazia bianca di tutto il Mondo hanno iniziato a usare la parola “ariano” come etichetta generica per le persone bianche e non ebree. L’uso di questo termine inoltre dimostra il loro appoggio alle credenze razziste e alle pratiche di sterminio della Germania nazista.

Giorno della memoria: la caccia agli Ebrei

Dopo l’annessione dell’Austria alla Germania nel marzo 1938, i Nazisti cominciarono ad arrestare gli Ebrei Tedeschi ed austriaci e a imprigionarli nei campi di concentramento di Dachau, Buchenwald e Sachsenhausen in Germania. Dopo i violenti fatti della Notte dei Cristalli (Kristallnacht) nel novembre del 1938, i Nazisti cominciarono ad arrestare in massa gli Ebrei adulti di sesso maschile incarcerandoli poi nei campi per brevi periodi. Dopo l’invasione della Polonia nel settembre 1939 i Nazisti costruirono diversi campi dove i prigionieri erano costretti ai lavori forzati e dove migliaia di loro morirono a causa della fatica, della malnutrizione o dell’esposizione alle intemperie. La direzione e la conduzione dei campi di concentramento erano affidate a unità delle SS note per la loro cattiveria.

Giorno della memoria: tutti i campi di concentramento

Durante la Seconda Guerra Mondiale la rete dei campi Nazisti si ampliò rapidamente. In alcuni di essi, i medici nazisti usarono i prigionieri come cavie per i loro esperimenti. Dopo l’invasione dell’Unione Sovietica nel giugno del 1941 i Nazisti aumentarono il numero di campi destinati ai prigionieri di guerra, costruendoli accanto ai complessi già esistenti nella Polonia occupata, come ad esempio quello di Auschwitz. Il campo costruito vicino a Lublino aperto nell’autunno del 1941 e conosciuto poi come il campo di Majdanek fu destinato inizialmente a ospitare prigionieri di guerra e diventò un vero e proprio campo di concentramento nel 1943. Migliaia di prigionieri di guerra sovietici furono uccisi a Majdanek, o tramite fucilazione o asfissiati con il gas.

La Shoah viene attuata senza pietà

Per realizzare la “Soluzione Finale” (il genocidio o eliminazione di massa degli Ebrei) i Nazisti costruirono diversi campi di sterminio in Polonia, il paese con la popolazione Ebraica più numerosa. I campi di sterminio furono progettati con l’obiettivo di creare un’efficiente macchina per l’eliminazione in massa dei prigionieri. Tra questi Chelmno fu il primo a essere realizzato e divenne operativo nel dicembre 1941. Qui Ebrei e Rom venivano uccisi con i gas di scarico di furgoni che erano stati appositamente modificati. Nel 1942 i Nazisti misero in funzione i campi di sterminio di Belzec, Sobibor e Treblinka per eliminare gli Ebrei del Governatorato Generale (il territorio all’interno della Polonia occupata dai Tedeschi.

Le camere a gas

I Nazisti costruirono le camere a gas (cioè ampi vani in cui i prigionieri venivano uccisi con il gas velenoso) per attuare lo sterminio in modo efficiente, ma anche perchè questo metodo rendeva il processo più impersonale per coloro che dovevano portarlo a termine. Il sottocampo di sterminio di Birkenau, che faceva parte del complesso di Auschwitz, era dotato di quattro camere a gas, nelle quali, durante il periodo in cui le deportazioni raggiunsero la maggiore intensità, furono uccisi la maggior parte degli Ebrei.

Giorno della memoria: uno sterminio programmato

Gli Ebrei che vivevano nelle zone occupate dai Nazisti venivano spesso prima deportati in campi di transito, come Westerbork, in Olanda, o Drancy in Francia, per poi proseguire verso i campi di sterminio nella Polonia occupata. I campi di transito rappresentavano, di solito, l’ultima fermata prima della deportazione nei campi di sterminio. Milioni di persone furono imprigionate e subirono maltrattamenti e abusi nei campi di concentramento nazisti. Sotto la direzione delle SS, i Tedeschi e i loro collaboratori assassinarono nei campi di sterminio più di tre milioni di Ebrei. Solo un piccolo numero di coloro che furono imprigionati in quei campi riuscì a sopravvivere.

Giorno della memoria: i Nazisti volevano eliminare le tracce della Shoah

Con l’avvicinarsi dell’Armata Rossa, già intorno alla metà di Gennaio 1945, le SS iniziarono ad evacuare il complesso: circa 60.000 prigionieri vennero fatti marciare prima dell’arrivo dei Russi. Di questi prigionieri si stima che tra 9000 e 15000 sarebbero morti durante il tragitto, in gran parte uccisi dalle SS perché non riuscivano a reggere i ritmi incessanti della marcia. Altri prigionieri, circa 9.000, erano stati lasciati nel complesso di campi di Auschwitz perché malati o esausti: le SS intendevano eliminarli ma non ebbero il tempo per farlo prima dell’arrivo dei Sovietici. Le SS riuscirono ad eliminare quante più prove possibili dei crimini che avevano commesso, facendo esplodere diverse strutture, alcune delle quali contenevano i forni crematori industriali (dove venivano bruciati i cadaveri delle persone uccise ad Auschwitz), e i beni delle vittime dello sterminio.

I Russi entrano ad Auschwitz

Quando la 60esima armata dell’esercito Sovietico arrivò al campo principale di Auschwitz, intorno alle 3 di pomeriggio e dopo una battaglia in cui persero la vita più di 200 sovietici, trovò davanti a sé uno scenario desolante: circa 9.000 prigionieri, i più deboli e ammalati, erano stati lasciati indietro, 600 di loro erano già morti. La stampa Sovietica però non accolse con troppo clamore la liberazione di Auschwitz, che negli anni a venire diventò invece la liberazione da un orrore troppo grande per poter essere raccontato.

Commemorazione Shoah in Italia

Il 20 luglio del 2000 in Italia è stata approvata una legge (la numero 211), composta da due semplici articoli. Questa legge istituisce ogni 27 gennaio il “Giorno della Memoria”: una commemorazione pubblica non soltanto della shoah, ma anche delle leggi razziali approvate sotto il Fascismo di tutti gli italiani Ebrei e non, che sono stati uccisi, deportati ed imprigionati, e di tutti coloro che si sono opposti alla soluzione finale voluta dai Nazisti, spesso rischiando la vita. In Italia si ricordano tra le altre:    

  • la giornata europea in ricordo delle vittime del terrorismo (11 marzo),
  • La giornata nazionale in ricordo delle vittime del terrorismo e delle stragi (9 maggio)
  • La giornata delle vittime degli incidenti sul lavoro (seconda domenica di ottobre).

Esistono inoltre numerose solennità civili:     

  • il Giorno del ricordo degli Istriani, Fiumani e Dalmati (vittime delle stragi iugoslave ed esodati 10 Febbraio)
  • la giornata del ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni di pace (12 novembre)
  • La giornata del ricordo dei marinai scomparsi in mare (9 settembre).

Le Nazioni Unite ufficializzano la memoria della Shoah

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, riunitasi il 1 novembre 2005, ha proclamato ufficialmente in occasione dei 60 anni dalla liberazione dei campi di concentramento, il 27 gennaio Giornata Internazionale della Commemorazione in memoria delle vittime dell’Olocausto. A questo scopo è stata istituita una task force internazionale per l’educazione, la ricerca ed il ricordo. Questa risoluzione rifiuta inoltre in modo chiaro qualsiasi tentativo di negazione dell’Olocausto come evento storico, sia totale che parziale, chiedendo parallelamente che i luoghi che un tempo ospitavano campi di concentramento, di lavoro e di sterminio vengano conservati.      

Giorno della memoria: l’odio chiama altro odio

Nel corso della storia ci sono stati diversi tentativi di genocidio: tra i più recenti c’è quello degli Armeni in Turchia (durante la Prima guerra mondiale), o quello compiuto dalla dittatura Comunista in Cambogia a metà degli anni 70, o le terribili deportazioni di contadini volute da Stalin negli anni 30 o 40. Dopo la guerra nacque un gruppo di vendicatori dell’Olocausto, i Nomkin (Jews Avengers), che portarono avanti una serie di iniziative volte a vendicare i milioni di ebrei uccisi nei campi. Sarebbero loro i responsabili di diverse morti sospette di ex Nazisti. Il gruppo avrebbe compiuto azioni in tutto il mondo per decenni. In un centro di detenuti per SS a Norimberga il gruppo avvelenò 1.900 prigionieri mettendo dell’arsenico nel pane. Una scia di sangue che ha trasformato l’Europa in una carneficina.

Giorno della memoria: vale la pena ricordare

Ricordare e commemorare le vittime della shoah non significa affatto trascurare altri genocidi, né tantomeno stabilire inutili priorità tra stermini e dolori di un popolo piuttosto che di altri popoli. Il giorno della memoria non è un omaggio speciale alle vittime, ma semplicemente un riconoscimento collettivo di un fatto abominevole di cui l’Europa è stata capace, e a cui l’Italia ha attivamente collaborato. La memoria non deve limitarsi soltanto all’indignazione e alla denuncia morale contro i crimini Nazisti, sentimenti giusti e naturali nei confronti di avvenimenti così gravi e disumani. Perché la memoria abbia un senso è importante prima di denunciare soprattutto capire ciò che accadde in Germania da un punto di vista storico. Un dolore e una ferita che rimane sempre aperta ogni volta che si minimizza o meglio ancora che si esalta la ferocia di questi atti orrendi.

L’amore vince sull’odio

Per riflettere nel giorno della Memoria e non solo sono perfette alcune strofe della canzone di Giorgia Gocce di Memoria che vi proponiamo.

Sono gocce di memoria
Queste lacrime nuove
Siamo anime in una storia
Incancellabile. Le infinite volte che
Mi verrai a cercare
Nelle mie stanze vuote
Inestimabile
È inafferrabile
La tua assenza che mi appartiene. Siamo indivisibili
Siamo uguali e fragili
E siamo già così lontani.

Siamo gocce di un passato
Che non può più tornare
Questo tempo ci ha tradito
È inafferrabile. Racconterò di te
Inventerò per te
Quello che non abbiamo. Le promesse sono infrante
Come pioggia su di noi
Le parole sono stanche
So che tu mi ascolterai
Aspettiamo un altro viaggio
Un destino, una verità
E dimmi come posso fare
Per raggiungerti adesso.

Con queste belle parole che toccano il cuore vi lascio con un ultima riflessione sull’argomento. Esiste un solo sentimento che tutto muove: si chiama amore e riesce a unire, far comprendere i diversi punti di vista e stabilire una connessione anche nelle diversità. Non c’è ne mai abbastanza di amore nel Mondo e per questo che l’Europa deve riflettere se stessa per progredire e per ammettere il male che ha causato in passato grazie a inutili ideologie che hanno permesso mille atrocità. Anche la Bibbia recita: “Se è possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini. Non fate le vostre vendette. Anzi se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare, se ha sete, dagli da bere. Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene”. La violenza e l’odio non deve essere mai giustificato, anzi condannato senza se e senza ma. Ascoltate questa bella canzone dei Nomadi.

Pagina Twitter Fondazione Shoah: https://twitter.com/uscshoahfdn