Contagi in aumento negli Stati Uniti – Trump minimizza il problema, New York in calo

Mentre l'epidemia da coronavirus aumenta in 32 stati, Trump continua a sottovalutare il problema sostenendo che la crescita è dovuta solo all'aumento dei test.

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Ieri negli Stati Uniti si sono registrati più di 40 mila casi per il terzo giorno consecutivo, mentre i morti sono a quota 125 mila. L’aumento riguarda 30 stati, e ciò ha reso fondate le previsioni dell’esperto Anthony Fauci.

Le zone in aumento di contagi

Gli stati maggiormente coinvolti sono quelli della zona occidentale e, soprattutto, quelli della zona meridionale, dove il lockdown è finito troppo presto.

In particolare, gli stati del Sud più colpiti sono Arizona, Texas, Florida, Georgia, Arkansas e Alabama. In Florida e in Texas si registrano oltre 9 mila casi al giorno, proprio dove i governatori hanno seguito i consigli del presidente Trump di anticipare le riaperture.

Il governatore della Florida, Ron DeSantis, stretto alleato di Trump, ha sempre sottovalutato e negato la pericolosità del virus, nonostante la preoccupazione stia salendo per il problema delle terapie intensive che sono al limite della capienza. Egli si era inoltre vantato di essere stato il migliore gestore dell’emergenza.

Un tweet del politico Joe Walsh che mostra un video nel quale il governatore DeSantis si vanta della gestione

Anche il Texas si trova in una situazione critica: sono rimasti liberi solo il 20% dei posti in terapia intensiva, mentre Houston, capitale ospedaliera USA, ha il 97% dei posti letto occupati. Il governatore Greg Abbott aveva anticipato le riaperture come in Florida, tuttavia ora, molto preoccupato, ha invitato i cittadini a rimanere a casa. I bar sono stati richiusi e la capienza dei ristoranti è stata ridotta al 50%.

In California si è registrato un incremento di casi. Il governatore ha imposto l’obbligo di indossare mascherine e sta testando gran parte della popolazione.


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Contagi in calo a New York

La seconda ondata da Covid-19 ha colpito per lo più gli stati a guida repubblicana. A New York il governatore democratico Andrew Cuomo ha tenuto una conferenza stampa congiunta con i governatori del New Jersey e Connecticut. Questi stati sono gli unici ad avere avuto un forte decremento dei contagi, e hanno pertanto deciso di imporre una quarantena di 14 giorni per coloro che arrivano dagli stati maggiormente colpiti.

Il governatore Cuomo ha affermato: “Chi ci criticava dicendo che il nostro lockdown era troppo severo, che avremmo dovuto riaprire prima, adesso dovrà ammettere che avevamo ragione noi. Siamo stati più lungimiranti: basta guardare l’Arizona, la Florida e il Texas”.

Fa eco a Cuomo il governatore del New Jersey, Phil Murphy, che dichiara: “Siamo andati all’inferno e ne siamo venuti fuori: non vogliamo tornarci”.

New York è l’unico stato che, grazie alle misure di contenimento e all’aver seguito i consigli degli esperti, è riuscito a pressoché eliminare il coronavirus.

La risposta di Trump e Fauci all’emergenza

Trump continua a minimizzare l’emergenza, accusando l’aumento dei test come causa dell’aumento dei contagi. Inoltre non trova utile indossare le mascherine e mantenere il distanziamento sociale. Il voler fare ripartire l’economia rimane molto importante per il Presidente, che vede ciò come un punto focale per la rielezione.

Il tweet di Trump in merito all’attuale situazione in America

Fauci ha invece smentito le parole rassicuranti di Trump e del vicepresidente Pence, affermando che il boom dei contagi in alcuni Stati è un grave problema e che qualcosa non sta funzionando. Egli ha inoltre dichiarato che la Casa Bianca dovrebbe iniziare a testare più persone contemporaneamente per spezzare la catena di contagio.

Una notizia positiva però esiste: i nuovi contagiati sono per lo più individui tra i 18 e i 49 anni, il che fa sperare che ci sarà un minor numero di morti.

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