sabato, Aprile 13, 2024

Enheduanna: poetessa e sacerdotessa mesopotamica

La mostra She who wrote allestita fino al 19 febbraio a Morgan Library presenta le opere della poetessa mesopotamica Enheduanna. Inoltre, il percorso propone materiali che descrivono la vita muliebre 2mila anni fa. Una narrazione che mette in luce gli aspetti della società agricola in cui le donne ricoprivano anche incarichi importanti.


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Quali materiali raccontano la vita di Enheduanna?

All’esposizione newyorkese ci sono le tavolette d’argilla incise con scrittura cuneiforme con alcuni degli inni della poetessa. Infatti, la donna il cui nome significa in sumero Ornamento del Paradiso, scriveva liriche considerate importanti per la letteratura della Mesopotamia. Enheduanna ricopriva un incarico religioso importante e aveva un notevole potere politico come figlia di Sargon di Akkad o il Grande. In uno dei testi descrive il processo creativo: è un estratto dal poema L’esaltazione di Inanna, Dea dell’amore e della guerra. In altri si rivolge a Ishtar per chiedere vendetta dopo una violenza. Il canto contiene anche il primo uso registrato conosciuto della parola io. Gli studiosi la considerano talentuosa nel comporre versi e anche nella matematica.

Il ritratto di Enheduanna

Alla mostra c’è un probabile ritratto di Enheduanna in un disco di calcite probabilmente del 2300 a. C. La poetessa è riconoscibile tra i quattro personaggi per il vestito elaborato e la acconciatura. A sinistra si vede uno ziggurat, i famosi templi torre della Mesopotamia. Il curatore ha sottolineato l’importanza delle donne nella società del tempo. Infatti avevano anche diritto ad ereditare le proprietà della famiglia.

Le raffigurazioni di Ishtar

Il potere femminile è più evidente nelle raffigurazioni della divinità. Sono realizzate in nove sigilli cilindrici, grandi pietre arrotondate scolpite con narrazioni figurative e destinate ad essere arrotolate su argilla bagnata per produrre un rilievo. La Regina del Cielo è il soggetto dell’opera più nota della Mesopotamia, la Porta di Ishtar che conduce a Babilonia. Di solto è mostrata con uno sguardo frontale, uccidendo leoni e amanti. Le raffigurazioni della vita femminile mostrano le donne che lavorando con i loro lunghi capelli legati all’indietro. Mungono mucche o producono ceramiche e tessuti. Alcune sono sedute e indossano lunghe vesti, suggerendo che sono di alto rango, spesso, sacerdotesse.

Odette Tapella
Odette Tapella
Vivo in piccolo paese di provincia. Mi piace leggere, fare giardinaggio, stare a contatto con la natura. Coltivo l'interesse per l'arte, la cultura e le tradizioni.

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