Un itinerario alpino immerso nel Parco Naturale dell’Alta Valsesia, nel cuore del territorio Walser.

Per poter camminare a un passo dal cielo basta visitare il Parco Naturale dell’Alta Valsesia, ai piedi del Monte Rosa, l’area protetta più alta d’Europa. Istituito nel 1979, il Parco Naturale dell’Alta Valsesia e dell’Alta Val Strona si estende per 6500 ettari e comprende un paesaggio naturale che va dai 900 fino ai 4559 metri con un ecosistema alpino fatto di cime innevate e popolato da stambecchi e aquile. Questo è un territorio abitato dai Walser, popolazione di origine germanica con un proprio dialetto e antiche usanze.

L’itinerario proposto collega proprio due centri di origine Walser: Alagna Valsesia e Macugnaga, attraverso il Passo del Turlo. La camminata inizia ad Alagna raggiungendo il rifugio Francesco Pastore, situato sull’ampio piano erboso dell’Alpe Pile a 1575 metri di quota; qui è possibile pernottare per ripartire poi l’indomani mattina già in quota. Dal rifugio si imbocca il sentiero per l’Alpe Vigne che in dieci minuti arriva al pascolo dell’Alpe Fum Bitz; da qui inizia un percorso fatto di sentieri e mulattiere che comprende l’Alpe Kegno, l’Alpe Testanera, i laghetti del Turlo e finalmente si giunge al Colle del Turlo. Oltre il passo si apre la Val Quarazza, valle laterale alla Anzasca, che è percorsa dalla strada militare che porta a Borca, frazione di Macugnaga. Si tratta dell’itinerario B98 ossolano, celebrato sul valico da una stele in ricordo dell’opera ingegneristica compita dal 4° reggimento degli Alpini. Ancora oggi il percorso è abbastanza agevole, anche se la prima ora di discesa è piuttosto ripida.

Si raggiunge quindi il Bivacco Lanti fino a scendere ai 1613 metri dell’Alpe La Piana. Si oltrepassa un bivio da cui si prosegue verso il rifugio Crocette, non custodito, in località Città Morta, un antico insediamento di minatori. Si segue, infine, il torrente Quarazza fino all’omonima frazione, che sorge sulle rive della diga artificiale del Lago delle Fate.

I CAI locali segnalano che, per la quota elevata e per l’orientamento del percorso, è possibile trovare tratti innevati anche in estate. Questo è un percorso che impegna per circa sei ore e trenta minuti, perciò si raccomanda un buon allenamento alla camminata sulle lunghe distanze.

Per tutto il tragitto si è immersi completamente nella natura e circondati dalle valli occupate dai Walser, antica popolazione discendente dagli Alemanni e che abita le zone alpine attorno al massiccio del Monte Rosa. Si insediarono intorno all’anno mille nel Canton Vallese svizzero e poi si stanziarono in Italia, Austria, Francia e Liechtenstein. I Walser sono noti per la tipica architettura delle loro case, in legno e pietra a secco con il tetto a lose, cioè fatto con pietre di forma piatta. Si distinguono per la loro lingua, una variante del dialetto tedesco meridionale. Le loro tradizioni sono ancora molto sentite nelle valli; il Titsch (il dialetto) viene insegnato nelle scuole e gruppi folckloristici mantengono vivo il repertorio musicale tipico. Una delle antiche usanze Walser è il Rosario Fiorito, la processione che celebra il ritorno dei pastori dagli alpeggi; tradizione nata nel ‘600, si celebra ogni autunno ad Alagna Valsesia. Inoltre ad Alagna e Macugnaga è possibile visitare due musei dedicati alla cultura Walser: il Museo Walser e la Casa Museo Walser.

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http://http://www.estmonterosa.it/

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