App di tracciabilità, l’UE avvisa: «No alla sorveglianza di massa»

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App di tracciabilità: l'UE chiede di garantire la privacy dei cittadini.

L’Unione Europea scende in campo per fissare dei rigidi paletti sul ricorso alle app di tracciabilità per avere un maggior controllo sulla situazione dei positivi al Covid-19 e prevenire così una nuova ondata di contagi. Sono diversi i Paesi (Italia compresa) che stanno progettando e sviluppando queste applicazioni che dovrebbero rappresentare uno strumento valido per riaprire finalmente i confini internazionali e tutte le attività produttive senza esporsi al contempo ad una nuova e pericolosa avanzata del coronavirus. L’UE però in queste ore ha chiarito che questi dispositivi non dovranno in alcun modo avere un’influenza sulla gestione dei dati personali dei cittadini.

Quando è efficace l’immunità di gregge?

Didier Reynders, Commissario europeo alla Giustizia, ha dichiarato che le app di tracciabilità dovranno essere attive solo ed esclusivamente durante tutto il periodo dell’emergenza sanitaria. Quando questa sarà terminata, si auspica una disattivazione immediata e automatica. Con quest’intervento, l’esponente politico belga ha voluto rassicurare le persone che temevano di sentirsi eccessivamente controllate dai dati raccolti dalle applicazioni.

Didier Reynders, Commissario europeo alla Giustizia.

L’ex Ministro degli Esteri del Belgio ha spiegato ancora meglio quali dovranno essere le linee guida da seguire. Innanzitutto nessun Paese dell’Unione Europea dovrà usare questi progetti di tracciamento dei contatti per portare avanti piani di «sorveglianza di massa». Inoltre ha rassicurato gli utenti, dicendo che manterranno il pieno controllo e gestione dei dati personali.

Reynders è intervenuto durante la seduta plenaria dei legislatori dell’UE, i quali non hanno nascosto un pizzico di preoccupazione per la tutela della privacy nel momento in cui verranno lanciati i progetti tecnologici per la gestione della pandemia. Nelle battute conclusive del suo discorso, il Commissario europeo belga ha anche detto che la disattivazione alla fine dell’epidemia di coronavirus dovrà essere assicurata anche a coloro che si dimenticheranno di effettuare la disinstallazione.

App di tracciabilità: il Copasir chiede chiarimenti sull’italiana Immuni

In Italia, l’app di tracciabilità si chiamerà Immuni. Di recente è stato anche pubblicato su GitHub il cosiddetto repository, ovvero l’intera documentazione che contiene le spiegazioni sul funzionamento e sull’utilizzo dello strumento tecnologico. Nella descrizione si legge che si tratta di un’applicazione disponibile per smartphone con sistema operativo Android e iOS che sarà utile nella lotta al Covid-19. Nello specifico, invierà dei segnali agli utenti quando vi sarà il rischio che possano contagiare gli altri anche da asintomatici. A questo punto, il soggetto in questione potrà provvedere ad isolarsi e a contattare un medico.

App Immuni: i dubbi del Copasir.

Intanto il Copasir, dopo aver studiato la app Immuni, ha stilato una relazione per chiedere dei chiarimenti e sciogliere alcuni dubbi. Il documento deve ancora essere perfezionato in merito ad alcune questioni tecniche, ma dopo l’audizione della Ministra per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione Paola Pisano, a breve dovrebbe arrivare alla Camera dei Deputati e al Senato.

Le riserve del Comitato parlamentare sui servizi di sicurezza si concentrano proprio sulla tutela della privacy sulla quale si è espressa anche l’Unione Europea. Innanzitutto, nel documento è stata inserita una precisa richiesta di gestione dei dati esclusivamente in Italia e, inoltre, è stato messo in risalto il pericolo di eventuali attacchi hacker.

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