martedì, Giugno 18, 2024

Batterie allo stato solido: qualche luce, molte ombre

Il futuro dell’auto è elettrico? Non abbiamo la sfera di cristallo, ma quel che è certo è che l’intera industria delle quattro ruote sta andando in quella direzione. Auto elettriche vuol dire batterie, ma qui il discorso si complica. Quali batterie? No di certo le attuali batterie a ioni di litio, le quali hanno evidenziato grossi limiti. Il futuro appartiene alle batterie allo stato solido, le quali promettono in breve tempo di risolvere gran parte dei problemi degli accumulatori attuali. Promettono, appunto: perché la realtà delle cose non pare andare nella giusta direzione. Il settore non sta dicendo tutta la verità. A che punto siamo? La tecnologia è pronta? Quando arriverà?


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Che cosa sono le batterie allo stato solido?

Innanzitutto, cerchiamo di capire che cosa sono queste batterie così fantasmagoriche. Le batterie allo stato solido si differenziano da quelle attuali per avere delle celle al cui interno non troviamo elettroliti allo stato liquido, bensì a quello solido (da cui il nome). I vantaggi sono notevoli: rispetto ai convenzionali accumulatori agli ioni di litio, questi sono più compatti, molto più leggeri, ed hanno una densità di energia maggiore. Quindi garantiscono maggiore prestazione, autonomia, durata, e anche sicurezza, essendo meno instabili alle alte temperature. Una tecnologia rivoluzionaria, dunque, a portata di mano. O no?

Il caso QuantumScape

Per rispondere, è istruttivo conoscere la storia della QuantumScape, azienda che sta lavorando nel settore. La società lo scorso 27 novembre si è quotata in borsa, annunciando di aver realizzato una batteria che, nei test, ha resistito al fuoco ed ha mantenuto la carica dell’80% dopo oltre 1000 cicli. Potenzialmente, questo dispositivo montato su un’auto potrebbe durare ben 800 mila Km, con un’autonomia garantita di 800 Km. L’azienda ne ha annunciato la commercializzazione a partire dal 2024, facendo schizzare alle stelle il titolo in borsa. Un mese dopo, il titolo crolla. Cosa è successo?

Il catchpenny

Diceva Thomas Edison nel 1883 che la capacità delle batterie erano un esempio di catchpenny (espressione anglofona che indica il classico trucchetto per abbindolare i compratori), una vera e propria truffa. E la QuantumScape è apparsa come tale, quando lo scorso gennaio il sito d’informazione finanziaria Seeking Alpha ha scoperto che la batteria provata dall’azienda era troppo piccola, e che non era mai stata testata al di fuori di un laboratorio. Risultato: il titolo è in caduta verticale, e partono le class action degli investitori.

Batterie allo stato solido, un mondo di promesse non mantenute

Non è la prima volta che accade un episodio simile. L’industria delle batterie si è costruita negli anni una pessima reputazione di promesse non mantenute. L’ottimismo sulla evoluzione tecnologica si scontra con la dura realtà, nella quale soluzioni ancora in fase sperimentale diventano magicamente prodotti presto disponibili, ma quanto presto, non è dato sapere. Lo abbiamo visto con la guida autonoma, che all’inizio era pronta “tra cinque anni” ed ora rimandata a data da destinarsi.

Chiariamo: le batterie allo stato solido non sono tutta fuffa. La sperimentazione va avanti. Ma per vederla sulle auto dovremo aspettare molto più tempo del previsto. Forse la fine del decennio, secondo gli analisti del settore, e solo in versione “di prova” dai costi spropositati. A questo punto viene un dubbio: l’auto del futuro è una realtà concreta, o solo un insieme di annunci al fine di alimentare la speculazione finanziaria?


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Riccardo Trullo
Riccardo Trullo
Aspirante giornalista sportivo e membro orgoglioso della famiglia Periodicodaily. La mia specialità è il motorsport, in particolare la MotoGP ed il panorama americano di NASCAR, IndyCar, IMSA. Non disdegno la F1, campionato che seguo da una vita. E già che ci sono, butto un occhio nel settore delle auto di serie.

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